La diretta
Premi di cassa malati: in Ticino aumento «contenuto» del 3,7%, ma paghiamo più di tutti
Red. Online
29.09.2026 14:00

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il prossimo anno il premio medio in Svizzera sarà di 412 franchi al mese (+5%): nel nostro cantone la cifra sale a 519,90 franchi al mese
29.09.2026 19:55
Il Centro: «Un ulteriore aggravio per le economie domestiche ticinesi»
Anche il Centro si esprime sull'aumento dei premi di cassa malati annunciato per il 2027, sottolineando come ciò rappresenti «un ulteriore aggravio per le economie domestiche ticinesi» e confermi quanto sia necessario continuare ad agire con determinazione sulla crescita dei costi della salute.
«Dopo anni di aumenti particolarmente pesanti, il rincaro del 3,7% non può certamente essere motivo di soddisfazione. Va tuttavia rilevato che, per la prima volta da anni, l’aumento in Ticino risulta inferiore alla media nazionale, che si attesta al 5%. È un segnale che indica come la direzione intrapresa sul fronte del contenimento dei costi sembri essere quella corretta. Occorre quindi proseguire e intensificare questo lavoro, intervenendo con ancora maggiore incisività laddove esistono margini d’azione», si legge nella nota diffusa.
Per il Centro, a livello cantonale occorre continuare ad agire laddove esistono concreti margini di intervento: sulla gestione dell’offerta, sull’appropriatezza delle prestazioni, sull’organizzazione delle cure, sull’ambulatorizzazione, sulla pianificazione ospedaliera e sulla prevenzione. «Il Ticino ha ad esempio utilizzato in maniera
rigorosa e incisiva gli strumenti messi a disposizione dalla legislazione
federale per limitare l’aumento dell’offerta, introducendo numeri massimi in
otto specializzazioni, ed è intervenuto anche nel settore delle cure a
domicilio e degli infermieri indipendenti».
Ma come sottolinea il gruppo, i Cantoni «non possono affrontare da soli un problema che riguarda l’intero sistema sanitario svizzero». «Una parte determinante delle condizioni quadro è stabilita a livello federale. Occorre pertanto che la Confederazione metta maggiormente i Cantoni nelle condizioni di governare l’evoluzione dell’offerta e dei volumi, rafforzando gli strumenti a loro disposizione per intervenire laddove si manifestano situazioni di sovraofferta e dinamiche di spesa eccessive».
È in questa direzione che si inserisce
anche il piano in cinque punti presentato oggi dal Centro svizzero. «L’obiettivo
deve essere quello di intervenire sulle cause della crescita dei costi e sugli
incentivi sbagliati presenti nel sistema, evitando prestazioni inutili e
doppioni e utilizzando in maniera più efficace le risorse disponibili». Tra le
proposte figurano il rafforzamento delle cure di base, una remunerazione
maggiormente orientata alla qualità e ai risultati anziché alla quantità delle
prestazioni, la piena attuazione del dossier elettronico del paziente e un
rafforzamento mirato della prevenzione.
«Contenere la crescita dei costi non
significa ridurre le cure necessarie o indebolire la qualità del nostro sistema
sanitario. Significa fare in modo che le risorse disponibili siano utilizzate
nel modo più efficace possibile e che ogni attore assuma la propria
responsabilità», si legge ancora nella nota. Per il Centro è quindi necessario
proseguire contemporaneamente su due fronti: utilizzare con decisione gli
strumenti disponibili a livello cantonale e accelerare le riforme necessarie a
livello federale. «I segnali che emergono quest’anno dal Ticino sono
incoraggianti e rappresentano uno stimolo a proseguire il lavoro lungo la via
tracciata».
29.09.2026 18:49
I Verdi del Ticino: «Investiamo in una sanità pubblica, accessibile e che previene»
Con 519,90 franchi al mese, il premio medio ticinese sarà ancora una volta il più alto della Svizzera, oltre 100 franchi sopra la media nazionale. Dopo anni di aumenti, anche un incremento più contenuto continua a gravare pesantemente sui bilanci delle economie domestiche. I Verdi del Ticino, in una nota, riconoscono il lavoro svolto dal Dipartimento della sanità e della socialità e dal direttore De Rosa per contenere la crescita dei costi e intervenire sui diversi ambiti della sanità. «Il livello raggiunto dai premi e il modo diverso in cui questi impattano sul potere d’acquisto di persone e famiglie dimostra però che sono necessari ulteriori interventi strutturali», evidenzia il gruppo. «Al di là degli aumenti, infatti, il nostro sistema sanitario continua ad essere finanziato in modo estremamente iniquo. I premi individuali non tengono conto della capacità economica di chi li paga e rappresentano ormai una voce difficilmente comprimibile per molte persone e famiglie».
Per i Verdi del Ticino occorre allo stesso tempo intervenire anche sulle cause della crescita dei costi, rafforzando la prevenzione e le cure di prossimità, garantendo personale di cura sufficiente e ben retribuito e migliorando il coordinamento tra i diversi attori della sanità. Inoltre, occorre contrastare la sovramedicalizzazione, evitando prestazioni, esami o interventi che non apportano un beneficio proporzionato alle persone, e riportare al centro la qualità delle cure e degli interventi. «In questo senso, la prossima pianificazione ospedaliera cantonale rappresenterà un passaggio fondamentale. La scelta dei mandati e dell'organizzazione dell'offerta ospedaliera non può essere guidata unicamente dalla logica della concorrenza tra strutture o dalla ricerca del volume di prestazioni, ma valutata sulla base dei bisogni effettivi della popolazione e della qualità. La salute non è merce, ma un diritto fondamentale».
