Detto tra noi
Sergio Morisoli, le polemiche su Lugano Plan B e il candidato Boas Erez
Ecco i temi della puntata del 16 novembre.
Redazione
18.11.2022 06:56
È stato uno dei protagonisti dell’ultima legislatura,
con proposte che spesso hanno monopolizzato il dibattito pubblico. Ma Sergio Morisoli non è
certo un novizio della politica cantonale, essendo sulla scena già dai tempi di
Marina Masoni. Un tecnico, un politico, un super liberale, ma anche un uomo di
fede, un padre e un nonno. E sarà proprio il capogruppo UDC a raccontarsi nella
prima parte della nuova puntata di Detto tra noi.
Nella seconda parte della trasmissione, spazio a un tema che continua a far
discutere il mondo politico luganese: il progetto della Città di diventare una
capitale europea delle criptovalute. A far riemergere dubbi e polemiche sul
progetto Lugano Plan B è stato il fallimento della piattaforma americana FTX:
una sorta di banca dove vendere e comprare monete digitali. Alcuni, per dare la
dimensione del problema, hanno definito la vicenda come la Lehman Brothers
delle criptovalute. A seguito dei fatti, un gruppo di Consiglieri Comunali dell’area rossoverde capitanati
da Raoul Ghisletta, ha presentato martedì un’interrogazione al Municipio di
Lugano dal titolo eloquente: “In che mondo opaco e speculativo si è ficcata la
Città di Lugano?”. Nel testo vengono riproposte anche le preoccupazioni di
alcuni esperti come il prof. dell’USI Barone Adesi che ha sottolineato il
problema dell’assenza di controlli affidabili nel mondo delle
criptovalute, Tether compresa (partner della Città nel progetto Lugano Plan B),
ed il conseguente alto rischio di truffe finanziarie. O come l’avvocato
Paolo Bernasconi che ha addirittura ipotizzato che Lugano potrebbe essere
oggetto di cause collettive e quindi dovrebbe procedere a degli
accantonamenti finanziari nel caso ciò avvenisse.
Ma non tutti sono critici o pessimisti. Il sindaco Michele Foletti,
intervistato dal Corriere del Ticino, ha confermato la fiducia nel progetto
Plan B e nel partner Tether: “Magari sarò ingenuo, ma mi fido di chi ha una
filosofia magari un po’ diversa. Quelli di Tether non vogliono guadagnare a
tutti i costi ma impostano il loro lavoro sull’accessibilità: vogliono fornire
un servizio para bancario anche nei Paesi dove le banche non sono accessibili a
tutti. Non è una questione di finanza e basta, ma di accessibilità del proprio
conto e dei propri soldi”. Lars Schlichting, avvocato specializzato nel diritto
che regge le valute digitali, sempre intervistata dal CdT, afferma che “quello
che sta succedendo con il fallimento della piattaforma FTX è la crisi del 1929
del mondo cripto, ma non del Bitcoin. Può sembrare paradossale, ma questa crisi
è salutare. È la storia della finanza che si ripete. Come si è arrivati alle
Regole di Basilea per le banche convenzionali con requisiti di capitale proprio
crescente negli anni dopo le varie crisi, in futuro si avranno regole simili
per gli operatori digitali”.
Di tutto questo dibatteranno due Consiglieri Comunali: il socialista Raoul Ghisletta e il
leghista Boris Bignasca.
Con loro il giornalista Alfonso
Tuor.
Infine spazio a Boas Erez, candidato al Consiglio di Stato sulla lista rossoverde,
come esponente della società civile. L’ex rettore dell’USI parla della sua candidatura e sulle prospettive
politiche con il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti e
con il giornalista della Regione Jacopo
Scarinci.

