Cantonali 2023
“Carobbio dovrebbe restare dove è stata eletta, a Berna”
Redazione
07.12.2022 21:52

Foto: ©Chiara Zocchetti
È il pensiero di Boris Bignasca, capogruppo leghista in Gran Consiglio, in merito alla candidatura della consigliera agli Stati socialista alle cantonali del prossimo aprile e al seggio che lascerebbe libero a Berna. “Bisogna trovare un sostituto il più in fretta possibile”.
“Se Marina Carobbio fosse rimasta a Berna ora il
Ticino avrebbe un problema in meno”. È il commento di Boris Bignasca, capogruppo
leghista in Gran Consiglio, in merito alla candidatura della consigliera agli
Stati alle cantonali del 2023 e alla sua quasi certa elezione. Sì, perché con
il passaggio da Palazzo federale a quello delle Orsoline il suo seggio
resterebbe vacante per due sessioni. La soluzione proposta da Bignasca? “Che Carobbio
si dimetta prima di aprile. Se proprio deve esserci un cambio di ruolo, questo
va organizzato in tempo. La tempistica migliore è quella di andare ai voti nei
prossimi mesi per avere un consigliere agli Stati in carica per i prossimi 6-7
mesi”, ha spiegato il leghista.
Carobbio “prima di aprile non se ne va”
La consigliera agli Stati non lascerà il proprio
seggio prima di aprile, come spiegato ieri a Ticinonews dal co presidente del Ps
Fabrizio Sirica: “Non si dimette prima
dell’eventuale elezione prima di tutto per il rispetto verso l’elettorato:
sarebbe pretestuoso pensare di essere già eletta. Inoltre c’è anche una
questione di rispetto per i candidati in lista, i quali potrebbero anche
ottenere un successo elettorale”.
Le possibili strategie
Come fare dunque? È la domanda a cui sta cercando
di rispondere la politica ticinese. Due scenari possibili prevedono che non ci
sia alcuna elezione suppletiva. Insomma, nessun voto prima di ottobre. I partiti, per esempio, potrebbero accordarsi
su un nome condiviso che occupi il seggio ticinese solo
provvisoriamente. Questo a condizione
che il supplente non si ricandidi per il seggio che potrebbe lasciare vacante
Carobbio. Ma c’è anche una proposta giuridica, promossa dal PLR: attualmente la
legge ticinese prevede una vacanza massima agli stati di 60 giorni. Questo
lasso di tempo si potrebbe portare, modificando la legge, a 6-7 mesi,
scongiurando così l’ulteriore appuntamento elettorale. “Mi sembra strano che i
partiti che solitamente sgomitano per avere un consigliere agli Stati ora dicano
che non fa nulla avere il seggio vuoto”, ha commentato Bignasca, il quale ha
una proposta: “Credo che la modifica che potremmo sostenere è quella di permettere
di votare un sostituto nelle prime due settimane di luglio, cosa che ora è
proibita dalla legge. Questo perché l’accordo deve essere nell’interesse del
paese e non in quello dei partiti”.
Romano: "Evitare una votazione mi sembra fuori luogo"
"Immaginare che si possa fare qualcosa a tavolino mi fa tornare al 1800 e mi fa venire i brividi lungo la schiena", commenta il consigliere nazionale Marco Romano, secondo il quale "sono le cittadine e i cittadini che decidono chi li rappresenta al Consiglio degli Stati". Per quanto riguarda la votazione di chi potrebbe subentrare a Carobbio, il consigliere nazionale de Il Centro afferma che "evitarla mi pare totalmente fuori luogo, antidemocratico e poco svizzero. Nel Canton San Gallo, ad esempio, ci sarà un'elezione suppletiva nei prossimi mesi, la stessa cosa nel Canton Giura per sostituire Baume-Schneider nel corso del 2023. Stiamo parlando della Camera alta del Parlamento nazionale e penso che quanto uscito sui media in questi giorni sia veramente indegno per un Cantone che si definisce democratico", conclude Romano.

