Bellinzona
Sottosuolo Officine, “sono state fatte indagini per verificare la presenza di agenti inquinanti?”
Redazione
10.01.2024 11:01

Foto: ©Chiara Zocchetti
Un’interrogazione dei Verdi chiede lumi al Governo sulla possibile presenza di sostanze inquinanti nel terreno. “I risultati delle analisi verranno resi pubblici?”
Il fondo 2476 di Bellinzona dove attualmente sono insediate
le Officine FFS è iscritto nel Catasto cantonale dei siti inquinati come fondo
per il quale “è necessario procedere a un’indagine”. È quanto si legge in un’interrogazione
inoltrata al Governo dai deputati Verdi in Gran Consiglio, secondo i quali “che
questo fondo sia verosimilmente inquinato lo dice in maniera implicita la
Dichiarazione d’intenti firmata l’11 dicembre 2017 da Cantone, Città di
Bellinzona e FFS”. Al punto 5.5 della stessa si afferma che “i terreni verranno
consegnati liberi da edifici e impianti e non contaminati ai sensi dell’OSiti.
FFS si impegna ad effettuare a proprie spese le indagini necessarie a stabilire
la qualità del terreno ai sensi OSiti”. In maniera più esplicita “ce lo dice
invece il Catasto dei siti inquinati dell’Ufficio federale dei trasporti, il quale
segnala svariati oggetti inquinati che in parte (a est dei binari) costituirebbero
una minaccia per le acque sotterranee”.
Cosa dice la legge
La Legge federale sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) oltre
a definire l’obbligo di risanamento dei siti inquinati, definisce anche che la
competenza dell’esecuzione di tale legge incombe ai Cantoni. L’Ordinanza
federale sul risanamento dei siti inquinati (OSiti) definisce anche che “l’autorità,
per un sito il quale dev’essere sottoposto a indagine, esige che entro un
termine adeguato venga eseguita un’indagine preliminare”, e che venga disposta “un’indagine
dettagliata per meglio ponderare la necessità e l’urgenza di un risanamento, al
fine di proteggere le acque sotterranee, quelle superficiali, l’aria e il suolo
da possibili inquinamenti nocivi alle persone”.
Alcune cifre
Il terreno che le FFS si impegnano a consegnare libero da
edifici e impianti e bonificato da agenti inquinanti misura circa 45'000 mq.
Per questo terreno, ricordano gli interroganti, Cantone e Comune di Bellinzona
si sono impegnati a versare 120 milioni di franchi, ovvero oltre 2'600 franchi
al mq. Oltre a questi 45'000 mq di terreno, vi saranno circa 10’000-15'000 mq
di strade, piazze e passaggi pedonali ceduti dalle Ferrovie a titolo gratuito,
sempre a Cantone e Comune di Bellinzona, e infine 45’000-50'000 mq di terreno
che rimarranno di proprietà delle FFS e che secondo il Piano particolareggiato
approvato dal Consiglio comunale della capitale verrebbe in parte destinato a
zona residenziale intensiva.
Il paragone con la Escher Wyss
Dal momento che i circa 100'000 mq delle Officine FFS oggetto
del piano particolareggiato del nuovo Quartiere Officine e i terreni a monte
(est) dei binari sono occupati da oltre 100 anni da un’attività industriale
pesante “è probabilissimo che questi siano pesantemente impregnati di sostanze
inquinanti nel tempo, sedimentatesi nel terreno sottostante”, si legge ancora
nell’atto parlamentare. Per inciso, viene evidenziato che a Zurigo per la zona
industriale Sulzer – Escher Wyss – la prevista bonifica del terreno ha dovuto
essere abbandonata per ragioni di costi e il terreno ha dovuto essere
impermeabilizzato con del cemento, per evitare ulteriori infiltrazioni verso la
falda. “Appare dunque evidente che il Cantone debba fare tutto il necessario
per accertarsi che questi agenti inquinanti disseminati su tutto il sedime
delle FFS (a valle e a monte dei binari) non mettano in pericolo ora e in
futuro la cittadinanza, e in secondo luogo che l’investimento già di per sé
fuori mercato a Bellinzona per l’acquisto dei 45'000 mq di terreno, sia
pienamente salvaguardato”.
Le domande
Viene quindi chiesto al Consiglio di Stato come intenda far
rispettare alle FFS (perturbatore per comportamento) le norme della LPAmb sui
siti inquinati per l’intero fondo 2476 e se siano già state fatte indagini
preliminari per verificare la presenza di agenti inquinanti e determinare l’eventuale
necessità di bonifiche. In caso affermativo, “da chi e quando sono state fatte tali
indagini e quali risultati hanno dato?” In caso negativo, “il Governo ha già
definito modalità e scadenze temporali entro le quali le FFS devono far svolgere
tali indagini e le eventuali bonifiche?” Si domanda inoltre al Consiglio di
Stato se voglia rendere pubblici i risultati delle indagini svolte, o che
verranno effettuate, sul grado di inquinamento e di pericolosità degli
inquinamenti sul fondo in oggetto. Gli interroganti vogliono anche sapere se l’Esecutivo intende assicurarsi che
l’atto di compravendita venga concluso solamente dopo aver fatto eseguire le
dovute analisi del terreno e siglato l’impegno inderogabile da parte delle FFS
a sostenere tutti i costi della bonifica. Infine, nel caso in cui la
bonifica completa del sedime non dovesse essere possibile, “come ha intenzione
di procedere il Governo, e subordinatamente, quali ripercussioni contrattuali e
sulla pianificazione del sedime potrebbero esserci?

