Politica
Stojanovic: «Mi aspettavo che Zali compisse un gesto di responsabilità»
Thomas Schürch
04.09.2026 06:50

Foto: © Gabriele Putzu
Nelle prossime settimane, il «ministro» dimissionario potrà comunque partecipare alle riunioni del Governo e avere accesso a Palazzo delle Orsoline - Il politologo: «È sicuramente una situazione insolita, ma rimane l'unica via percorribile»
Claudio Zali non ha più un dipartimento. Lo
ha comunicato mercoledì in conferenza stampa la presidente del Governo Marina Carobbio
Guscetti, spiegando che il Territorio è stato assegnato temporaneamente al
direttore del DSS Raffaele De Rosa. Una decisione attesa quella dell’Esecutivo,
che martedì, dopo aver appreso dai media la notizia dell'apertura di un procedimento penale nei confronti di Zali per presunti reati contro
l'integrità sessuale, aveva chiesto al «ministro» leghista di rendere effettive
da subito le dimissioni già annunciate per fine settembre. Dimissioni, lo
ricordiamo, comunicate a luglio dall’ormai ex direttore del DT dopo la bufera
dei file audio. Di fronte al rifiuto di Zali di accogliere la richiesta dell’Esecutivo,
il Governo ha quindi proceduto alla ridefinizione della conduzione del
Dipartimento del territorio, l'ultimo settore che il dimissionario consigliere
di Stato aveva mantenuto dopo aver ceduto, in luglio, le responsabilità di
Magistratura e Polizia cantonale.
La situazione
Nelle prossime settimane, Zali potrà comunque
partecipare alle riunioni del Governo e avere accesso a Palazzo delle Orsoline
e alla sua posta elettronica. «È sicuramente una situazione insolita, ma rimane
l'unica via percorribile», commenta il politologo Nenad Stojanovic,
interpellato da Ticinonews. «Se da un lato abbiamo un “ministro” che non vuole rassegnare subito le dimissioni, bensì sceglie di mantenere la
tabella di marcia decisa in luglio, e dall’altro il resto dell’Esecutivo che ritiene invece che lui debba andarsene subito, non rimangono altre soluzioni
se non quella di togliergli la responsabilità totale dei dossier politici che
gestiva». Personalmente «mi aspettavo che Zali compisse
un gesto di responsabilità, considerando anche che la richiesta proveniva dai
suoi colleghi. Tuttavia, leggendo la sua presa di posizione di martedì, sembra
quasi che si sia sentito un po' messo all’angolo. Da qui, la sua reazione di “attacco”,
se così possiamo dire. È come se avesse voluto ribadire: "Non intendo compiere questo passo sotto pressione”».
Il rapporto cittadini-istituzioni
Alla luce di quanto successo nelle ultime
settimane, si è parlato in questi giorni anche del rischio di una sfiducia dei
cittadini verso le istituzioni. «Sicuramente questa situazione non giova all’immagine
della politica ticinese», analizza Stojanovic. Per cercare
di ricucire (l’eventuale) strappo con la popolazione «lo Stato dovrà essere
presente nei restanti mesi dell’attuale legislatura». In questo modo «potrà
riacquisire l'autorevolezza che recentemente si è forse un po’ indebolita. Va
comunque riconosciuto al Consiglio di Stato di essersi presentato (Zali escluso)
di fronte ai media, assumendosi le proprie responsabilità, in una situazione estremamente
difficile da gestire».