Nel Cantone con i premi più alti e i salari più bassi bisogna infine «anche fermare l’emorragia, e dunque intervenire sul corto termine». Per i Verdi, in questo quadro è importante dare piena attuazione all'iniziativa sostenuta dall'area progressista e approvata dal popolo ticinese nel 2025, che mira a limitare al 10% del reddito disponibile il peso dei premi, al netto dei sussidi. «È un passo importante, che potrà alleggerire concretamente il carico per molte economie domestiche, ma non sarà sufficiente da solo. Malgrado il rallentamento della crescita, il Ticino continua ad avere i premi medi più alti della Svizzera. L'obiettivo, dunque, è garantire un sistema finanziario dettato dai reali bisogni, finanziato in maniera solidale e che mette al centro delle cure di qualità»
29.09.2026 17:24
UDC: «Il rincaro rallenta, il salasso resta!»
Dopo anni di aumenti astronomici, il +3,7% annunciato per il 2027 pesa su premi che restano i più alti della Svizzera. «Per le famiglie ticinesi c’è ben poco da festeggiare. E per Raffaele De Rosa e il Consiglio di Stato il «segnale incoraggiante» deve tradursi in un’accelerazione degli interventi sui costi sanitari: le proposte sono sul tavolo e aspettano una risposta da un anno», afferma l'UDC.
Nel 2027 i premi di cassa malati in Ticino aumenteranno del 3,7%. Un rincaro più contenuto rispetto agli ultimi anni e inferiore alla media nazionale. «Ma sempre di un aumento si tratta, che si aggiunge alle stangate già subite dalle famiglie ticinesi. Con un premio medio di 519,90 franchi al mese, il Ticino resta il Cantone più caro della Svizzera. Gli aumenti iperbolici degli anni scorsi non scompaiono: sono ormai incorporati nelle fatture che i cittadini devono pagare mensilmente. Una percentuale più bassa, applicata a premi già elevatissimi, significa comunque altri soldi che escono dalle tasche dei ticinesi».
Il Consiglio di Stato parla di un «segnale incoraggiante» e ne attribuisce il merito alle misure adottate, dalle moratorie sui medici specialisti e sulle cure a domicilio agli interventi sulle tariffe. «Lo stesso Governo riconosce però che occorre fare di più. Su questo siamo d’accordo. Ora il direttore del DSS Raffaele De Rosa è chiamato a spiegare come intende passare dalle dichiarazioni alle prossime decisioni».
La nuova pianificazione ospedaliera è ancora in fase di approfondimento. «Quando arriverà? Con quali interventi per ridurre la frammentazione e le prestazioni duplicate? E con quali risparmi attesi? Dopo anni di rincari pesantissimi, i cittadini hanno diritto di conoscere obiettivi e scadenze».
Le proposte, del resto, ci sono. Il 23 settembre 2025 l’UDC ha presentato una serie di mozioni che mirano a contenere proprio i costi sanitari, intervenendo sull’organizzazione ospedaliera, sull’offerta medica e sull’utilizzo dei pronto soccorso. «A un anno di distanza, il Governo non si è nemmeno degnato di prendere posizione. Difficile conciliare questo silenzio con l’urgenza di nuove misure riconosciuta oggi dallo stesso Consiglio di Stato».
«Le responsabilità di Berna non cancellano quelle cantonali. De Rosa e il Governo devono accelerare le riflessioni in merito agli interventi di propria competenza e rispondere alle proposte già sul tavolo. Finché i ticinesi continueranno a pagare i premi più alti della Svizzera, un rallentamento dei rincari non potrà bastare».
29.09.2026 16:40
Tanti partiti, tante proposte diverse contro il rincaro dei premi
Dopo l'annuncio dell'aumento medio del 5% dei premi dell'assicurazione di base per il 2027, i partiti svizzeri hanno presentato le loro ricette per far fronte alla situazione. Le proposte spaziano da sovvenzioni dirette a riforme strutturali del sistema sanitario.
Il Partito socialista ha lanciato un'iniziativa per ridurre i premi: due mensilità gratuite all'anno per gli adulti e sei per i bambini, con un alleggerimento per il 90% della popolazione. Il finanziamento arriverebbe da un'imposta sui redditi elevati e da un moderato aumento dell'imposta sugli utili delle imprese. La consigliera nazionale sangallese Barbara Gysi definisce questa soluzione «solidale». Il sistema attuale con i vari modelli assicurativi e le riduzioni cantonali resterebbe invariato.
Il Centro ha presentato un piano in cinque punti per intervenire sui costi e sugli incentivi sbagliati. Tra le richieste: trasferire integralmente ai contribuenti gli sconti sull'acquisto dei farmaci, rafforzare le cure di base, legare la remunerazione delle prestazioni a qualità ed esito delle cure, attuare il dossier sanitario digitale per evitare esami duplicati e potenziare la prevenzione.
Il Partito liberale radicale (PLR) critica l'aumento dei premi e attribuisce la colpa al Centro, che in Parlamento bloccherebbe riforme cruciali. Il problema principale, secondo i liberali, è l'«espansione dei volumi», cioè le cure inutili: circa il 30% delle spese sanitarie sarebbe «puro spreco». Il PLR vuole ripresentare una mozione intitolata «Qualità invece di quantità», per pagare l'esito delle cure e non il numero di trattamenti. Accusa nove consiglieri agli Stati del Centro di aver affossato la proposta pochi mesi fa e offre ora loro una seconda chance.
I Verdi propongono un cambio di sistema: sostituire gli attuali premi pro capite con fatture di cassa malati commisurate al reddito. Una proposta in tal senso sarà discussa questa settimana in Consiglio nazionale. Il partito si basa su sondaggi secondo cui la maggioranza della popolazione favorirebbe questo modello. Si tratta di evitare che i premi del 2027 diventino «i più convenienti per il resto della vita», argomentano gli ecologisti.
Il principale partito svizzero, l'Unione democratica di centro (UDC), non ha ancora preso posizione sul tema.
