politica
Verdi lanciati verso le federali: “C'è ancora tanto lavoro da fare”
Redazione
03.06.2023 18:42

A Locarno l’assemblea dei Verdi acclama all’unanimità liste e strategia per le Federali. L’obiettivo è mantenere il seggio al Nazionale e quello d’area agli Stati: "C'è bisogno di noi", sostengono i vertici.
Questa mattina, a
Locarno, l’assemblea dei Verdi ha accolto all’unanimità le liste proposte dal comitato
e la congiunzione con il PS per le federali di ottobre. “C’è bisogno di noi,
oggi più che mai”, è stato più volte ribadito durante l’assemblea. Lo ha detto
anche l’uscente Greta Gysin, che con la sua doppia candidatura è prontissima a
difendere anche il seggio d’area agli Stati lasciato vacante da Marina Carobbio.
"Ho ancora entusiasmo, voglia ed energia per andare avanti anche perché il
lavoro da fare è tanto. Negli ultimi anni purtroppo non è diminuito, sia in
ambito ambientale, che sociale", ha sottolineato Gysin ai microfoni di
Ticinonews, citando le diverse crisi a cui bisogna far fronte, tra cui
l'inflazione e i premi di cassa malattia in continuo aumento. "Sono tanti
i dossier sui cui vorrei continuare a lavorare a Berna".
La squadra
Assieme a Gysin,
a tenere alta la bandiera dei valori Verdi in corsa per il Nazionale ci sono il
co-coordinatore Marco Noi, Maurizio Barro, Gianna Bonina, Serena Britos e Rocco
Vitale. Come già nel 2019, completano la lista due volti di Forum Alternativo:
Beppe Savary e Pietro Majno-Hurst. Una squadra equilibrata e rappresentativa,
ritiene Nara Valsangiacomo, tra coloro che ha contribuito alla composizione della lista.
"L'idea era di presentare una lista che rappresentasse diverse generazioni
e il Canton Ticino nella sua integrità (Sopraceneri e Sottoceneri). Abbiamo
cercato di fare un mosaico di quello che sono le diverse professioni e
competenze. Volevamo toccare diversi temi, come la siccità, la biodiversità, la
transizione ecologica e ambientale, ma anche sociale".

Una battaglia che non è finita
L’obiettivo è quello di conservare quanto conquistato nel 2019, quando i Verdi
festeggiarono una vittoria storica. Un balzo in avanti come non si era mai
visto, nonché la prima ecologista ticinese sotto la cupola. Tante le battaglie
portate avanti in un quadriennio andato però incontro anche a una perdita di
consensi e slancio. Eppure, facciamo notare alla co-coordinatrice Samantha
Bourgoin, le urgenze climatiche e sociali non sono finite. Dove sta lo sbaglio?
"Credo che ci sia confusione con le priorità”, risponde Bourgoin. “Le
emergenze che abbiamo vissuto negli ultimi anni - come la pandemia, la guerra e
le questioni economiche - hanno fatto si che la questione climatica non è più
la sola a fronteggiare. Ma questo non vuol dire che la popolazione non sia
preoccupata. Dobbiamo essere capaci di dimostrare che ci sono delle soluzioni
pratiche e pragmatiche che possono essere proposte in modo puntuale". Obiettivi
da sostenere anche con tutta l’area progressista.
Le alleanze
Come nel 2019,
la lista sarà congiunta a quella del PS. E per gli Stati al secondo turno si
sosterrà il candidato con più voti. Non solo. All’appuntamento di ottobre i
Verdi ci andranno con anche quattro liste sotto-congiunte: i Giovani verdi e
altre tre più tematiche ancora in fase di definizione. “Abbiamo pensato di
mettere in valore quello che per noi Verdi è sempre molto importante: le
competenze e i temi”, puntualizza ancora Bourgoin. “Le simpatie e le
preoccupazioni per i diversi temi confluiscono poi nella stessa lista”.

