ProGottardo
Trasporti '45, «il Consiglio federale si conferma: politica senza strategia»
Red. Online
29.01.2026 15:27

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
L'associazione ProGottardo deplora che le esigenze del Sud delle Alpi non siano state prese in considerazione nel progetto - «Il Ticino deve promuovere un'azione di lobbying per il completamento di AlpTransit»
Il progetto «Trasporti ‘45», presentato ieri dal
Consiglio federale e contenente i «punti chiave per l’ampliamento
dell’infrastruttura di trasporto fino al 2045», non convince ProGottardo. Secondo l’associazione, dopo l’esplosione dei costi previsti
per i progetti di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e dopo il «no»
popolare ai progetti autostradali, il consigliere federale Albert Rösti «ha
ottenuto quanto cercava: una legittimità scientifica per una politica dei
trasporti tutto sommato chiusa entro i confini nazionali, succube degli
interessi regionali e priva di una visione e di una strategia a lungo termine».
A farne le spese, si legge in una nota stampa, «gli interessi nazionali sovraordinati, fra cui quelli legati
all’emergenza ecologica e al trasferimento del traffico dalla strada ai binari,
alla capacità concorrenziale della ferrovia, alle connessioni con l’Europa e,
non da ultimo, alle esigenze del Ticino e di tutta l’area metropolitana a sud
delle Alpi».
L’auspicio
Gli interessi regionali di chi ha potere contrattuale «stanno di nuovo
prevalendo», deplora l'associazione. «Lo esemplifica l’imponente progetto della stazione sotterranea di
Basilea. Declassato dal rapporto Weidmann, è bastato un ridimensionamento e un
mese di pressione per farlo rientrare nella progettazione». La
ProGottardo Ferrovia d’Europa ricorda che a giugno verrà mandato in
consultazione il Messaggio 2026 sull’ampliamento delle infrastrutture
ferroviarie. «Vi è quindi il tempo necessario per alimentare la discussione
anche sull’importanza degli assi est-ovest e nord-sud, con il completamento di
AlpTransit quale opera essenziale per il futuro del paese e per il Ticino». Il
Cantone «ha molto da dire; deve far valere le proprie buone ragioni e cercare,
nel limite del possibile, alleanze con gli altri Cantoni sull’asse gottardiano
e fuori dai confini, soprattutto in Italia».
Le condizioni per il completamento di AlpTransit
Il completamento di
AlpTransiti – si legge ancora – «ha buone possibilità di rientrare in
discussione, a quattro condizioni». Anzitutto «occorre
che il Consiglio di Stato ‘in primis’ trovi una posizione condivisa sul
progetto a lungo termine e sulle tappe di realizzazione». L’idea, apparsa
recentemente, di superare il collo di bottiglia di Lugano tramite una stazione
passante sotterranea «può essere il ‘game changer’». In secondo luogo, la
questione delle risorse finanziarie è il tallone d’Achille dell’ampliamento
delle infrastrutture. Pertanto «servono nuove proposte praticabili e
convincenti di modalità di finanziamento che facciano ricorso al partenariato
pubblico-privato». È altresì indispensabile «il supporto internazionale,
proveniente anzitutto dall’Italia, ma anche dalla Germania e dall’Europa». In
quest’ottica «si è già costituita l’Alleanza Sud delle Alpi, a cui hanno
aderito il Ticino, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria». Infine il Ticino,
possibilmente con altri Cantoni dell’asse gottardiano, la Regio Insubrica e la
Città dei Laghi, «deve promuovere un’azione di presenza e di lobbying a livello
nazionale che non permetta più al resto della Svizzera di rimuovere il problema
e le esigenze a sud delle Alpi».