29.09.2026 16:19
Il presidente dei direttori cantonali «Il sistema è buono, quindi costa»
Il sistema sanitario svizzero è buono e quindi ha un costo, ma la politica deve frenare la crescita degli oneri: lo afferma Lukas Engelberger, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDC), nel giorno della comunicazione dei premi di cassa malati 2027.
L'ampio catalogo delle prestazioni dell'assicurazione di base va a vantaggio dei pazienti, spiega all'agenzia Keystone-ATS il consigliere di stato di Basilea Città. Un alleggerimento dell'onere degli assicurati dovrebbe arrivare dal 2028 con il cosiddetto EFAS, il finanziamento uniforme delle prestazioni: secondo l'esponente del Centro comporterà da un lato una maggiore responsabilità finanziaria per i cantoni e dall'altro un miglioramento dello scambio di informazioni, come pure l'eliminazione di incentivi distorti.
Per il vicepresidente della CDC Pierre Maudet sono necessarie misure ad ogni livello. I cantoni devono sfruttare appieno gli strumenti a loro disposizione: il consigliere di stato ginevrino ha fatto riferimento in particolare alla pianificazione, alla qualità e alla prevenzione. A suo avviso le autorità cantonali devono anche disporre dei dati e degli strumenti necessari per gestire meglio i costi ed eliminare gli incentivi sbagliati.
29.09.2026 15:59
Per Prio.swiss è neccessario «applicare rapidamente le riforme»
Tutti gli attori del settore sanitario e la classe politica devono fare fronte comune per contribuire a realizzare i miglioramenti necessari nel ramo: è l'auspicio avanzato oggi dall'associazione degli assicuratori malattia Prio.swiss, nel giorno della comunicazione dei premi di cassa malati 2027.
«Un aumento medio del 5% è rilevante per molte famiglie ed è una progressione che non deve ripetersi ogni anno», afferma Saskia Schenker, direttrice di Prio.swiss, citata in un comunicato. «Noi ci impegniamo costantemente per garantire un'assicurazione di base di qualità, ma al contempo accessibile: chiediamo che tutti gli attori si impegnino a loro volta a far sì che le prestazioni rimangano finanziabili e che, insieme, attuino il più rapidamente possibile le riforme e i miglioramenti necessari».
Prio.swiss chiede una veloce applicazione della pianificazione ospedaliera cantonale, un'attuazione coerente delle riforme approvate - a partire dal pacchetto di contenimento dei costi - nonché correzioni in caso di abuso nell'assistenza prestata dai familiari.
L'organismo promette di impegnarsi affinché, nell'ambito della nuova struttura tariffaria per le prestazioni mediche ambulatoriali, gli effetti sugli oneri siano attentamente monitorati, la neutralità dei costi sia rispettata e gli sviluppi indesiderati vengano corretti in modo mirato. Inoltre secondo l'associazione è necessaria una maggiore trasparenza riguardo alle prestazioni che il Consiglio federale, il parlamento o i tribunali inseriscono nel catalogo dell'assicurazione malattia obbligatoria.
29.09.2026 15:45
USS: «Urge un freno legislativo ai premi di cassa malati»
Secondo l'Unione sindacale svizzera (USS) i premi dell'assicurazione malattia di base hanno ormai raggiunto per molte economie domestiche il limite del tollerabile: urge quindi un freno legislativo alla loro crescita.
Un'assistenza sanitaria di alta qualità e accessibile a tutti ha naturalmente un costo, riconosce l'organizzazione in un comunicato odierno. «Non è però certo una legge di natura che essa venga finanziata in modo così antisociale, con centinaia di milioni di franchi provenienti dai premi che vengono sperperati a scopo di lucro e che si disperdono in processi inefficienti».
E soprattutto, non è una legge di natura che i premi aumentino costantemente di pari passo con i costi: il parlamento potrebbe modificare la legge e limitare la progressione, ad esempio, al 3%. È proprio quanto chiede una mozione del presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard, che sarà trattata domani dal Consiglio degli Stati. «Gli aumenti dei costi che andassero oltre tale soglia dovrebbero poi essere finanziati tramite imposte sociali o legate al reddito e non attraverso premi pro capite antisociali», argomenta la federazione sindacale.
Secondo l'USS la situazione attuale è dannosa dal punto di vista della politica sanitaria, insostenibile nell'ottica della politica sociale e assurda in termini di politica economica. «Se sempre più persone sono costrette a risparmiare sui premi a scapito del proprio sostentamento, non sono solo i milioni di persone coinvolte a farne le spese: anche l'economia nazionale ne risente». E se sempre più persone si rivolgono alle cure troppo tardi a causa dell'esorbitante quota a loro carico, il costo finirà per aumentare per tutti, conclude l'organismo di difesa dei lavoratori.
29.09.2026 15:29
L'associazione degli ospedali H+ chiede «condizioni migliori»
L'associazione degli ospedali H+ chiede condizioni migliori in risposta all'aumento dei premi di cassa malati annunciato oggi. Serve una transizione coerente verso un'assistenza integrata e ambulatoriale e non misure di risparmio a breve termine, afferma in una presa di posizione.
Gli ospedali e le cliniche stanno già dando un contributo significativo al contenimento dei costi, puntualizza H+. Stanno infatti spostando i trattamenti in ambito ambulatoriale, raggruppando le offerte e costruendo reti regionali.
Il progresso medico permette un'assistenza sanitaria di alta qualità, ma comporta anche un aumento delle spese, mette in risalto l'associazione, di cui fanno parte 218 strutture. Pertanto, è fondamentale utilizzare le risorse finanziarie e umane esistenti nel modo più efficace possibile.
29.09.2026 15:08
ACSI: «Aumenti più contenuti, ma gli assicurati attendono risposte dalla politica»
Nel 2027 con il 3.7% di aumento il Ticino rimarrà il cantone con i premi di cassa malati più alti di tutta la Confederazione. L’incremento medio a livello nazionale sarà invece del 5%. Nei Grigioni i premi saliranno del 4.3%.
