
Anche Trump è contro il lupo
Il presidente Usa ha firmato un decreto per autorizzarne gli abbattimenti, suscitando l'ira degli ambientalisti

Il presidente Usa ha firmato un decreto per autorizzarne gli abbattimenti, suscitando l'ira degli ambientalisti

L'associazione lancia l'allarme e rileva una sensibilità diversa tra i cittadini sul tema - La presidente Soldati: «La popolazione comincia a prendere coscienza che questa gestione incontrollata dell’animale ha delle conseguenze nefaste, e non solo sul settore dell'allevamento».

In corso le analisi del DNA per capire se c'è lo zampino del grande predatore.

La petizione popolare a tutela degli allevamenti e dell'attività alpestre ha raccolto quasi 12 mila sottoscrizioni. Per i promotori «un risultato importante e un segnale dell'urgenza di agire».

La donna aveva inoltrato due ricorsi contro le autorizzazioni di tiro rilasciate da Coira, e un terzo contro il via libera all'eliminazione di branchi in Vallese

L'abbattimento si inserisce nel quadro della regolazione parziale del branco concessa dall'Ufficio federale dell’ambiente a seguito della nascita di cinque cuccioli nel 2025.

Da novembre, tre esemplari (di cui due giovani) sono stati uccisi nella regione del Sempione, un adulto nello Chablais e un cucciolo nella zona di Nendaz.

La Camera del popolo ha approvato due mozioni in tal senso. Spetta ora al Consiglio federale attuare gli atti parlamentari.

Le associazioni ambientali associano questi numeri all'efficacia delle misure di protezione delle greggi. Queste ultime, assieme a un abbattimento conforme alla legge, “garantiscono le fondamenta di una coesistenza pacifica di lupi e animali da allevamento”.

La raccolta firme promossa dal Gruppo Territorio Alpeggi "procede spedita". Genini (UCT): "Ogni giorno riceviamo formulari firmati e ne inviamo di nuovi".

Cresciuta in giudicato la decisione dell’UFAM, che aveva respinto la richiesta di regolare l’intero gruppo.

Durante la manifestazione sono state scandite parole di protesta al ritmo di tamburi. "Cuccioli di lupo vengono uccisi quasi arbitrariamente e in Svizzera stiamo assistendo a un vero massacro", sostengono gli organizzatori.

Approvate due mozioni in tal senso. Toccherà ora al Nazionale esprimersi su entrambi gli oggetti.

Oltre alle predazioni di pecore durante la scorsa stagione di estivazione, il branco ha attaccato e ucciso due volte animali della specie bovina o equina.

Al momento saranno toccati i branchi Bedretto, Madom e Carvina. Per i primi due è stata chiesta una regolazione che prevede l’abbattimento fino a due terzi degli esemplari nati nel 2025, mentre per il Carvina la rimozione totale del gruppo.

Il Legislativo approvato soltanto il primo punto della mozione del gruppo parlamentare democentrista: "Coinvolgere maggiormente tutti i cacciatori grigionesi con licenza nella regolazione degli effettivi di lupo e autorizzare gli abbattimenti da parte di tutte le persone in possesso di una licenza di caccia valida".

Lo riferisce il Dipartimento del territorio, specificando che, come da prassi, sarà trasportato a un centro specializzato per le analisi del caso.

Per evitare ulteriori danni, l'Ufficio cantonale per la caccia e la pesca ha ordinato di abbattere l'esemplare entro 60 giorni. L'animale in questione si aggira attualmente nel territorio dei comuni di Sils e Bregaglia.

Le grandi organizzazioni di protezione della natura ricordano che gli esemplari di un branco che non rappresenta una minaccia in alcun senso non possono essere abbattuti.

A lanciare l'allarme è l'Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia, che auspica misure concrete da parte delle autorità cantonali. "Non agire significa non volerlo fare, piuttosto che non poterlo fare”.

È la seconda volta che un asino viene ucciso dal grande predatore nel Canton Grigioni; nel 2023, sempre nel Comune di Mesocco, un animale era stato ferito mortalmente.

Dopo la predazione di un becco vicino alla scuola dell’infanzia, che aveva spinto l’esecutivo locale a chiedere un intervento urgente, il Consiglio di Stato ha approvato l’ordine di abbattimento del lupo. Ad annunciarlo, è Claudio Zali. La Lega: "Una decisione ponderata, nel rispetto delle normative vigenti".

Il segretario dell’Unione contadini ticinesi reagisce al comunicato diramato oggi dal Dipartimento del territorio sulla presenza del grande predatore nel nostro cantone. "Urge una reazione".

Il presidente dell’Unione Contadini ticinesi ribadisce la necessità di un contenimento del numero di lupi: "I branchi diventano più grandi e più efficaci".

Il Gruppo Territorio e Alpeggi esprime grande preoccupazione per l'aumento del numero di lupi e per l'inefficacia delle misure di protezione adottate. "La situazione è fuori controllo".

La presenza del grande predatore in Ticino è stata una delle questioni affrontate oggi in occasione dell’assemblea dell’Associazione Patriziale Ticinese. Il presidente: “Chiediamo di mettere in atto tutte le misure per poter continuare a operare come abbiamo fatto negli ultimi anni”.

Secondo il deputato democentrista, autore di una mozione inoltrata al Consiglio federale, i Cantoni “sono nella posizione migliore per valutare rapidamente e in modo adeguato le misure da adottare”.

Il confronto con gli anni precedenti mostra un aumento costante del numero di uccisioni di questo predatore in Svizzera.

Possono essere diversi i fattori che hanno influenzato questa tendenza. Vi sono ad esempio la regolazione dei lupi, le misure per la protezione delle greggi, le condizioni meteorologiche e la presenza di prede selvatiche in natura.

Recenti avvistamenti dimostrano che i lupi non hanno più timore dell'uomo. Da metà dicembre si sono avvicinati a diversi villaggi della Sernftal.