Preventivo 2024
“Stop ai tagli”, grande manifestazione a Bellinzona sabato 20 gennaio
Redazione
10.01.2024 12:00

Foto: © Ticinonews
Considerando l’imminente voto del Gran Consiglio sul preventivo 2024, la mobilitazione mira a mantenere alta la pressione pubblica sui partiti del centrodestra.
Tornare
in piazza per dire “no” contro i tagli previsti dal preventivo 2024 e per
difendere il servizio pubblico. Riunitosi stamattina in conferenza stampa, il
comitato “Stop ai tagli” invita la popolazione alla manifestazione di sabato 20
gennaio a Bellinzona. I 130 milioni delle misure di risparmio “andranno a diminuire
i sussidi di cassa malati, tagliare sul sociale, indebolire i salari dei
dipendenti statali e la qualità del servizio da loro offerto”, si legge in un
comunicato. “Solo una forte pressione può spingere i partiti del centrodestra a
respingere questo preventivo”.
“Tagli ingiusti”
La
commissione della Gestione dovrebbe firmare nelle prossime settimane i rapporti
sul preventivo 2024 per poterli sottoporre finalmente al voto del Gran
Consiglio. L’attuale preventivo del Consiglio di Stato, lo ricordiamo, propone
130 milioni di risparmi, “con tagli ai sussidi di cassa malati che toccheranno migliaia
famiglie, diminuzioni dei contributi per gli enti del sociosanitario intaccando
le case anziane, gli istituti per invalidi e i centri per minorenni con
difficoltà, nonché una riduzione del salario dei dipendenti pubblici, a cui si
aggiunge il mancato riconoscimento del rincaro”, si legge ancora nel
comunicato. Tagli “ingiusti e pericolosi che nuocciono alla qualità del
servizio pubblico”.
La manifestazione
Considerando
l’imminente voto del Gran Consiglio sul preventivo 2024, il comitato “Stop ai
tagli” ha organizzato una mobilitazione per sabato 20 gennaio a Bellinzona, a
partire dalle ore 14, che mira a mantenere alta la pressione pubblica sui
partiti del centrodestra, i quali finora “non si sono distanziati da questi
ingiusti tagli”. Partecipare alla manifestazione è quindi un modo “per far
sentire la voce della comunità e schierarsi dalla parte del servizio pubblico”.

