Ticino
"La neve programmata non va demonizzata"
Redazione
08.01.2023 19:08

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Per Denis Vanbianchi, direttore degli impianti sciistici di Campo Blenio, c'è ancora margine di miglioramento per quanto riguarda l'innevamento artificiale: "Senza i cannoni da neve, non avremmo aperto".
Le precipitazioni di queste ore dovrebbero tramutarsi in
neve in alta montagna. Stando alle previsioni di MeteoSvizzera il limite delle
nevicate è situato tra i 1000-1200 metri. Una manna dal cielo che potrà dare un
po’ di sollievo alle stazioni sciistiche ticinesi e svizzere, confrontate
questo inverno con temperature miti e scarsa materia bianca. Le immagini della
Svizzera con prati verdi, attraversate da strette strisce di neve, hanno
infatti fatto il giro del mondo.
C’è potenziale per l’innevamento artificiale
Gli esperti del settore non stanno comunque con le mani in
mano ed escogitano strategie per il futuro. Hanno fatto per esempio discutere le
affermazioni di Martin Hofer, direttore commerciale della filiale elvetica di
Tecnoalpin (società con sede a Bolzano, leader mondiale nella produzione di
impianti di innevamento), secondo cui la Svizzera è in ritardo sul fronte dell’innevamento
artificiale. “La Svizzera ha ancora un enorme potenziale tecnico in questo
campo”, ha affermato l’esperto, secondo cui si tratta di soldi spesi bene. Per
Hofer senza innevamento artificiale in molti luoghi non ci sarebbe infatti più
turismo sciistico: “Se non c’è neve, è finita”, ha messo in guardia.
“Senza i cannoni da neve, non avremmo aperto”
Le sue affermazioni sono condivise da Denis Vanbianchi,
direttore degli impianti sciistici di Campo Blenio, secondo cui c’è ancora
potenziale. “Alcune stazioni della Svizzera interna sono molto avanti, in
Ticino siamo ancora indietro per quanto riguarda l'innevamento programmato”,
spiega ai microfoni di Ticinonews. “È anche vero che non sempre si riesce ad
avere un'unità di intenti e visioni in Ticino. Campo Blenio è una realtà
vissuta solo grazie all’impianto di innevamento programmato. Se non avessimo
avuto i cannoni da neve, non avremmo aperto”.
Il ruolo del Cantone
Rinnovare gli impianti ha comunque un costo. In questo
contesto il Cantone dà una mano? “Il Cantone è disposto ad aiutarci, ma entra
in campo il tema legato agli impianti di risalita, quindi alla
destagionalizzazione”, spiega ancora Vanbianchi. “C’è un sostegno unicamente se
assieme a un progetto invernale ce ne sono altri per le restanti stagioni”.
L’approvvigionamento energetico
Oltre ai costi economici, l'innevamento artificiale ha anche
un impatto ambientale, per esempio per quanto riguarda l’uso di acqua e di
energia. "Si spende in corrente elettrica, ci sono le pompe e i bacini
d'accumulazione d'acqua”, spiega Vanbianchi. “È un costo, ma bisogna pensare a
quello che genera”, precisa il direttore. C’è però anche il problema legato
alla penuria d’acqua, che soprattutto quest’anno è balzata agli onori di
cronaca. “Non tutti gli impianti sono uguali e per quanto riguarda la nostra
situazione, a Campo Blenio abbiamo la fortuna di avere acqua”, prosegue Vanbianchi.
“Attualmente non possiamo immagazzinarne abbastanza, per cui stiamo affinando
un progetto per fare in modo che in momenti di punta, quando c'è il freddo,
riusciamo a innevare sufficientemente. Questo ci permetterebbe anche di
risparmiare energia elettrica. Se riusciamo a innevare tanto, ci basterà per
buona parte della stagione “.