La tendenza, sottolinea ACSI, non si placa: gli assicurati vedranno il proprio premio LAMal aumentare anche nel 2027, dopo diversi anni di incrementi consecutivi. «La situazione ticinese rimane molto critica: dopo aver superato Ginevra nel 2026, il Ticino resta il cantone con il premio medio più elevato del paese. Una fetta enorme della popolazione, quasi un terzo dei cittadini, fa già ricorso al sussidio cantonale (RIPAM), la cassa malati è una delle cause principali d’indebitamento e vi è un preoccupante aumento delle spese pubbliche legate ai morosi. Gli assicurati ticinesi restano in attesa dell’applicazione concreta delle iniziative approvate lo scorso anno, in particolare dell’Iniziativa per il 10%, appoggiata anche dall’ACSI».
Le due principali specificità ticinesi sono note: età media dei pazienti più elevata e forte densità di fornitori di prestazioni sanitarie. A questo proposito, una recente analisi della SUPSI ha messo in evidenza le eccezionali spese di fisioterapia in Ticino, superiori a quelle di tutti gli altri Cantoni, e che continuano a crescere ad un ritmo maggiore rispetto al resto del paese (+72% fra il 2017 e il 2023 in Ticino, +42% nello stesso periodo in Svizzera).
L’ACSI continua a sostenere la necessità di meglio controllare l’offerta e in particolare di interrompere il circolo vizioso degli incentivi sbagliati, che ricompensano quei fornitori di prestazioni che erogano un numero maggiore di cure e trattamenti. «È altresì importante mantenere alto l’impegno a favore della qualità delle cure, come indicato da Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland per ridurre le cure inutili e potenzialmente dannose».
Ci sono almeno due aree che potrebbero permettere risparmi importanti nel sistema sanitario elvetico: il prezzo dei farmaci e quello delle analisi di laboratorio. «Per quanto riguarda i farmaci, in Svizzera ci troviamo a pagare i generici fra il 40 e il 50% in più rispetto alla media europea, come hanno dimostrato negli ultimi anni svariate indagini di Mister Prezzi. Anche i biosimilari sono del 25-30% più cari nel nostro paese, mentre gli originali sono sopra alla media europea del 15% circa. Le analisi di laboratorio sono carissime nel nostro paese. Mister Prezzi nel 2022 stimava che se le tariffe svizzere per i test di laboratorio venissero adeguate alla media UE, il nostro sistema sanitario risparmierebbe 1,5 miliardi di franchi all’anno. Poco è cambiato negli ultimi 4 anni».
«Nonostante i pesanti e reiterati aumenti dei premi, Consiglio federale e Parlamento hanno preferito evitare polemiche, assecondando le potenti lobby degli attori della sanità e tradendo le aspettative degli assicurati, che continuano ad essere chiamati alla cassa senza avere voce in capitolo».
Cosa fare per far fronte all’aumento dei premi?
L’ACSI ricorda agli assicurati i propri diritti: entro il 30 novembre si ha diritto a cambiare la propria assicurazione di base (LAMal), indipendentemente dalla propria età o condizione di salute. Altri strumenti per ridurre l’impatto degli incrementi dei premi sono l’aumento della franchigia a 2500 franchi e l’adesione a modelli alternativi, dei quali occorre però comprendere bene le condizioni. I suggerimenti più dettagliati dell’ACSI per ridurre l’impatto dei premi sono consultabili QUI.
L’ACSI ripropone le consulenze gratuite sulla cassa malati aperte a tutta la popolazione: in sede (su appuntamento), al telefono o via e-mail, sono accessibili a tutti coloro che necessitano di un consiglio indipendente per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa. È possibile contattare per questo scopo il servizio InfoConsumi a partire dall’8 ottobre. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità saremo inoltre presenti sul territorio con 6 appuntamenti a Pregassona, Mendrisio, Porza, Locarno, Chiasso e Bellinzona.
29.09.2026 15:04
PS: «Servono interventi sui sussidi e sui costi della sanità»
A livello nazionale l’aumento medio dei premi cassa malati si situa attorno al 5%, mentre in Ticino la crescita annunciata è del 3.7%. Considerando gli estremi aumenti cantonali degli ultimi tre anni, il Ticino resta il Cantone con i premi medi mensili più elevati di tutta la Svizzera: 519.90 franchi.
Per il Partito Socialista «si tratta dell’ennesimo aumento che pesa direttamente sui bilanci delle economie domestiche ticinesi, in un contesto nel quale il potere d’acquisto è già sottoposto a forti pressioni. A fronte di salari e rendite che non crescono nella stessa misura, aumentano infatti numerosi costi essenziali: oltre ai premi di cassa malati, anche affitti, energia e carburanti rappresentano una voce sempre più importante nei budget delle famiglie».
A detta del PS, non sorprende quindi che i costi della salute rappresentino una delle principali preoccupazioni della popolazione. «Di fronte a questa situazione sono due le urgenze: da un lato sgravare concretamente le famiglie, rafforzando il sistema dei sussidi; dall’altro intervenire per contenere la crescita dei costi sanitari».
Sul primo fronte, il PS Ticino ricorda l’importanza dell’attuazione dell’Iniziativa per il 10%, approvata dal popolo ticinese il 28 settembre 2025. La prima tappa entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Proprio per fare chiarezza sulle conseguenze del nuovo aumento dei premi, sulla portata della misura e sulla sua concreta applicazione, la deputata e copresidente Laura Riget ha presentato oggi un’interpellanza al Consiglio di Stato.
