
“Il Ticino esorti Berna a non riesportare materiale bellico”
Un’iniziativa cantonale dell’UDC Ticino chiede al Cantone di esortare Berna a salvaguardare la neutralità svizzera. “Un passo verso la riesportazione di armi creerebbe un precedente”.

Un’iniziativa cantonale dell’UDC Ticino chiede al Cantone di esortare Berna a salvaguardare la neutralità svizzera. “Un passo verso la riesportazione di armi creerebbe un precedente”.

Gli ambasciatori dei due paesi europei non condividono la posizione di Berna sulla riesportazione di armi elvetiche in Ucraina. L'ambasciatore francese: "Comprendiamo che questa opzione non è compatibile con la neutralità, ma sono armi che si trovano nelle sorte dei nostri partner europei".

Per Oliver Diggelmann, professore di diritto internazionale ed europeo all'Università di Zurigo, vendendo i carri armati alla Germania, la Svizzera potrebbe diventare parte integrante della catena logistica di supporto militare all'Ucraina.

Stando all'indagine, pubblicata oggi, la riesportazione di armi e munizioni è approvata dal 50% degli svizzeri. La divisione a metà dell'opinione pubblica appare netta, dato che il 46% vi si oppone mentre il 4% non si schiera.

Il ministro degli esteri svizzero ha dichiarato come sia importante fermare la guerra davanti al Consiglio di sicurezza dell'ONU. ""La Svizzera è pronta in ogni momento a riunire tutti attorno a un tavolo", ha affermato.

A un anno dall’invasione russa ai danni dell’Ucraina la fine della guerra pare ancora lontana. Regli: “Putin sembra aver scambiato strategia”. Scavo: “Curioso di vedere come verrà accolta la proposta cinese”.

La Cina ha stilato un documento per una soluzione alla crisi in Ucraina. "Le parti dovrebbero promuovere gradualmente l'allentamento della situazione". La Nato però "non si fida".

A un anno esatto dallo scoppio della guerra in Ucraina, Ticinonews ripercorre le tappe principali del conflitto, tra bombardamenti, orrori e flebili segnali di speranza.

Il testo approvato "ribadisce l'impegno per la sovranità, l'indipendenza, l'unità e integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti" e chiede "la cessazione delle ostilità e il ritiro immediato, completo e incondizionato delle forze militari russe".

All'Assemblea generale dell'ONU tenutasi oggi a New York, il ministro degli esteri ha affermato che un membro permanente del Consiglio di Sicurezza ha deciso consapevolmente di attaccare un Paese vicino, augurandosi che si trovi una soluzione pacifica del conflitto.

Tra questi vi sono Nestlé, Novartis e Roche. Nel settore banciario, UBS, Credit Suisse e Julius Bär si sono impegnate a rinunciare a nuovi affari con clienti basati in Russia.

È quanto comunicato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). A gennaio lo stato S è stato concesso a 2'146 profughi ucraini.

Secondo i presidenti del partito i 140 milioni del nuovo piano di aiuti svizzeri a Kiev non sono sufficienti. Il co-presidente: "Dobbiamo impedire il finanziamento della macchina da guerra del regime russo".

Il direttore del Dipartimento affari esteri Ignazio Cassis è tornato a parlare della guerra in Ucraina. "Salvo miracoli, il conflitto non finirà a breve".

Caritas Svizzera chiede un'evoluzione del sistema dello statuto S per i rifugiati ucraini. Per Caritas Ticino, la situazione sul posto è ancora troppo incerta per decidere come apportare delle modifiche.

È quanto affermato oggi dalla presidente della Commissione Europea. La rappresentante ha inoltre aggiunto: "Dobbiamo fare in modo che l'Ucraina possa avere munizioni standard".

È quanto il Primo Ministro britannico affermerà nel suo discorso in programma oggi alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Secondo Sunak, questo sforzo internazionale è importante per garantire la sicurezza dell'Ucraina e garantire l'ordine dell'intero continente europeo.

Il Consiglio federale si adegua così alle sanzioni adottate dall'Ue. Il 4 febbraio scorso Bruxelles ha infatti adottato dei massimali di prezzo per i prodotti petroliferi provenienti dalla Russia.

È quanto ha concluso un'indagine dell'amministrazione, realizzata su incarico del Consiglio federale, secondo cui "per il diritto svizzero l'espropriazione senza indennizzo di proprietà privata di provenienza legale non è ammissibile".

È quanto ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, dopo che la Rai ha annunciato che durante la serata finale del Festival non sarà trasmesso un videomessaggio del presidente ucraino.

"La posizione della Lettonia è che se questi Giochi si svolgessero ora e vi partecipassero atleti della Russia e della Bielorussia, penso che la squadra lettone non andrebbe a questi giochi", ha detto Tikmers.

Il Comitato olimpico internazionale (Cio) starebbe prendendo in considerazione l'idea di organizzare il ritorno degli atleti banditi sotto una bandiera neutrale per le Olimpiadi a Parigi del 2024. Pozdnyakov: "I russi devono partecipare esattamente alle stesse condizioni di tutti gli altri".

Peter Regli, già a capo dei Servizi di informazione svizzeri, chiede di rivedere l'attuale formula della neutralità svizzera, consentendo la riesportazione verso l'Ucraina di armi svizzere vendute a Paesi Nato.

In un documentario della Bbc, l'ex premier britannico afferma che durante una telefonata il leader del Cremlino avrebbe minacciato di attaccare con missili il Regno Unito.

A fine febbraio iniziano le prime lezioni del programma di studi "Rebuild Ukraine", offerto dall'Alta scuola specializzata bernese (Bfh). La formazione è rivolta principalmente a donne ucraine rifugiate in Svizzera con esperienza nel settore della costruzione. Per finanziare il programma, la Scuola ha voluto puntare su un sistema di sponsorizzazioni.

Con un messaggio condiviso sui social, il presidente estone e il ministro degli esteri lettone hanno condannato la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di permettere alla Russia e alla Bielorussia di partecipare alle Olimpiadi estive.

Le forniture, spiega la Confederazione, rientrano nelle misure di sostegno adottate da Berna. Il materiale dovrebbe arrivare a Kiev fra due giorni e sarà consegnato alla protezione civile ucraina per poi essere distribuito alla popolazione.

Il governo tedesco ha anche concesso ad altri stati il permesso di fornire i propri carri armati Leopard all'Ucraina.

L'annuncio dell'amministrazione del presidente Joe Biden potrebbe arrivare già questa settimana. La replica del Cremlino: “Distruggeremo i carri Abrams”. La marina militare russa ha inoltre effettuato un'esercitazione nell'Oceano Atlantico con un missile ipersonico Tsirkon.

Il ministro della Difesa polacco Mariusz Blaszczak ha anche rinnovato l'appello affinché la Germania si unisca alla coalizione degli Stati che vogliono sostenere Kiev.