Proteste in Iran
Dalla Svizzera un appello alla moderazione
Keystone-ats
26.09.2022 21:30

Foto: Frame del video virale, Twitter
La richiesta delle autorità svizzere a quelle iraniane è di “dare prova di moderazione con le manifestanti pacifiche scese in piazza dopo il decesso di Mahsi Amini”
Al consiglio dei
diritti dell’uomo, la Svizzera lancia un appello alla moderazione di fronte
alle manifestazioni scaturite dopo il decesso della 22enne curda simbolo dei
cortei, arrestata per aver mal indossato il velo. Oggi a Ginevra è stato anche
chiesto di non limitare l'uso di Internet.
Indagini "rapide" e "indipendenti"
Il presidente della
Confederazione Ignazio Cassis aveva già espresso le sue preoccupazioni la
settimana scorsa all'omologo iraniano Ebrahim Raisi. Ora al Consiglio dei
diritti dell'uomo, l'ambasciatore elvetico all'ONU di Ginevra Jürg Lauber ha
lanciato un appello per indagini "rapide" e "indipendenti"
sul decesso della giovane iraniana.
Le autorità iraniane negano
La donna era stata
arrestata per aver infranto le regole sul velo. Indicazioni lasciano pensare a
violenze da parte delle forze dell'ordine, ma le autorità replicano che il
decesso è avvenuto per cause naturali.
Decimo giorno di proteste
Oltre 1'200
manifestanti sono stati arrestati e almeno 76 avrebbero perso la vita, secondo
Teheran. La situazione ha creato una grande eco mediatica nei Paesi
occidentali. Ieri vi è stata una nuova ondata di proteste, che hanno ormai
raggiunto il decimo giorno consecutivo. I partecipanti chiedono fra l'altro la
caduta della guida suprema, l'83enne ayatollah Ali Khamenei.

