Ticino
Ricorso sul Preventivo 2024, Bertoli: "Il sistema è stato violato"
Redazione
16.02.2024 18:38

L'ex direttore del DECS espone le motivazioni che stanno dietro alla decisione di ricorrere. "Ad essere interessati sono soltanto due articoli. Gli altri, incluso quello che approva il preventivo, sono tranquillamente approvati e validi".
Manuele Bertoli e Raoul
Ghisletta sono convinti: il Parlamento cantonale ha negato un diritto
costituzionale fondamentale ai cittadini ticinesi, quello di referendum. È per
questo che hanno inoltrato ricorso contro due norme contenute nel decreto
legislativo relativo al Preventivo 2024, che finiranno quindi sul tavolo del
Tribunale federale.
Gli articoli sotto attacco
Dopo ore di dibattiti e
decine di emendamenti, ricordiamo, lo scorso 7 febbraio il Parlamento ticinese ha dato luce
verde al Preventivo con 46 favorevoli, 36 contrari e 2 astenuti. Ad essere
finiti nelle mire di Bertoli e Ghisletta sono in particolare l’articolo 2 e il
3. Il primo riguarda i tagli nel settore dell’asilo, il secondo i dipendenti
dello Stato ed è quello relativo alla non sostituzione del personale partente
nella misura del 20%.
Bertoli: “Il sistema è stato violato”
Di questi articoli si era già
discusso durante i dibattimenti. In Commissione e in Gran Consiglio era stato
chiarito che queste proposte aggiuntive non fossero calcolate e misurate, e
quindi collegate alle cifre del preventivo, bensì delle indicazioni politiche,
o degli auspici, all’attenzione del Governo. I due ricorrenti, però, non sono
della stessa opinione. “Gli auspici normalmente vengono espressi in un altro
modo, ma non si fanno degli articoli di legge che danno al Governo un mandato
chiaro e obbligatorio”, precisa ai microfoni di Ticinonews Manuele Bertoli, ex
Direttore del DECS e ora presidente della Commissione federale della migrazione.
“Io ricordo, ad esempio, che il decreto Morisoli conteneva degli articoli di
legge, sempre sulla spesa pubblica, ed era regolarmente munito di clausola
referendaria, che ha poi portato a un referendum. Noi conosciamo il sistema e
in questo caso è stato violato”.
Nessun effetto sull'approvazione del preventivo
I due firmatari del
ricorso chiedono quindi subito l’effetto sospensivo e, successivamente, l’annullamento
di queste due proposte. Qualcosa che comunque, non va a toccare il preventivo. “Il
decreto ha diversi articoli, noi ne attacchiamo due”, precisa Bertoli. Gli altri
“sono tranquillamente approvati e validi, soprattutto il numero 1, che approva
il preventivo”. Da questo punto di vista “non c’è problema. C’è un problema invece
sulle conseguenze che alcuni vorrebbero che si mettessero in atto per
risparmiare su due settori molto delicati”.