L’atto parlamentare chiede in particolare quali saranno i costi aggiornati della prima tappa e quante saranno le persone beneficiarie, ma anche quali misure verranno adottate per raggiungere tutte le persone che hanno diritto ai sussidi ma che non ne fanno richiesta. Tra le questioni sollevate vi sono inoltre la campagna di informazione prevista, le difficoltà legate alla procedura esclusivamente online e la preparazione dell’amministrazione cantonale in vista dell’entrata in vigore della misura.
Sul secondo fronte, contenere la crescita dei costi sanitari, il PS Ticino chiede maggiore trasparenza e tempestività nella pianificazione e nel controllo del settore ospedaliero, in particolare quello privato. Il deputato e vicepresidente Danilo Forini ha presentato un’interpellanza che mette al centro i ritardi nella definizione della nuova pianificazione ospedaliera e chiede maggiore trasparenza sul controllo degli istituti ospedalieri, pubblici e privati. Il Gran Consiglio è infatti ancora in attesa dei messaggi relativi ai rapporti annuali dell’EOC più recenti e, per quanto riguarda gli istituti privati, non è ancora stato sottoposto al Parlamento alcun rapporto sui mandati di prestazione. Il PS Ticino chiede quindi al Consiglio di Stato di accelerare il lavoro, mettere a disposizione più dati sui flussi finanziari del settore sanitario e rafforzare la collaborazione tra Governo e Parlamento sul controllo dei costi ospedalieri e ambulatoriali.
Per il PS Ticino, questo ennesimo aumento «conferma la necessità di agire su entrambi i fronti: garantire alle famiglie un sostegno adeguato per far fronte ai premi e intervenire con maggiore decisione sulle cause della crescita dei costi sanitari».
29.09.2026 14:47
OCST: «Ancora aumenti: il conto è sempre più pesante»
La crescita del premio di cassa malati non si arresta e per molte
famiglie «e molti pensionati ticinesi è l’ennesimo colpo al potere d’acquisto». Per l'OCST il
problema è evidente: il reddito è sostanzialmente fisso, mentre cassa malati,
affitto, energia e costo della vita continuano a crescere. «E quando aumenta una
spesa obbligatoria non rimane che tagliare altrove: una cena, una vacanza,
un’attività culturale, un aiuto ai figli o ai nipoti. Piccole rinunce che,
sommate anno dopo anno, significano una riduzione concreta della qualità di
vita».
In Ticino esiste la RIPAM, la riduzione individuale
dei premi, «che rappresenta un aiuto indispensabile per le economie domestiche
con redditi più contenuti. Ma anche questo strumento mette in evidenza una
contraddizione del sistema: se i premi aumentano, cresce anche la pressione
sugli aiuti necessari per renderli sopportabili e, di conseguenza, sulle
finanze pubbliche. Il costo quindi non scompare. Una parte viene semplicemente
trasferita dall’assicurato alla collettività. Si rischia così di entrare in un
circolo vizioso: premi sempre più elevati, maggiore necessità di sussidi e
maggiore spesa pubblica».
Per il sindacato, il problema vissuto dai singoli è solo la conseguenza. «Il
dibattito dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle cause dell’aumento del costo
complessivo della sanità: prezzi dei farmaci, prestazioni realmente necessarie,
coordinamento delle cure, prevenzione, organizzazione ospedaliera e costi
amministrativi. Allo stesso tempo bisogna avere il coraggio di discutere anche
il finanziamento del sistema, valutando senza pregiudizi un maggiore legame con
la capacità economica, un diverso contributo della fiscalità o altri modelli
per l’assicurazione obbligatoria».
«Non esistono soluzioni gratuite. Se una parte del costo non viene
pagata attraverso i premi, dovrà essere finanziata in un altro modo. Ma proprio
per questo è necessario interrogarsi su come distribuire questo peso in maniera
sostenibile, soprattutto nei confronti di chi dispone di un reddito limitato e
difficilmente può aumentarlo».
«Il singolo può cercare di difendersi. Confrontare ogni anno le
casse malati, scegliere un modello alternativo e verificare attentamente la
franchigia può consentire qualche risparmio. In questo ambito bisogna prendere
decisioni ponderate rispetto alla propria situazione personale e familiare. Per
esempio per una persona anziana aumentare la franchigia può rivelarsi
controproducente: chi necessita regolarmente di visite, farmaci o terapie
rischia semplicemente di pagare meno di premio e di spendere di più quando deve
curarsi».
29.09.2026 14:45
Comparis: «Chi vuole frenare i premi deve frenare i costi»
Il servizio di confronto Comparis definisce «doloroso» l'aumento medio del 5% previsto per il 2027. Secondo il suo esperto di assicurazioni, Harry Büsser, i motivi sono tre. L'assicurazione di base copre sempre più farmaci e terapie. I costi del 2026 potrebbero essere più alti del previsto. E, a causa dei ritardi di fatturazione legati al TARDOC, gli assicuratori hanno dovuto fissare i premi senza conoscere i costi reali dell'anno in corso.
Secondo Comparis, anche il dato dell'UFSP sul secondo trimestre del 2026, un aumento dei costi di appena lo 0,4%, è «fuorviante». «Le prestazioni mediche non diventano meno costose solo perché le fatture vengono elaborate più tardi», avverte Büsser. Se le fatture arretrate saranno più del previsto, potrebbero pesare anche sui premi del 2028.
Il consiglio per gli assicurati è confrontare le offerte: si possono risparmiare «diverse centinaia di franchi all'anno» senza cambiare la copertura di base. Chi vuole cambiare cassa malati dal 1° gennaio 2027 deve far arrivare la disdetta entro il 30 novembre 2026. Il timbro postale non basta.
