Cantonali 2023
“Sono piuttosto sicuro che in Governo siederà ancora un socialista”
Redazione
07.02.2023 18:53

Foto: ©Chiara Zocchetti
Le riflessioni del consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli per la campagna verso le elezioni del 2 aprile, a cui lui non prenderà parte “È strano, ma rientra nella normalità della vita”.
“Sono piuttosto sicuro che ci sarà ancora un, o una,
consigliere di Stato socialista, e spero che sia così. Il mio partito, e la
sinistra in generale, è una presenza imprescindibile, come altre, di questa collettività”.
Così si è espresso il direttore del Decs Manuele Bertoli (PS) ai microfoni di
Ticinonews, a margine del sorteggio dell’ordine di successione
delle liste per le elezioni cantonali avvenuto oggi a Palazzo delle Orsoline.
La
differenza “sarà che chi rappresenterà il mio partito non ne rappresenterà solo
uno, bensì almeno due. Lì qualcosa cambierà, ma saranno dinamiche che vedremo
poi nei prossimi quattro anni”.
“Altri dovranno prendere il mio posto”
Una corsa, quella verso le cantonali del 2
aprile, a cui Bertoli non prenderà parte. “È strano, ma è anche la
normalità della ruota della vita che gira. È venuto il mio momento di partire, mentre
altri dovranno arrivare e prendere il mio posto”. La democrazia “è bella anche
per questo motivo: le istituzioni rimangono solide e le persone cambiano e
fanno quello che possono durante il loro percorso”.
“La politica non è solo scontro, bensì la ricerca di soluzioni”
All’imminente chiamata alle urne, si
sottoporranno all'esame degli elettori 49 candidati al Consiglio di Stato e 916
candidati al Gran Consiglio. Numeri decisamente importanti…“Avere
molte candidature può significare tante cose: vuol dire certamente avere una
scelta più ampia. Tutti vogliamo che vengano scelti i migliori, in modo che
Governo e Parlamento possano funzionare bene”. Ma un Gran Consiglio frammentato
funziona? “Frammentato è più complicato, ma il vero problema è la volontà, o la
mancata volontà, di trovare soluzioni”. Per avere delle maggioranze “bisogna mettersi
assieme a due, tre, quattro gruppi, e a volte c’è un’incomunicabilità preminente
rispetto alla volontà di trovare soluzioni”. Immaginare che la politica sia
solo scontro e non la ricerca di soluzioni “credo sia un grande errore”, ha affermato
Bertoli.
La questione livelli
Settimana prossima, intanto, in Gran Consiglio approderà il
tema dei livelli, sul quale Bertoli si è speso molto. Il consigliere di Stato,
tuttavia, non si esprimerà “finché non avremo il voto finale. Ne sono già successe
diverse sul tema. Attendo fiducioso il voto e la discussione”. Naturalmente “spero
che si possano fare passi avanti per la scuola, perché lo merita e ne ha
bisogno”. La politica “dovrebbe sostenere questi passi avanti, in maniera
ragionevole e oculata certo, ma non mettere dei paletti che alla fine non fanno
la gioia di nessuno”, ha concluso Bertoli.
Coduri: “C’è un interesse nell’avere i primi numeri”
Tornando alla cerimonia di oggi, il cancelliere dello Stato
Arnoldo Coduri ha sottolineato come si tratti comunque di un momento importante,
perché dà il via ufficiale alla campagna, e in più, aldilà degli aspetti scaramantici, “c’è chiaramente un interesse verso i numeri: i primi sono infatti quelli
che compaiono all’apertura della busta di voto”. Se poi questo possa
effettivamente influenzare il voto di qualcuno “secondo me no, però tutti i partiti
avrebbero fatto carte false per avere l’1”. Numero che, lo ricordiamo, è andato
al Plr.
Quei numeri mancanti
Per concludere, una curiosità: la lista per il Consiglio di
Stato conta dieci nomi, quella per il Gran Consiglio quattordici. Nell’elenco per
il Parlamento, tuttavia, i numeri vanno fino al sedici e mancano il 9 e il 10.
Il motivo? 9 e 10 sono i numeri, rispettivamente, dell’alleanza PS-Verdi e di
quella Lega-UDC nella lista per il Governo. I quattro partiti, però, corrono separatamente
per il Gran Consiglio e quindi “occupano” i numeri 11, 12, 13 e 14, lasciando “scoperti”
il 9 e il 10.

