IL CASO
Nussbaumer: per entrare in Gran Consiglio servono diciassette rinunce
Filippo Suessli, Andrea Ramani
04.04.2023 16:46

Foto: Immagine Teleticino
Rimasto fuori dal Gran Consiglio per uno sbaglio burocratico Werner Nussbaumer denuncia: “In democrazia vince chi fa più voti, non chi fa meno sbagli”.
Per qualche ora è stato convinto di tornare in Gran Consiglio
dopo anni, poi la doccia fredda: Werner Nussbaumer, nonostante migliaia di
preferenze e il secondo posto sulla lista di HelvEthica Ticino, si è visto
superare dalla candidata più votata nel Sopraceneri, Maria Pia Ambrosetti, che nonostante oltre tremila voti in meno è eletta nel suo circondario, quello del Sopraceneri. “All'inizio ho
pensato che ci fosse un problema tecnico”, racconta Nussbaumer da noi
raggiunto. Invece no, il problema non era tecnico, ma di candidatura. Infatti
sulla pagina del Cantone dove si scaricano i formulari per partecipare alle
elezioni, i proponenti di HelvEthica Ticino hanno scelto il formulario di candidatura
“Gran Consiglio con circondari elettorali”, quello scelto solitamente dai
grandi partiti per dare a ogni regione del Ticino una rappresentanza in
parlamento. E così, Nussbaumer è diventato il primo subentrante del Sottoceneri,
ma non ha alcun diritto sul seggio conquistato nell’altra metà del Cantone. O
meglio, secondo l’articolo 69 della Legge sull’esercizio dei diritti politici, Maria
Pia Ambrosetti e gli altri sedici candidati sopracenerini arrivano prima di lui
che si trova a essere il diciassettesimo subentrante.
“In democrazia vince chi fa più voti, non chi fa meno sbagli”
“Abbiamo fatto noi uno sbaglio in buona fede”, ci spiega
Nussbaumer, “ma il nostro partito non ha circondari elettorali e i dipendenti
del Cantone avrebbero potuto avvisarci”. Fatto sta che nessuno è stato avvisato
e la doccia fredda è arrivata solo in serata. Nussbaumer aveva anche gioito
della sua elezione ai microfoni della Rsi e il suo collega di partito Roberto
Ostinelli è rimasto stupito mentre era seduto al tavolo di Matrioska su
Teleticino. Oggi, dopo la delusione, resta la voglia di rivalsa: “In democrazia
vince chi fa più voti, non chi fa meno sbagli”, commenta Nussbaumer, “dobbiamo
rispettare l’etica e il voto popolare. Un voto che ha dato due vittoriosi e io
sono il secondo”.
“Noi li abbiamo resi attenti”
Il Cantone non ci sta, però, a passare dalla parte del
cattivo. “Sono due formulari Excel diversi, ci è stato consegnato il formulario
con la divisione Sopraceneri e Sottoceneri”, spiega ai nostri microfoni il
cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri. “Noi li abbiamo resi attenti e la prima
proponente ci ha confermato che volevano fare questa distinzione proprio per
dimostrare che il partito è esteso su tutto il territorio cantonale e non solo
sul Sottoceneri”.
Rinunce o ricorsi, ma…
“In sé non ha più molte opzioni, perché i dati sono stati
pubblicati sul foglio ufficiale e sono passati in giudicato”, continua Coduri. Insomma,
abolire i circondari a posteriori non è più fattibile e anche un ricorso
rischia di avere poche possibilità di successo. A Helvethica non resta quindi
che la rinuncia di tutti coloro che sono davanti a Nussbaumer nella linea di
successione al seggio HelvEthica Ticino. “Potrebbe essere un’opzione, ma mi
sembra un mancato rispetto verso gli elettori, perché si tratta di persone
elette in quel circondario. Un’altra opzione sarebbe anche che il candidato
eletto nel Sottoceneri si ritirasse lasciando il posto”, spiega Coduri. In questo
caso si tratta di Roberto Ostinelli, che con 7'557 voti ha superato il collega
Nussbaumer, fermo a 6'912. Tutti i candidati del Sopraceneri hanno invece raccolto
meno di quattromila voti.
“Per rinunciare alla carica servono degli argomenti”
C’è un ultimo problema. “Nel candidarsi hanno
sottoscritto tutti un’accettazione di candidatura. L’accettazione della
candidatura comporta anche l’accettazione della carica se si viene eletti, per
rinunciare alla carica bisogna portare degli argomenti molto consistenti e poi
sarà l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio che valuterà se accettare”, conclude
Coduri. Ma Nussbaumer non demorde: “La volontà democratica sarà rispettata se tutti
rinunciano, aderendo alla democrazia e all’etica che sono alla base del nostro
partito. Vedremo se riusciamo a sanare la situazione internamente rispettando
il volere del popolo e l’etica in politica. Ed eventualmente faremo ricorso”,
conclude il medico di Gravesano.