29.09.2026 14:44
Il PLR: «Il ceto medio non può continuare a impoverirsi», e lancia una mozione
Il nuovo aumento dei premi rappresenta per il PLR l’ennesimo duro colpo per le economie domestiche ticinesi. «Il PLR da tempo s’impegna
a intervenire sulle cause della crescita dei costi: non esistono soluzioni uniche,
ma cambiamenti concreti a tutti i livelli. E mentre il costo della vita
aumenta, il ceto medio non può continuare a impoverirsi. Mentre il PLR continua
a lavorare a Bellinzona e a Berna per contenere i costi della sanità, al
contempo ribadiamo il nostro chiaro no a possibili nuovi aumenti delle tasse,
come l’IVA».
L’annuncio odierno dell’aumento dei premi di
cassa malati per il 2027 «conferma una tendenza ormai insostenibile. Ogni
settembre discutiamo di come compensare l’aumento, ma troppo poco di come
contenerne le cause». Il principio per il partito è semplice: se vogliamo
frenare i premi dobbiamo frenare la crescita dei costi sanitari. «Spostare la
fattura dagli assicurati ai contribuenti non la rende più leggera».
È su questo fronte che il PLR lavora a livello
cantonale e federale. «In Gran Consiglio abbiamo recentemente chiesto
una strategia cantonale di contenimento della spesa sanitaria, con
monitoraggio dei costi, obiettivi misurabili e un utilizzo più incisivo degli
strumenti di pianificazione dell’offerta. Siamo inoltre intervenuti sulla forte
crescita di centri di fisioterapia, Spitex privati e infermieri indipendenti,
chiedendo maggiore trasparenza e rigore. Il PLR si era già impegnato in prima
linea a trovare una soluzione concreta, tempestiva e sostenibile degli sgravi e
dei sussidi. Continueremo a lavorare in questa direzione anche nei prossimi
mesi, in particolare sulla pianificazione ospedaliera, con l’obiettivo chiaro
di aiutare le famiglie di fronte alle fatture delle Casse malati e rendere più
efficiente il sistema della salute. Proprio oggi è ad esempio stata inoltrata
la Mozione "Per una sanità più efficiente: dai dati alle misure"».
A livello federale il PLR vuole intervenire
anche sugli incentivi che fanno lievitare i costi. Con la mozione "Qualità
invece della quantità", ripresentata proprio oggi, chiede di superare un
sistema che remunera soprattutto il volume delle prestazioni: il risultato
della cura deve contare più del numero di esami, trattamenti e interventi
effettuati. A questo si aggiungono EFAS, maggiore concorrenza e interventi sui
prezzi dei medicamenti. «Serve un cambiamento di paradigma: nell’offerta
di prestazioni, nella pianificazione ospedaliera, nel coordinamento tra
stazionario e ambulatoriale, nella responsabilizzazione di fornitori e
assicuratori. Ma anche nelle nostre abitudini di pazienti. Un sistema nel quale
chi consuma una prestazione raramente ne conosce il costo e chi la fornisce ha
pochi incentivi a limitarne il volume è inevitabilmente destinato a diventare
sempre più caro».
Neanche un franco per nuove imposte!
In un momento in cui aumentano
contemporaneamente premi di cassa malati, carburanti e costo della vita, «la
risposta della politica non può essere quella di presentare al ceto medio una
nuova fattura fiscale. Eppure a Berna si sta facendo strada proprio questa
logica: a ogni nuova spesa, una nuova imposta».
È il caso dell’aumento di 0,4 punti dell’IVA
proposto per finanziare la tredicesima AVS, sul quale voteremo il 29 novembre «e
contro il quale il PLR svizzero si batte con convinzione. La Confederazione
incassa già oggi circa 90 miliardi di franchi all’anno e presto
diventeranno 100. Il problema evidente non è quindi che lo Stato incassa troppo
poco: è che la spesa cresce troppo e la politica fatica a stabilire delle
priorità».
«Governare significa scegliere. Prima di chiedere
altri soldi a cittadini e imprese, lo Stato deve utilizzare meglio quelli che
già incassa. Per il PLR una priorità è chiara: proteggere il potere
d’acquisto del ceto medio. Di fronte a premi, carburanti e costo della vita in
aumento, nuove imposte sono ingiustificate e ingiustificabili. Prima di
incassare di più, lo Stato deve imparare a spendere meglio».
29.09.2026 14:44
412 franchi al mese sono tanti soldi e molti pagano anche di più
«Sì, è vero, sono molti soldi. Ma li spendiamo per cure sanitarie di altissima qualità», ha risposto Baume-Schneider. «I Cantoni possono e devono offrire riduzioni sui premi. Sono consapevole che, anche per i bambini e i giovani, l'intero sistema ha un costo elevato e che dobbiamo risparmiare dove possibile».
29.09.2026 14:41
Si è parlato di «sconti sui farmaci», a che cosa fa riferimento?
La direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha spiegato che è stato constatato che gli sconti di cui beneficiano farmacie, studi medici e altre attività commerciali nell'acquisto di medicinali non sempre vengono trasferiti ai consumatori finali. Questo grava su coloro che pagano i premi dell'assicurazione malattia. «Finora non abbiamo approfondito la questione a sufficienza, ma miglioreremo».
29.09.2026 14:33
Il Consiglio federale sta forse invitando i pazienti a una riflessione?
«In questo contesto è importante parlare di prevenzione», risponde Lévy. La popolazione dovrebbe seguire un'alimentazione più sana, fare più esercizio fisico e ridurre il consumo di alcol e tabacco. «Tuttavia, ci aspettiamo un assunzione di responsabilità anche da parte degli operatori sanitari», i quali dovrebbero eseguire solo i trattamenti medicalmente necessari.
29.09.2026 14:27
Perché i premi continuano ad aumentare?
Lévy ha spiegato che i motivi sono: l'invecchiamento della popolazione, i progressi della medicina e la necessità di maggiori servizi in ambito sanitario (costi aggiuntivi per singolo paziente).
