Energia
"Rinnovabili o nucleare? Dovendo scegliere direi rinnovabili"
Redazione
30.08.2024 20:38

Angelo Bernasconi, presidente AIL, analizza la questione della riapertura al nucleare. "Il mix di molteplici energie è importante. Basarsi solo su una tecnologia sarebbe un grave errore".
Sta facendo discutere l'annuncio fatto mercoledì dal Consiglio federale di un lancio di un controprogetto indiretto per l’abolizione del divieto di costruzione delle centrali nucleari. Dalla politica ai cittadini, il dibattito sta coinvolgendo tutti. Ticinonews ha affrontato la questione con Angelo Bernasconi, presidente AIL. “Di principio, trovo negativo bandire una tecnologia" - afferma Bernasconi -. "È positivo che il Governo dia questa opzione al nucleare. Per l’approvvigionamento energetico di un paese abbiamo bisogno di tutte le tecnologie, di per sé, ma devono poi soddisfare dei
criteri di sostenibilità”.
La decisione del Governo di rivedere il divieto sulle nuove
centrali nucleari secondo lei è influenzata dalla delicata situazione in paesi esteri come l’Ucraina e quindi da problemi legati ai costi dell’energia?
“Sicuramente la possibilità di penuria energetica incide sul fatto
di avere o no a disposizione una nuova tecnologia. Se si analizza questa situazione
da un punti di vista oggettivo ci si rende però conto che il nucleare pone
anche dei problemi: metà delle centrali oggi vengono costruite da
russi e cinesi. In una situazione di crisi, una costruzione in Europa di questo
impianto potrebbe comportare dei problemi”.
Le centrali nucleari attualmente in funzione in Svizzera
risalgono agli anni 80’. Sono ancora considerate sicure?
“Il funzionamento di queste centrali sottostà a delle
verifiche dell’Agenzia Atomica Internazionale e, di conseguenza sulla base dei criteri
di questa agenzia devono essere considerate sufficientemente sicure”.
Se dovessimo invece costruirne di nuove oggi, verrebbero
realizzate con tecnologie più avanzate?
“Sicuramente il nucleare di quarta-quinta generazione di
cui si parla ha dei benefici, sia in termini
di sicurezza che di scorie radioattive prodotte. Tuttavia non soddisfa ancora
tuti i criteri di sostenibilità. Penso ad esempio alla sostenibilità ambientale (ci sono
ancora diversi rischi), a quella sociale e all’accettazione da
parte del mondo politico e della popolazione. Inoltre, in termini di tempi di realizzazione, ma
anche a livello economico, il nucleare oggi è una fonte energetica molto
cara”.
Le energie rinnovabili non sono sufficienti a garantire
il fabbisogno energetico del nostro paese?
“Di per sé tutti i modelli che sono stati fatti sulla base
della strategia 2050 della Confederazione dimostrano che con un adeguato
sviluppo queste energie sono sufficienti in termini di produzione annua di
energia. Ci sono delle criticità da gestire in futuro per le quali aziende come AIL si stanno organizzando. Le criticità concernono ad esempio l'avere momenti con
carichi molto alti e altri con mancata di produzione e la gestione della produzione stessa, ad esempio con stoccaggi nei nostri bacini idroelettrici”.
Se lei potesse decidere sfrutterebbe le energie
rinnovabili, il nucleare o un mix di molteplici energie?
“Il mix di molteplici energie è importante. Basarsi solo su
una tecnologia sarebbe un grave errore. Se devo scegliere dico le rinnovabili:
abbiamo il know-how per costruirle, mentre per il nucleare vi è ancora un problema di accettazione oggigiorno”.
L'intervista completa:

