Ticino
Una manovra di rientro che non convince quasi nessuno
Redazione
18.10.2023 18:47

Le misure di risparmio presentate dal Governo hanno suscitato dure critiche da parte della politica e dei sindacati. La sinistra minaccia già il referendum.
Il primo pacchetto di misure di rientro finanziario presentato oggi dal Consiglio di Stato assieme al Preventivo 2024 ha decisamente sollevato un polverone. Siluri arrivano in particolare dalla sinistra, con PS e Verdi che intendono dare battaglia con un referendum. Ma anche PLR e il Centro criticano le proposte del Governo. Più cauta la reazione della Lega, mentre Sergio Morisoli (UDC), fautore del decreto per portare al pareggio di bilancio entro il 2025, si dice profondamente deluso.
PS: "Inaccettabili tagli ai sussidi di cassa malati e sul personale"
Il Partito Socialista Ticino si dice deludo del messaggio sul preventivo 2024 presentato oggi dal Governo. “Si tratta di una manovra di tagli dal peso di 130 milioni di franchi che
va a colpire soprattutto chi percepisce i sussidi di cassa malati e i
dipendenti pubblici, oltre a case anziani, istituti per invalidi e centri
psico-educativi”, si legge nel comunicato firmato dal co-presidente del partito
Fabrizio Sirica. Andando ad agire sulle costanti della RIPAM (Riduzione
dei premi dell’assicurazione malattia), “si riducono di fatto i sussidi di
cassa malati di fronte all’esplosione dei premi. Una proposta che peserà in
maniera marcata sul ceto medio ed è assolutamente incomprensibile nell’attuale
situazione di costi sanitari crescenti e dell’inflazione generale”. Allo stesso
tempo “si chiede ancora una volta ai dipendenti pubblici di fare sacrifici”. Anche agli enti sussidiati viene chiesto di
stringere la cinghia diminuendo i contributi che percepiranno per l’anno
prossimo. “Saltano all’occhio gli 11 milioni di rientro richiesti al solo
settore degli istituti per invalidi e servizi d’integrazione per le persone con
disabilità”, rimarca Sirica, secondo cui “questo preventivo è sbilanciato,
perché propone ancora una volta di tagliare su chi ha bisogno e sui dipendenti
pubblici, e non agisce in maniera proporzionale sulle entrate”. Il partito ha quindi annunciato che è pronto a lanciare il referendum contro la riforma fiscale, dossier strettamente correlato al Preventivo 2024, "se verrà mantenuto lo sgravio lineare alle fasce più benestanti e contro singole modifiche di legge contenute del preventivo, in particolare contro i tagli ai sussidi di cassa malati che colpiscono il ceto medio e medio-basso".
Verdi: "La destra e le forze che hanno sostenuto il decreto Morisoli hanno ingannato la popolazione"
Anche il partito dei Verdi intende dare battaglia sulle misure di risparmio che colpiranno le categorie più fragili della popolazione e del ceto medio. "La manovra presentata dal Cantone prevede tagli nei settori più vulnerabili come i sussidi agli enti per la cura di anziani, invalidi, disabili e bambini. Sono inoltre previsti tagli alla formazione professionale e alla scuola, ai sussidi di cassa malati, escludendo dai beneficiari ben 6'400 persone. Il consiglio di Stato propone anche tagli alle paghe dei dipendenti dello Stato - fra cui il personale socio sanitario - e la rinuncia a compensare il rincaro". I Verdi puntano il dito contro i partiti che hanno votato il decreto Morisoli: "Oggi, alla presentazione del preventivo, si è sentita la contraddizione paradossale di coloro che hanno votato il pareggio di bilancio entro il prossimo anno (ricordiamoli: UDC, Lega, PLR e parte del Centro) e che nel contempo intendono ridurre le imposte ai ricchi, e quindi ridurre ancor di più le risorse dello Stato, e ciò in un periodo caratterizzato da numerose crisi e le loro forti ripercussioni sui consumatori, come l’esplosione dei premi di cassa malati, l’aumento delle tariffe dei trasporti pubblici, dell’energia e degli affitti e in generale il rincaro".
Un “no” secco al Preventivo da parte dell’MPS
Anche
il Movimento per il socialismo (MPS) rimarca che ciò che caratterizza il
progetto presentato “è un’inaccettabile serie di misure che andranno a colpire
la spesa sociale del Cantone e il servizio pubblico, sia attraverso una
diminuzione dei sussidi, sia attraverso il peggioramento delle condizioni di
lavoro e di salario del personale cantonale”. Per quel che
riguarda le prestazioni “vanno segnalate le diminuzioni in vari ambiti; in
particolare nel settore dei sussidi dei premi di cassa malati, nel settore
invalidi, nel sostegno alle famiglie, nel finanziamento agli istituti
ospedalieri e nelle cure domiciliari”.
Il PLR: “L’assenza di riforme e priorità punisce il ceto medio e i giovani”
Per il PLR il pacchetto di misure presentato è “decisamente problematico”. Sebbene
alcune misure puntuali siano condivisibili, “sono per contro indifendibili
quelle che colpiscono il ceto medio e i giovani”, si legge in una presa di
posizione del partito. Quello illustrato oggi “è il risultato della ‘politica
del pallottoliere’, che manifesta una scarsa visione di insieme e nessuno
slancio riformatore”. L’amministrazione si espande
sempre più, “peggiorando però costantemente le condizioni dei funzionari.
Occorre invertire la logica verso un’amministrazione sotto controllo, che
sappia garantire posti di lavoro attrattivi e a condizioni stimolanti”. Anche
in questo caso, “ci troviamo di fronte alla mancanza di una riforma e
all’assenza della volontà di introdurre una nuova cultura gestionale”. Per
concludere, il PLR ritiene invece positivo l’approccio sui nuovi compiti dello
Stato, finanziabili solo riducendo – o eliminando – prestazioni per un pari
valore di spesa.
Il Centro: "Non è una revisione seria"
Da noi raggiunto il presidente de Il Centro Fiorenzo Dadò commenta: “Al posto di fare una
revisione seria di tutti i costi dello stato, come chiesto dal Centro
nell’ultimo Preventivo, il Cantone ha preferito fare tagli generalizzati e
aumentare, di fatto, le imposte. Questo è il risultato della politica dell’UDC
e del decreto Morisoli. Ora i partiti che l’hanno sostenuto vadano a spiegare
ai ticinesi che invece degli aiuti riceveranno un’ennesima stangata”.
Lega: "Approviamo le misure di risparmio, ma non la nuova formula dell'imposta di circolazione"
Decisamente più favorevole la posizione della Lega, che approva le misure di risparmio che interessano l'amministrazione cantonale ed il personale del Cantone. "Il
contributo di solidarietà del 2% per i salari superiori a 60mila franchi è una
misura sostenibile che in parte compensa l’errore commesso lo scorso anno con
il riconoscimento del carovita del 2.5% a tutti i funzionari cantonali invece
di accordarlo solo a quelli inquadrati nelle scale salariali basse", scrive il movimento. La Lega
contesta, in generale, "l’attuale società “a due velocità” con
un’amministrazione pubblica sovradimensionata che, grazie ai soldi del
contribuente, offre prestazioni privilegiate inaccessibili alla maggior parte
dei contribuenti impiegati nel settore privato". La Lega respinge per contro la
prospettiva di un aumento delle entrate cantonali tramite imposte di
circolazione. "In generale la Lega è contraria ad ogni forma di aumento di
imposte, tasse o balzelli. In Gran Consiglio la Lega si batterà per ottenere
l’abbassamento del moltiplicatore cantonale che determina il calcolo
dell’imposta di circolazione nell’ambito della nuova formula".
Morisoli (UDC): "Sono profondamente deluso"
“È una grossa delusione perché rispetto al decreto votato
due anni fa dal Parlamento, il Governo ha perso tempo e oggi ha presentato una
manovra che, a mio giudizio, è deludente". Queste le parole a caldo di Sergio Morisoli, promotore del Decreto che ha portato oggi il Governo ha presentare le misure di risparmio per arrivare al pareggio di bilancio entro il 2025. Secondo Morisoli non ci sono i tempi per concordare le
misure con le parti toccate. "In un mese e mezzo non so cosa potranno fare Gran
Consiglio e Consiglio di Stato. Il boccone è insomma troppo grosso per essere
digerito in un anno, quindi avrà delle conseguenze anche sul 2024”. Il deputato UDC non si pente tuttavia di aver forzato la mano al Governo. “No, assolutamente. Per fortuna lo abbiamo fatto. Non lo
ha fatto Sergio Morisoli, ma i cittadini che hanno votato alle urne. Mi pento
del fatto che non abbiamo insistito abbastanza per fare agire il Consiglio di
Stato più velocemente, ovvero con i tempi necessari per far ‘digerire’ le
misure che, a mio avviso, hanno poche possibilità di passare”. Per Morisoli, infine, è anche discutibile la decisione del Consiglio di Stato di toccare i lavoratori: “Sicuramente non funzionano le misure di risparmio
salariale sul personale, dove si parla di non concedere il carovita. Non è
colpa dei dipendenti statali, ma la decisione del Consiglio di Stato tocca
anche i lavoratori. Questo non andava fatto: negli ultimi anni sono uscite 810
persone, almeno la metà di loro poteva non essere sostituita. Invece sono state
rimpiazzate, con un’aggiunta di altri 156 impieghi. Senza sparare un colpo si
poteva agire meglio, lavorando su quelle misure che non fanno male a nessuno.
Questo, però, non è stato fatto”.
OCST: "Il risanamento dei conti sulle spalle dei più bisognosi"
Sulla questione hanno preso posizione anche i sindacati. L'OCST si dice deluso del Governo: "Anziché proporre ed attuare misure strutturali (revisione dei compiti) per contenere la spesa, propone nuovamente le solite misure, ossia tagli indiscriminati", si legge nella nota del sindacato. "Il messaggio prevede infatti interventi che colpiscono oltre al personale pubblico, che offre importanti servizi alla popolazione in seno alla scuola, alla polizia e all’amministrazione cantonale, anche gli enti sussidiati in particolare gli enti sociosanitari e le aziende di trasporto pubblico". Anche il mancato riconoscimento dell'adeguamento al rincaro "rappresenta una rilevante perdita di potere d'acquisto e riduce l'attrattiva agli mbiti di servizio pubblico". Il sindacato chiede quindi che le misure di rispamio siano riviste, che siano preservate le condizioni salariali e di lavoro del personale pubblico e negli enti sussidiati e che siano mantenuti i servizi per la popolazione e i sussidi per i meno abbienti". Anche il segretario cantonale della VPOD Raoul Ghisletta, ai microfoni di Ticinonews, ha criticato il pacchetto presentato dal Governo.