29.09.2026 14:25
Che cosa si sta già facendo
Anne Lévy, direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha illustrato le misure già adottate. Sono in corso di attuazione tre riforme: il finanziamento uniforme delle prestazioni (EFAS), l'attuazione del controprogetto all'iniziativa per la riduzione dei premi e l'attuazione del controprogetto indiretto all’iniziativa per un freno ai costi.
Su EFAS, Lévy ha spiegato che gli aspetti finanziari non influiranno più sulla decisione di fornire cure ospedaliere o ambulatoriali a un paziente. «Oggi, grazie ai progressi della medicina, è possibile eseguire un numero maggiore di procedure in regime ambulatoriale, il che è positivo perché solitamente risultano più economiche». L'attuale sistema di finanziamento ostacola questo sviluppo perché gli ospedali ricevono più fondi per le cure ospedaliere, mentre le cure ambulatoriali sono interamente a carico della popolazione. «Con il nuovo sistema di finanziamento, anche i Cantoni contribuiranno ai costi».
Con l’entrata in vigore del controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati», i Cantoni devono prestare un contributo minimo al finanziamento delle riduzioni dei premi. Ciò significa che, a partire dal 2028, il contributo cantonale per i sussidi aumenterà in linea con i costi all'interno del cantone. Ciò permetterà di garantire che le riduzioni evolvano in modo proporzionale ai premi e che l’onere finanziario rimanga sostenibile per le economie domestiche. Inoltre, i Cantoni devono definire un obiettivo sociale, cioè stabilire la quota massima che i premi possono rappresentare rispetto al reddito disponibile. «Questo renderà più gestibile l'onere finanziario per le famiglie».
Con il controprogetto indiretto all’iniziativa per un «Freno ai costi nel settore sanitario», il Consiglio federale fisserà obiettivi di crescita massima dei costi e una Commissione sorveglierà l’evoluzione dei costi nei settori di prestazioni e formulerà raccomandazioni sulle misure da adottare per rispettare gli obiettivi. Il Governo stabilirà per la prima volta nel 2026 gli obiettivi di costo e qualità per il periodo 2028-2031.
29.09.2026 14:14
Una tavola rotonda per trovare il modo di contenere i costi
Per Baume-Schneider, la riforma EFAS porterà benefici. Tuttavia, la consigliera federale ha anche fatto appello ai vari soggetti del settore sanitario affinché «riducano i costi». Pertanto, ha convocato una tavola rotonda prevista in ottobre per discutere le misure.
29.09.2026 14:12
Ci sono settori in cui bisogna intervenire
Baume-Schneider ha anche spiegato che alcuni «ritardi nella fatturazione hanno reso le previsioni sui costi più complicate».
E ha puntato il dito contro alcuni settori in cui si verificano dinamiche sbagliate. Denunciando, ad esempio, gli sconti sui farmaci che i medici non fatturano. Inoltre, vengono fatturati servizi non necessari, ad esempio quando i medici visitano i pazienti più volte anche quando non è necessario. «Questo comporta costi più elevati nel settore ambulatoriale e, di conseguenza, premi assicurativi più alti. Gli operatori sanitari devono affrontare questo problema».
Baume-Schneider ha poi affrontato il tema dei familiari che si prendono cura dei propri cari. Ha affermato che è importante e giusto che vengano retribuiti. Tuttavia, ci sono aziende private nel settore dell'assistenza che «stanno realizzando ingenti profitti». «All'inizio dell'anno presenterò al Consiglio federale delle proposte per limitare i profitti eccessivi delle aziende private nel settore dell'assistenza familiare, garantendo al contempo la qualità dell'assistenza», ha spiegato.
29.09.2026 14:06
Cure di qualità, ma anche alti costi
«In Svizzera ogni persona ha diritto a cure sanitarie di qualità», ha introdotto Baume-Schneider, «tuttavia questo ha un costo: le spese sanitarie coperte dall'assicurazione di base sono molto elevate e continuano ad aumentare».
Gli assicuratori malattia hanno fatto i loro calcoli, verificati dall'UFSP. I premi devono coprire i costi di trattamento per l'anno prossimo. Nel 2027 il premio medio in Svizzera sarà di 412 franchi al mese, con un aumento del 5% rispetto al 2026.
«L'aumento dei costi è legato ai cambiamenti demografici, con l'invecchiamento della popolazione, ma anche a miglioramenti della sanità, con metodi innovativi. Inoltre, un numero maggiore di servizi è coperto dall'assicurazione sanitaria rispetto al passato. Ad esempio, sono disponibili più servizi per la salute mentale, ma questi servizi aggiuntivi comportano anche costi più elevati».
29.09.2026 14:02
Conferenza stampa al via
Da Berna Elisabeth Baume-Schneider, consigliera federale a capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI), e Anne Lévy, direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
29.09.2026 14:01
Il Governo ticinese: «Un segnale incoraggiante»
Per la prima volta da anni i premi in Ticino crescono meno della media svizzera: +3,7%, contro il +5% nazionale. Per il Consiglio di Stato è la prova che le misure cantonali «vanno nella giusta direzione». Il Governo aggiunge però che serviranno altri interventi e si dice preoccupato per «questo ulteriore aggravio», che arriva dopo anni di aumenti particolarmente forti per la popolazione ticinese. Tra le misure che il Cantone rivendica ci sono la moratoria sui medici specialisti, applicata a otto specializzazioni e «fra le più severe in Svizzera», e il freno alle cure a domicilio. Il Governo cita anche la riduzione del valore del punto tariffale ambulatoriale, contro la quale è pendente un ricorso al Tribunale amministrativo federale. Sul fronte degli aiuti, per il 2027 la RIPAM costerà circa 520 milioni di franchi. Critiche a Berna: secondo il Governo, a livello nazionale le misure «faticano a mostrare dei vantaggi tangibili». Preoccupano in particolare il TARDOC e la riforma EFAS.
29.09.2026 14:00
Un aumento del 5% in Svizzera, +3,7% in Ticino
Un aumento «contenuto», del 3,7%, quello dei premi di cassa
malati per il 2027 in Ticino. Tuttavia, nel nostro cantone, in media, il costo resta
il più elevato di tutti: 519,90 franchi al mese. Nel 2026 l’incremento medio era stato
del 7,1%. Il prossimo anno il premio medio in Svizzera sarà di 412 franchi al mese, il che equivale a un aumento del 5% o di 19.70 franchi rispetto al 2026, in linea con la crescita dei costi attesa nello stesso periodo.
L’incremento dei costi, evidenzia l’UFSP, è imputabile principalmente
all’aumento del volume delle prestazioni, al progresso medico-tecnologico e
all’invecchiamento della popolazione. I premi rappresentano un onere sempre
maggiore per la popolazione in Svizzera. Berna evidenzia come siano state
avviate diverse riforme per contenere i costi: ora tutti gli attori sono
chiamati a contribuire alla loro attuazione. «Solo così sarà possibile
garantire la sostenibilità finanziaria dell’assistenza sanitaria continui a
essere garantita a lungo termine», afferma l’UFSP.
Il comunicato stampa
Per gli adulti il premio mensile medio aumenterà di 22.80
franchi (4,9 %) salendo a 487.60 franchi. Quello per i giovani adulti crescerà
di 15.40 franchi (4,8 %) raggiungendo i 338.80 franchi. Il premio medio per i
minorenni aumenterà di 5.70 franchi (4,6 %) attestandosi a 128.10 franchi. Il
premio medio è calcolato sommando tutti i premi pagati in Svizzera e
dividendoli per il numero totale di assicurati. Il premio effettivo dei singoli
assicurati dipende, tra l’altro, dal luogo di domicilio, dall’età, dalla
franchigia scelta, dall’assicuratore e dal modello assicurativo.
I premi per il 2027 sono stati calcolati dagli assicuratori
e sottoposti all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che esamina in
dettaglio la loro conformità alle disposizioni di legge e richiede adeguamenti
laddove necessario.
Una conseguenza della crescita dei costi
L’aumento dei premi delle casse malati è una conseguenza
diretta della crescita costante dei costi dell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie (AOMS). I premi, infatti, devono coprire i costi attesi
per ogni assicuratore e ogni Cantone. Nel 2025 i costi sono cresciuti del 5,3
per cento, il che costituisce nuovamente un forte rialzo rispetto all’aumento
medio registrato dall’entrata in vigore della Legge federale sull’assicurazione
malattie (LAMal). L’esatta evoluzione dei costi relativa al 2026 è più
difficile da stimare, poiché il passaggio al nuovo sistema tariffale per le
cure ambulatoriali (TARDOC e forfait ambulatoriali) causa numerosi ritardi di
fatturazione. Tuttavia, al momento non vi sono segnali di un rallentamento
della crescita, per cui in base a proiezioni e stime si attende ancora un
aumento dei costi per l’anno in corso (+4,7 %) e per il 2027 (+5,0 %).
L’aumento dei costi sanitari dipende da diversi fattori, fra
cui l’invecchiamento della popolazione e le innovazioni mediche. Determinante è
anche l’incremento dei costi per paziente, dovuto soprattutto alla crescita del
volume delle prestazioni, sebbene l’incidenza delle malattie rimanga
relativamente stabile. Sono aumentati sia l’offerta di prestazioni sanitarie
sia il ricorso alle stesse, con un conseguente incremento cumulativo dei costi.
Dal 2024, a questi fattori si aggiunge poi un rialzo dei prezzi, come nel caso
delle tariffe cantonali nel settore ambulatoriale e stazionario.
Le misure di contenimento dei costi sono e rimangono
fondamentali
I premi delle casse malati rappresentano un onere
considerevole per molti assicurati. Alla luce di questa situazione, diventa
sempre più importante limitare l’aumento dei costi per attenuare in modo
duraturo la crescita dei premi. Nell’ultimo decennio, l’esame minuzioso
dell’efficacia, dell’appropriatezza e dell’economicità delle prestazioni già
rimunerate e di quelle di nuova ammissione nel catalogo, il riesame periodico
dei prezzi dei medicamenti nonché il controllo delle nuove strutture tariffali
e delle convenzioni tariffali presentate hanno permesso al Dipartimento
federale dell’interno e all’UFSP di risparmiare complessivamente oltre 2
miliardi di franchi.
Oltre a questi provvedimenti di risparmio servono misure
supplementari attuabili rapidamente. In quest’ottica, nel 2024 la consigliera
federale Elisabeth Baume-Schneider ha istituito una tavola rotonda volta a
riunire gli attori del settore sanitario per sviluppare insieme misure di
contenimento dei costi a breve e medio termine. L’attuazione delle prime misure
decise, che si fondano in particolare su impegni volontari degli attori, è in
corso.
Ogni attore è chiamato a fare la propria parte
Anche sul piano legislativo sono state avviate diverse
modifiche tese a migliorare l’assistenza sanitaria e, allo stesso tempo, a
contenere la crescita dei costi. In seguito all’entrata in vigore del
controprogetto indiretto all’iniziativa per un freno ai costi lanciata nel
2024, il Consiglio federale ha ora la competenza di definire obiettivi per
l’evoluzione dei costi e della qualità nell’AOMS. Alla fine di quest’anno la
eserciterà per la prima volta in relazione al periodo 2028–2031. Se l’aumento
supererà l’obiettivo fissato per il rispettivo settore, il Consiglio federale e
i Cantoni dovranno valutare misure correttive.
Le necessarie riforme e modifiche di legge sono avviate. Ora
tutti gli attori sono chiamati ad attuarle in modo coerente e a fornire il
proprio contributo per preservare anche in futuro l’elevata qualità, oltre che
la sostenibilità finanziaria del nostro sistema sanitario.

