Difesa
Regazzi: "Gli addii di Süssli e Dussey? Un'opportunità per il nuovo consigliere federale"
Redazione
25.02.2025 21:10

Il deputato centrista commenta la notizia delle dimissioni del capo dell'Esercito e del direttore della SIC. "Occorrerà rimettere in careggiata un’istituzione che è in grave difficoltà”.
“Io
vedo comunque un’opportunità: queste dimissioni permetteranno al nuovo capo del
dipartimento, che verrà eletto tra alcune settimane, di insediare nei ruoli strategici
delle persone di sua fiducia. Il compito sarà quello di rimettere in careggiata
un’istituzione che è in grave difficoltà”. Così Fabio Regazzi, consigliere agli
Stati centrista e membro della Commissione della politica di sicurezza, ha commentato
a Ticinonews la notizia degli annunciati addii del capo dell’Esercito, Thomas Süssli, e del direttore del Servizio attività informative
della Confederazione (SIC), Christian Dussey. Partenze che si sommano a quella della
consigliera federale Viola Amherd, componendo un mosaico delicato soprattutto per il Centro che, salvo sorprese, avrà ancora in mano il Dipartimento della difesa dopo le elezioni di marzo. “Siamo in un momento difficile, ma non solo come partito. Si tratta di un
problema istituzionale che riguarda il nostro paese, perché parliamo di sicurezza”,
precisa Regazzi.
Un compito complesso
Sarà
dunque una sfida impegnativa quella che attenderà il prossimo direttore del
DDPS. I candidati del Centro, Markus Ritter e Martin Pfister, sono pronti ad
accettarla? “Posso parlare soprattutto per Ritter, lo conosco bene. Potrebbe essere
la persona giusta al posto giusto al momento giusto; credo che sarebbe in grado
gestire al meglio questa difficile situazione”. Per quanto concerne invece Pfister
“lo conosco meno bene, ma mi ha fatto un’ottima impressione”.
Un legame tra l'addio di Süssli e gli audit sulla Ruag?
La
notizia delle dimissioni di Süssli ha colto molti di sorpresa, compreso il
deputato ticinese del Centro. “Non ho avuto avvisaglie in merito. Avevo messo
in conto che il capo dell’esercito avrebbe potuto dare le dimissioni, ma che lo
facesse così rapidamente, il giorno dopo la comunicazione di questo scandalo
alla Ruag non lo avevo previsto”. Sulla
possibilità che le due questioni siano collegate Regazzi resta cauto. “È sempre
difficile da dire, solo il diretto interessato può confermare, rispettivamente
smentire”. Tuttavia, aggiunge, “ritengo che una relazione fra i due temi
potrebbe ragionevolmente essere data”.

