
Khrc: "Chiediamo al re di rilasciare pubbliche scuse"
La Commissione per i diritti umani del Kenya invita il re d'Inghilterra Carlo III a scusarsi a nome del governo britannico per i passati maltrattamenti nei confronti dei cittadini keniani.

La Commissione per i diritti umani del Kenya invita il re d'Inghilterra Carlo III a scusarsi a nome del governo britannico per i passati maltrattamenti nei confronti dei cittadini keniani.

La Svizzera deve rivedere l'applicazione del periodo di attesa di 3 anni per il ricongiungimento familiare. È quanto imposto dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Per difendere datore di lavoro e Paese ospitante, il capoufficio stampa della Fifa fa coming out. Gianni Infantino accusa di ipocrisia gli europei che criticano il Qatar in termini di rispetto dei diritti umani e dei lavoratori. "Per quanto abbiamo fatto negli ultimi 3'000 anni, dovremmo scusarci per altri 3'000".

I contratti tra l'azienda e i suoi fornitori sono infatti considerati come contratti di vendita in cui Smood acquista beni che poi vende ai suoi clienti. Tale modello aziendale non soddisfa quindi il requisito della fornitura di servizi postali a terzi.

"La richiesta di una duplice campagna di risarcimento guidata dalla Fifa è una trovata pubblicitaria", ha dichiarato il ministro del Lavoro Ali bin Samikh Al Marri in un'intervista esclusiva all'Afp.

Benché il lavoro dei collaboratori dell'esecuzione della giustizia con le persone internate sia giudicato positivamente, la CNPT giunge però alla conclusione che occorre assolutamente istituire strutture specializzate oppure reparti speciali all'interno delle strutture esistenti.

Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea esprimendosi sul caso di una donna belga di fede musulmana che si era vista negare un contratto di tirocinio per avere espresso il suo rifiuto di togliersi il velo per conformarsi alla politica di neutralità dell'azienda.

La presidente del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite Catherine Namakula si era detta “molto preoccupata” per l'atteggiamento delle forze dell'ordine e del sistema giudiziario.

La richiesta delle autorità svizzere a quelle iraniane è di “dare prova di moderazione con le manifestanti pacifiche scese in piazza dopo il decesso di Mahsi Amini”

"I tifosi non vogliono una Coppa del mondo macchiata in modo indelebile dalle violazioni dei diritti umani", ha affermato, citata nel comunicato, Lisa Salza, responsabile della campagna Sport e diritti umani per Amnesty International Svizzera.