Le reazioni
“Non candidare Mirante era la scelta giusta, ma non è stata premiata”
Redazione
03.04.2023 14:26

All’indomani dell’elezione di Marina Carobbio in Consiglio di Stato, la co-presidente del PS Laura Riget commenta il calo dei consensi del partito. “Io e Sirica abbiamo sempre detto che siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità. Se si vorrà discutere di un eventuale cambio, lo faremo”.
“I risultati sono al di sotto delle
aspettative. Sembra che ci sia stato un travaso di voti dal PS ad Avanti: non una
scissione quindi all’interno del partito, bensì a livello di elettorato. Dovremo
discuterne”. Così Laura Riget, co-presidente PS, ha commentato a Ticinonews i risultati
parziali che preannunciano un calo di seggi in Gran Consiglio per socialisti e
alleati. “Non c’è molto da festeggiare, anche se rispetto a ieri sembra che l’erosione
dei consensi sia limitata. A perdere sono tutti i partiti storici, e questo è
legato alla frammentazione in corso”. Oltre alle riflessioni, occorrerà fare
forse anche un mea culpa a livello di presidenza. “Noi abbiamo sempre detto che
siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità. Se si vorrà discutere di un
eventuale cambio, lo faremo”, precisa Riget.
L’esclusione di Mirante
Al centro dell’attenzione, torna
ora inevitabilmente la scelta di escludere Amalia Mirante dalla lista. “Durante la campagna è diventato
chiaro che le posizioni politiche di Mirante non sono delle posizioni socialiste
che si scrivono all’interno della piattaforma rossoverde”, commenta Riget. “Noi
abbiamo sempre messo al centro del progetto politico i contenuti e solo dopo le
persone”. La scelta proposta era quella giusta, “anche se ne abbiamo pagato le
conseguenze a livello elettorale”. E per quanto concerne la mancanza di un
secondo nome forte, come poteva essere quello di Greta Gysin, “anch’io avrei auspicato
una sua candidatura, ma quando lei ha rinunciato toccava semmai ai Verdi formulare
altre proposte”.
"La strategia non era sbagliata"
Nonostante il
calo dei consensi, Riget chiarisce che il partito non si sposterà al centro,
poiché “bisogna prima avere le idee e poi sperare di ottenere consensi, non
adeguare le posizioni per rincorrere i consensi”. Certamente, il risultato deludente
di ieri “mostra che c’è differenza tra la base del partito in senso stretto e l’elettorato
progressista in senso più ampio”. Durante la campagna “ho percepito molto
entusiasmo nel gruppo ristretto, ma a quanto pare in quello più ampio non siamo
riusciti a far passare questo messaggio e ora bisogna analizzare e capire
perché”. Nonostante ciò, la strategia scelta “non era sbagliata, perché era
quella del progetto rossoverde che mette al centro rivendicazioni politiche concrete
e secondo noi Mirante non era la persona più credibile per portare avanti
questo progetto. La scelta di non candidarla era giusta, ma non è stata premiata
a livello elettorale”.

