Lugano
Sgombero ex Macello, “il via libera di Gobbi non è un fatto preponderante”
Redazione
24.01.2025 18:14

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
È quanto affermano, raggiunti per una reazione a caldo, i legali di Lorenzo Hutter e Lugano Karin Valenzano Rossi, le due persone indagate per abuso di autorità e danneggiamento.
Il via libera
del consigliere di Stato Norman Gobbi allo sgombero dell’ex Macello non è un
fatto preponderante, dal momento che non costituisce reato. È quanto ritengono
i legali del sostituto comandante della Polizia cantonale Lorenzo Hutter e della
municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi, contattati da Ticinonews dopo le
novità emerse ieri sulla serata in cui venne demolito il centro autogestito.
Hutter e Valenzano Rossi, lo ricordiamo, sono indagati per abuso di autorità e
danneggiamento nell’inchiesta riattivata dopo il ricorso dello Csoa. Ricorso
inoltrato a seguito del decreto d’abbandono firmato dal Procuratore generale Andrea
Pagani a dicembre 2021 in cui, in merito alla demolizione del centro, si parlava
di un “malinteso e di un claudicante passaggio di informazioni”.
Inchiesta avviata alla conclusione
Malgrado il
parere dei legali, è lecito chiedersi se il direttore del Dipartimento delle istituzioni
fosse quantomeno informato anche della demolizione. Come ricordato dal portale Area,
Hutter ha sempre sostenuto di aver interloquito soltanto con i municipali.
Secondo nostre informazioni, non gli sarebbe però neanche mai stato chiesto,
esplicitamente, di un eventuale scambio con il Dipartimento. Dal momento che
nessuno oggi si esprime ai nostri microfoni, non ci resta che attendere gli
esiti dell’inchiesta riattivata ormai un anno e mezzo fa, la quale, dopo ancora
un verbale a inizio anno, si starebbe ora avviando alla chiusura.
Invariate le tesi degli indagati
Da quando la
Corte dei reclami penali ha ordinato nuovi accertamenti, gli indagati non
sarebbero più stati interrogati, con le tesi rimaste dunque invariate. Da un
lato Hutter e Valenzano Rossi a difendere la demolizione urgente del tetto,
decisa quella notte; dall’altro lo Csoa e l’ipotesi che tutto era già
pianificato, in vista della fine della convenzione e dopo che, nelle settimane
precedenti i fatti, i toni tra le parti si erano eufemisticamente esacerbati.
Vasto spiegamento di agenti
Quella notte
vide un vasto impiego di agenti della cantonale e della comunale, con il
supporto di colleghi dalla Romandia, per un totale (anche questa è una novità rivelata da Area)
di 300 uomini. Una cifra esorbitante agli occhi di chi ha sempre sostenuto che
la successiva demolizione fosse già stata pianificata, contrariamente alla
versione delle autorità.
Quel tetto era davvero a rischio crollo?
Emergono nel frattempo ulteriori
elementi dagli accertamenti che Pagani sta conducendo. Stando a quanto
riferisce laRegione, il tetto dello stabile demolito non era a rischio crollo; in base alle testimonianze raccolte dal procuratore generale, dei lavori a quel tetto sarebbero già
stati eseguiti. Ad essere forse ritenuto pericolante
sarebbe stato un altro.

