Cantonali 2023
"Non c'è da stupirsi se un giovane ingegnere non torna in Ticino per 3'500 franchi al mese"
Redazione
17.03.2023 08:20

Mercato del lavoro, scuola, caso Credit Suisse e taglio delle pensioni. Sono alcuni argomenti emersi durante l'intervista con Simona Arigoni-Zürcher, candidata MPS per il Gran Consiglio e Consiglio di Stato.
Simona Arigoni Zürcher, candidata MPS al Gran Consiglio e Consiglio di Stato, è la protagonista della 13esima intervista pre-elettorale di Ticinonews. Con lei abbiamo affrontato numerosi temi, che spaziano dal lavoro alla scuola, dal Credit Suisse al taglio delle pensioni.
4 anni fa, come MPS,
siete riusciti a fare il terzo seggio in Gran Consiglio. Quali sono gli
obiettivi per questa tornata
elettorale?
“Il nostro obiettivo è
di mantenere almeno questi 3 seggi. Non saprei dire se è realistico o no, speriamo che lo sia.
Tutto può succedere”.
L'MpS si può considerare
come un caso particolare all'interno del Parlamento. Vi definite “l'unica vera
forza di opposizione”. È più uno slogan o è effettivamente così?
“In realtà è veramente
così, siamo l'unica forza d'opposizione. Abbiamo messo sul tavolo una serie di argomenti che di
solito non sono molto seguiti all'interno del Parlamento, sia da destra che da
sinistra. A noi interessa partecipare all'interno del Parlamento per poter
avere degli strumenti per dare voce a chi la voce non ce l'ha”.
La frammentazione dell'ala
progressista vi spaventa o vi danneggia?
"Non saprei. Abbiamo
fatto una proposta al PS e ai Verdi di poter partecipare con una sola lista
anche in Gran Consiglio, ma non è stata gradita e ci è stato risposto di no. Vedremo.
Quello che mi preme dire è che siamo sempre sul territorio, in piazza, e cerchiamo
di fare del nostro meglio per aiutare la popolazione che fa sempre più fatica
ad arrivare alla fine del mese".
Caso Credit Suisse: cosa pensate
della situazione e dell’aiuto da parte di BNS?
"Le banche, in teoria,
dovrebbero concentrarsi soprattutto sui crediti. In realtà vediamo che le
banche vanno sempre più sulla speculazione, verso investimenti finanziari. Questo
porta inevitabilmente a dei disastri come quello di Credit Suisse. Non siamo
per il salvataggio, ma per veri obbiettivi su cui dovrebbero concentrarsi le
banche".
Rimaniamo in ambito
economico. Il Ticino è il fanalino di coda per quanto riguarda i salari. I giovani
scappano altrove per guadagnare di più. C'è qualche ricetta magica?
"A dire la verità è stata
presentata una iniziativa cantonale, che chiedeva di sanzionare i licenziamenti
sostitutivi. È stata portata a Berna anche dall'MpS, ma è stata bocciata. Questo
vuol dire che a Berna non interessa fare questo passo e ci chiediamo con chi
abbiamo a che fare. Non dobbiamo stupirci poi se i giovani non tornano in
Ticino. Se si considera per esempio che in una ditta un ingegnere ha uno
stipendio di 3'500 franchi mensili, un giovane che ha studiato al Politecnico di
Zurigo è evidente che non ha voglia di tornare".
In piazza sono scese
tante persone per manifestare contro il taglio delle pensioni, ma in calo
rispetto alle prime due. Secondo lei la vicenda sta perdendo interesse?
"No, anzi la vicenda sta
acquistando interesse. Giovedì siamo partiti in 400 e in Piazza eravamo almeno in
600/700. Si stanno formando anche dei gruppi all'interno delle scuole. Si sta
cercando di coinvolgere più persone per aumentare la voglia di andare contro
questa decisione”.
Questione superamento
livelli. Qual è la vostra posizione?
“Siamo d'accordo sul superamento
dei livelli. Siamo per una scuola più democratica e più attenta allo spirito critico”.

