Cantonali 2023
“Da noi c’è tensione perché c’è vera competizione”
Redazione
31.03.2023 07:23

Dopo 28 anni Michele Foletti è pronto a lasciare il Gran Consiglio. Con Ticinonews ha ripercorso la sua esperienza in Parlamento, ricordando i momenti belli e quelli più difficili”.
Continua la serie
di interviste di Ticinonews dedicate ai deputati che hanno deciso di non
ricandidarsi per una nuova legislatura. Questa volta è il turno del leghista
Michele Foletti.
Sindaco di Lugano e ancora per poco deputato in Gran Consiglio. Come
sta in questo periodo?
“Dopo 28 anni lascio serenamente il Gran Consiglio, nel senso che il
ruolo di sindaco di Lugano non mi permette di continuare a svolgere l'attività
di granconsigliere. L'ultimo anno è stato faticoso, infatti sono stato il più
assente di tutti. Non avevo più nessuna commissione perché il mio ruolo mi
impediva di partecipare. C'è un tempo per tutto e ormai il mio è dedicato a fare
il sindaco di Lugano”.
Era il ‘95, sono passati 28 anni, una vita sia umanamente sia
politicamente. Il Michele Foletti che è entrato in Gran Consiglio quasi 30 anni
fa, in che modo è diverso rispetto a quello di oggi?
“Assolutamente diverso. L'esperienza che ho accumulato in Gran
Consiglio mi ha portato ad acquisire delle competenze che prima non avevo. Probabilmente
mi sono state utili per assumere la carica di municipale nel 2013 e assumermi
anche la responsabilità delle finanze. Io ho passato tanti anni in Parlamento
nella commissione gestione finanze. Questo mi ha dato un'esperienza, una
capacità e una competenza che mi hanno permesso anche di svolgere bene il mio
ruolo di municipale. È stata un'esperienza fenomenale, dove ho imparato moltissimo
e ho conosciuto diverse persone che mi hanno insegnato tanto”.
Sono cambiate molte cose in 28 anni, lei ne avrà viste sicuramente
tante. Ci vuole raccontare qualche episodio?
“Ricordo la famosissima litigata tra Giuliano Bignasca e il gruppo
della Lega per un preventivo. Il Nano è entrato in Parlamento e ci ha cacciati tutti
in una sala riunioni urlando che non dovevamo votare, mentre Attilio (Bignasca,
ndr.) voleva invece votare il preventivo. È stato abbastanza folkloristico. Il
momento più brutto vissuto in Gran Consiglio è stato invece quando è morto
Michele Barra. Con lui ho passato tanti anni in Parlamento. Nel 2013 Marco
Borradori venne eletto in Municipio a Lugano e Barra subentrò in Consiglio di
Stato in aprile. Pochi mesi dopo si scoprì della sua malattia e lì fu davvero
un brutto momento. Oltre al fatto di perdere un consigliere di stato leghista, persi
una persona alla quale ero estremamente legato”.
Tra gli altri partiti a quale consigliere di Stato si è più
affezionato?
Con gli attuali consiglieri di Stato sono molto legato perché
abbiamo lavorato insieme in Parlamento e siamo stati insieme in commissione, e
ci siamo frequentati per alcuni anni tutti i martedì mattina. È nato quindi un
bel rapporto, che prosegue tuttora. Oggi ho più rapporti con loro come sindaco
di Lugano di quanti ne avessi come granconsigliere, proprio perché in questi
ultimi mesi la mia attività è stata un po' sottotono. Questi legami si
mantengono e spero che proseguano ancora”.
L'anno prossimo ci sono le comunali, si ricandiderà?
“Dico sempre a tutti che se nel mese di dicembre di quest'anno tirerò
le mie conclusioni; se continuerà a piacermi fare il sindaco andrò avanti. Se
non avrò più questo spirito allora lascerò perdere. Credo che qualsiasi lavoro lo
devi fare se ti piace. Se ti pesa è inutile, perché lo fai male”.
Parlando delle elezioni del 2 di aprile, cosa pensa delle tensioni
che ci sono tra Lega e UDC?
“Sono tensioni normali. C'erano anche quattro anni fa, anche se in
maniera minore. Quando tutti vogliono ottenere un risultato la competizione
crea tensioni. È vero che ci sono di più nella nostra coalizione rispetto ad
altre, ma in quella di sinistra, ad esempio, hanno fatto una lista farlocca per
mettere una persona che avevano già indentificato per farla diventare
consigliere di Stato. Da noi c'è tensione perché c'è vera competizione”.
L'intervista andata in onda ieri a Ticinonews:

