Energia
Questione nucleare, Barbato: «Le nuove centrali sono più sicure»
Red. Online
12.03.2026 06:51

Con le centrali della generazione IV «si parla addirittura di strutture che arrivano al completo spegnimento autonomamente», spiega il professore in termodinamica fluidodinamica e sistemi energetici della Supsi.
Il
Consiglio degli Stati ha riaperto la porta al nucleare. I «senatori» hanno
approvato oggi (26 voti a 12 e 3 astenuti) il controprogetto indiretto del
Consiglio federale all'iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per
tutti (Stop al blackout». Il
dossier passa ora al Nazionale. Ma se il divieto di realizzare
nuove centrali nucleari dovesse restare in vigore, la Svizzera rischierebbe una
penuria di energia? «Ci saranno più veicoli a mobilità elettrica e anche un cambiamento
nella tecnologia del riscaldamento, per esempio eliminando le caldaie a combustione
e installando le pompe di calore», spiega a Ticinonews Maurizio Barbato, professore in termodinamica fluidodinamica e sistemi
energetici al Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. In qualche
modo «ci muoveremo verso una società che avrà maggiore fabbisogno di energia elettrica».
Questo «potrebbe portare dei problemi, soprattutto nei mesi invernali, in cui il
solare e l’idroelettrico producono di meno. Potremmo trovarci in condizioni
in cui l'unica soluzione è importare».
La questione spazi
Per quanto concerne gli spazi per
eventuali nuove centrali nucleari «si può pensare che i posti già esistenti siano adatti, poiché una caratteristica delle centrali nucleari è di non occupare
tantissimo suolo». E se pensiamo alle località dove sono ospitate le tre centrali
attualmente in funzione, «dispongono anche della rete di trasmissione, nonché del
personale già preparato per il tipo di tecnologia».
La sicurezza
In molti si chiedono se oggi le centrali nucleari sono più sicure. «Quelle di terza generazione e terza generazione + si muovono verso sistemi di sicurezza
autonomi. In concreto, si possono raffreddare da sole in caso di guasto. Non c'è bisogno di personale perché vi sono sistemi di raffreddamento autonomi»,
prosegue Barbato. Con la generazione IV «si parla addirittura di strutture che arrivano
al completo spegnimento autonomamente. È importante, perché negli incidenti che abbiamo avuto questo
non è successo a causa di problemi tecnici che hanno impedito lo spegnimento, e portato quindi alla fusione dei noccioli». Vi è poi la quarta generazione,
la quale, oltre a incrementare la sicurezza, «propone anche delle soluzioni energeticamente più efficaci poiché vengono usate meglio le risorse. Si utilizzano dei
tipi di combustibile che alcune tipologie di centrali non possono adoperare. Sfruttando meglio, ad esempio, l'uranio», conclude Barbato.

