Rina Ceppi-Bettosini
Requiem per la democrazia? Non con me
Redazione
08.09.2023 16:48

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Non esiste che si debba rinunciare a una conferenza–dibattito
su un tema così delicato come il pensiero di genere nell’educazione scolastica.
Non esiste che un gruppo rumoroso, che accusa gli altri di discorsi d’odio, ostacoli
sfrontatamente una grande fetta di cittadini nell’esercizio del loro diritto costituzionale
di espressione e di opinione. Non esiste che si soffochi il dialogo e il
confronto su temi di interesse politico, sociale ed educativo mostrando i
muscoli e urlando più forte della controparte. Non esiste che centinaia di
cittadini responsabili e desiderosi di cimentarsi con le problematiche
dell’educazione sessuale, prevista dall’OMS fin dalla più tenera età, si vedano
privati del loro diritto di riunirsi, di informarsi ed esprimersi
Alla conferenza, annullata dalla prepotenza di pochi
irrispettosi della libertà altrui, erano invitati tutti a chinarsi sulla
tematica, anche chi la pensa diversamente. Si poteva discutere, dibattere,
esporre i propri punti di vista in un clima di rispetto reciproco, confrontarsi,
magari anche in modo duro e franco ma civile, con opinioni diverse e magari
contrastanti. Io ascolto te, tu ascolti me, perché forse ognuno di noi ha
qualcosa da imparare dall’altro. Ma se una parte rifiuta il dialogo o il
confronto significa che teme il dibattito e che si barrica rumorosamente dietro
a stereotipi e concetti ideologici prefabbricati e fragili. Quando le proprie
opinioni poggiano su basi solide non si teme la discussione e non occorre
difenderle con intimidazioni e minacce di boicottaggio. Quello che è successo è
molto grave, gravissimo!
Mi auspico che, al di là degli schieramenti politici, nasca
una manifestazione di solidarietà nei confronti di una legittima rivendicazione
di rispetto di un diritto fondamentale e irrinunciabile, ancorato nella nostra
Costituzione: il diritto di riunione, di opinione e di espressione. Diritto che
spetta a tutti, non solo a chi urla più forte. È in gioco la salute della
nostra democrazia, che appartiene indistintamente alla destra, alla sinistra e
al centro. Difendiamola!
Rina Ceppi-Bettosini, HelvEthica Ticino

