Ticino
Un anno di matrimonio per tutti, “la fine di una discriminazione”
Redazione
01.07.2023 17:20

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Nonostante i traguardi raggiunti, c’è però ancora da vigilare, soprattutto a livello di burocrazia. De Angelis (Imbarco Immediato): “Il nostro lavoro è anche quello di sensibilizzazione all’interno delle scuole”.
Un anno è passato da
quando l’iniziativa “Matrimonio per tutti”, approvata a larga maggioranza dal
popolo, è ufficialmente entrata in vigore. Da allora a pronunciare il fatidico "sì" sono state un migliaio di coppie omosessuali in tutta la Svizzera. Quasi 750
lo hanno fatto solo nei primi 6 mesi. 27 tra queste hanno coronato le loro
nozze in Ticino e a loro si sommano 66 conversioni di unioni registrate in
matrimonio. Numeri che per Federico De Angelis di Imbarco Immediato segnano la
fine di una discriminazione. “Sono numerose le coppie che hanno potuto
festeggiare, finalmente, il loro amore”, afferma De Angelis ai microfoni di
Ticinonews. “Sono circa un migliaio le coppie in Svizzera e anche noi di
Imbarco Immediato abbiamo avuto settimana scorsa il primo matrimonio all’interno
del coordinamento e di questo siamo contenti. Non ci sono più unioni in qualche
modo di serie a o di serie b”.
Qualcosa è cambiato
A sostenere nel 2021
l’iniziativa, che permette anche alle donne sposate di avere accesso alla
donazione di sperma, erano stati tutti i Cantoni. Un cambio di passo rispetto a
quando negli anni 2000 si votò l’unione registrata. Insomma, negli ultimi anni,
qualcosa è cambiato. “Sicuramente la società è spesso più avanti della politica
e questo è un fattore importante”, rimarca De Angelis. “La politica ha i suoi
tempi e noi siamo lì per vigilare che questi cambiamenti vengano poi messi in
pratica”.
I punti su cui occorre ancora “vigilare”
Nonostante la gioia
per questo traguardo definito storico, c’è ancora da vigilare. Soprattutto
a livello di burocrazia. Diversi formulari ancora non sono linguisticamente
aggiornati. La vedovanza, inoltre, non è riconosciuta alle coppie di uomini. E ci
sono anche le questioni legate ai figli. Persistono ancora differenze tra i bambini
che nelle coppie di donne vengono concepiti attraverso la procreazione
assistita in Svizzera, e quindi le due donne sono riconosciute entrambe come
mamme al momento della nascita, “e le coppie che hanno eseguito questi
trattamenti all’estero, le quali devono ancora ricorrere all’adozione del figlio
del partner”. Ciò implica “processi lunghi e differenze di trattamento tra
bambini”.
Un impegno costante
Il lavoro di chi
difende i diritti della comunità LGBT, insomma, non si ferma. “Il nostro lavoro è anche
quello di sensibilizzazione all’interno delle scuole, anche e soprattutto per i
docenti, poiché sono loro che si rapportano con i giovani, i quali sono la società
dell’oggi e del domani". Infine “ci sarà da vedere anche quale sarà il lavoro del nuovo Parlamento. Ovviamente
spero che gli aspetti indicati in precedenza vengano presi davvero in considerazione
con la nuova legislatura”, conclude De Angelis.

