Cantonali 2023
"La lettera 'S' in DECS è un po' trascurata"
Redazione
18.03.2023 10:10

Sport, casse malati, Credit Suisse e obiettivi elettorali. Di tutto questo e tanto altro abbiamo parlato con Jean-Jacques Aeschlimann, candidato PLR per il Consiglio di Stato.
Jean-Jacques
Aeschlimann, candidato PLR per il Consiglio di Stato, è il protagonista della 14esima intervista pre-elettorale di Ticinonews. Con lui abbiamo affrontato diversi temi, tra cui gli obiettivi elettorali, il caso Credit Suisse, le casse malati e il posto libero lasciato da Manuele Bertoli nel Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS).
Come mai si è candidato solo
per il Consiglio di Stato?
“A dire la verità la sezione
PLR di Lugano me lo ha chiesto anche per il Gran Consiglio. Dopo discussioni
anche con il datore di lavoro, abbiamo optato per il no. Un po’ mi dispiace perché
è un’avventura molto interessante, la sto vivendo ora con i miei colleghi candidati
al Gran Consiglio. Facciamo comunque milizia e il lavoro rimane importante per
me”.
Da giocatore aveva la
nomea di grande rigorista. È rigoroso anche in politica?
"Sì, i rigori erano un
mio punto forte, io provo ad essere corretto e il più serio possibile in quello
che faccio. Chiaramente ho dei pregi e dei difetti come tutti, così come la
politica. Sono due cose che vanno mano in mano. Provo a dare il mio contributo,
sperando che ci siano più pregi che difetti".
Ha parlato di squadra. Qual
è invece il suo obbiettivo elettorale?
"Ho affrontato questa avventura
per due motivi: voglio dare una mano al partito, un po’ come un giovane che
gioca la prima volta in prima squadra e viene chiamato in nazionale. Per me si
tratta poi di un importante percorso di crescita personale e sento che questa
crescita già c’è".
È preoccupato per il
futuro di Credit Suisse? È giusto che lo Stato intervenga?
"Non so se sono
preoccupato. È certo una notizia clamorosa, ma non credo bisogna estendere
troppo l’analisi. Siamo davanti ad una clamorosa storia di incompetenza
manageriale. Dopo tutti i scandali verificatesi, non si è imparato nulla e non
si è andato a correggere il tiro, come hanno fatto altri istituti bancari in passato.
Credo che la decisione del Governo e della Banca Nazionale di aiutare sia condivisa
ampiamente da tutti. Che questa garanzia serva alla banca per fare un percorso di
risanamento".
Questione cassa malati. Abbiamo
da una parte l'iniziativa della lega per una cassa malati deducibile. Dall'altra
parte quella del PS che chiede che i premi cassa malati non superino il 10% del
reddito. Lei cosa ne pensa?
“Penso che stiamo
affrontando il problema in modo sbagliato. Stiamo mettendo dei cerotti e delle
soluzioni per aiutare le persone. Ma il vero problema è l'aumento dei costi
della salute. Dobbiamo avere il coraggio di parlare del perché questi costi della
salute aumentano. Faccio due esempi: l'accanimento terapeutico, che costa tantissimo
alla salute, e l'obesità, sempre più presente nella società. È qui che dobbiamo
intervenire. Se i costi della salute aumentano, anche i premi aumentano e
quindi ogni iniziativa proposta non risolve il problema”.
Con l'uscita di Manuele
Bertoli, si libera un posto al DECS. Il PLR dovrebbe mollare le finanze per occuparsi di quel
dipartimento?
"Credo che Christian
Vitta stia facendo un buon lavoro al DFE, non sono in grado di parlare per lui.
È chiaro che se dovessimo fare il secondo seggio e dov'essi essere io (mi
butto, ride), il DECS per me sarebbe interessante. Mi piace tutto quello che è la
formazione; La scuola che abbiamo adesso dev'essere riformata e ci sono tante
cose da migliorare. La riforma è importante. Nella sigla DECS c’è una “S”
(Sport) che oggi è poco considerata. Eppure, questa “S” è importante. Lo sport
oltre ad una formazione è anche legato ad aspetti di prevenzione e di sanità”

