Politica
“Cambiamo ora”, l’UDC lancia la volata verso le elezioni cantonali di aprile
Redazione
14.01.2023 14:40

Con lo slogan “Cambiamo ora!”, in occasione del Congresso straordinario di oggi, la sezione ticinese dell’l’Unione democratica di centro ha dato il via alla campagna per le elezioni cantonali del 2023.
“È ora di rilanciare il Cantone con nuove forze e nuove idee.
È ora di entrare in Governo per incidere laddove conta. L’UDC è pronta, non ha
paura di affrontare i problemi dei cittadini e soprattutto di proporre
soluzioni”. È questo il messaggio lanciato oggi dall’UDC Ticino in occasione
del congresso organizzato a Pregassona per lanciare la volata verso le cantonali
di aprile e presentare i 90 candidati del partito.
Gli obiettivi
Sotto il motto “Cambiamo ora!”, l’uscente granconsigliere e
candidato al Consiglio di Stato Paolo Pamini e il capogruppo Sergio Morisoli
hanno ricordato i risultati raggiunti dall’UDC durante l’ultima legislatura e
le strategie del futuro con la “Piattaforma politica UDC TI 2023-2027”, il cui l’obiettivo
è “difendere chi vive e lavora in Ticino”. Ha preso poi la parola il candidato
e consigliere nazionale Piero Marchesi, che ha ribadito come negli ultimi anni
l’UDC abbia “smosso le acque come nessun altro per difendere chi vuole vivere e
abitare in Ticino”. Ad oggi “è l’UDC a definire l’agenda politica cantonale e a
costringere gli altri a seguire, ma “ci vogliono le forze giuste al posto
giusto per implementare le riforme necessarie per il rilancio”.
I risultati del partito
Marchesi si è detto pronto a entrare in Consiglio di Stato
per cambiare le dinamiche attuali dove “il Governo del Mulino bianco” si limita
“ad amministrare il Cantone senza portare progetti in grado di rilanciarlo”. Il
presidente cantonale è inoltre fiducioso che anche i rappresentanti democentristi
in Gran Consiglio potranno aumentare. Tra i “successi” del partito sono stati
menzionati il Decreto Morisoli, la deduzione fiscale dei premi di cassa malati
dei figli, il Referendum finanziario obbligatorio, la defiscalizzazione degli
artigiani che vanno in pensione e l’aumento del tempo per la raccolta delle
firme. Adesso “si tratta di mandare avanti i grandi cantieri aperti, che sono
il pareggio dei conti dello Stato, per non caricare troppi debiti sulle futuri
generazioni, la riforma della scuola per diventare competitivi e non far
perdere tempo agli allievi, la riduzione di tasse e i balzelli negli svariati
ambiti dello Stato”.
Morisoli: “Salviamo la democrazia dal centralismo statalista”
Il capogruppo Sergio Morisoli, dal canto suo, ha presentato a
grandi linee la difficile situazione attuale nel Cantone, come il mercato del
lavoro “saccheggiato e minacciato dal frontalierato, le difficoltà economiche
di tante famiglie, giovani e anziani, la burocrazia e lo statalismo rampanti”.
L’UDC, ha spiegato, si batterà per attirare attività economiche per i
residenti, per aumentare il potere d’acquisto dei cittadini, per premiare chi
rischia e intraprende, per tenere basse le imposte, per dare un’ottima
formazione ai giovani, per aiutare socialmente “chi davvero ha bisogno” e per “salvare
la democrazia dal centralismo statalista”.
Chiesa: “Da cinque anni mettiamo in guardia contro al perdita della neutralità”
Infine, il presidente nazionale e consigliere agli Stati
Marco Chiesa ha ribadito che “la Svizzera deve restare la Svizzera!” Dall’approvazione della strategia energetica "sappiamo che avremmo avuto una penuria di elettricità”, e da diversi anni "mettiamo in guardia contro la penuria energetica, contro la
massiccia immigrazione di persone che non servono alla nostra economia ma
pesano sui sistemi sociali, contro il sistema Schengen/Dublino che non funziona
ma ci costa milioni, contro la perdita della neutralità”.
L’intervento di Gobbi
Il consigliere di Stato leghista Norman Gobbi, presente all’evento,
ha sottolineato che la Lega dei Ticinesi è vicina all’UDC “nella lotta per
l’indipendenza svizzera, la difesa del ceto medio, contro l’immigrazione di
massa, l’eccessivo numero di frontalieri che intasano anche le nostre strade e
per ridare il Ticino ai ticinesi”.

