Scuola
«Quali valutazioni sugli effetti dell'abolizione dei livelli e della revisione della griglia oraria?»
Red. Online
12.10.2026 19:03

In un'interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato, il granconsigliere Giuseppe Sergi (MPS) deplora come, a distanza di alcuni anni dall'introduzione di queste modifiche, «non risulti disponibile un giudizio pubblico complessivo dei risultati conseguiti»
La formazione liceale ticinese è attualmente
interessata da un importante processo di riforma. Le nuove basi normative,
approvate nel 2023, sono entrate in vigore il 1° agosto 2024 e comportano per i
Cantoni la necessità di adeguare i propri piani degli studi.
In Ticino, i lavori di elaborazione del nuovo programma sono già stati avviati. Il nuovo piano dovrebbe essere pubblicato entro la fine del 2027,
per entrare in vigore a partire dall'anno scolastico 2028/2029. Come rileva in un’interpellanza
il granconsigliere MPS Giuseppe Sergi, si tratta di un processo di particolare
rilevanza «che non si limita all'adeguamento dei contenuti disciplinari alle
nuove disposizioni federali, ma offre anche l'occasione per riflettere
sull'organizzazione degli studi liceali e sulle condizioni che favoriscono il
raggiungimento degli obiettivi formativi».
Un bilancio di due misure
In questo contesto, «appare particolarmente
importante poter disporre di una valutazione approfondita degli effetti di due
interventi che hanno interessato negli ultimi anni il sistema scolastico
cantonale e che possono avere avuto ricadute significative sui percorsi degli studenti
liceali», si legge nell'atto parlamentare. Il primo riguarda la sperimentazione dell'abolizione dei livelli
nella scuola media. Al di là delle finalità perseguite da questa misura, «è
importante conoscere quali conseguenze essa abbia prodotto sulla preparazione
degli studenti che accedono agli studi liceali e sui loro successivi risultati
scolastici».
Il secondo «riguarda la revisione della
griglia oraria liceale, introdotta in concomitanza con l'inserimento
dell'informatica nel piano degli studi». Tale revisione ha comportato una
diversa distribuzione degli insegnamenti nel corso del quadriennio. Tra gli
obiettivi che avrebbero motivato questa scelta «figurava anche la volontà di
ridurre il tasso di insuccesso scolastico, in particolare attraverso una
distribuzione più diluita nel tempo delle materie scientifiche (particolarmente
selettive), così da attenuare la concentrazione delle relative esigenze formative
in determinati anni del percorso».
«Nessuna valutazione»
A distanza di alcuni anni dall'introduzione
di queste modifiche, «non risulta tuttavia disponibile una valutazione pubblica
complessiva dei risultati conseguiti», si legge ancora nell’interpellanza.
Per quanto riguarda la revisione della griglia oraria, «le informazioni
disponibili sembrerebbero indicare che il tasso di bocciatura in prima liceo
sia rimasto sostanzialmente invariato, sollevando interrogativi sull'effettivo
raggiungimento di uno degli obiettivi che avrebbero giustificato l'intervento».
Le domande
Si chiede quindi al Consiglio di Stato quali
cifre sono attualmente disponibili sulle conseguenze della sperimentazione
dell'abolizione dei livelli nella scuola media per gli studenti che hanno
successivamente intrapreso gli studi liceali, e se sono state svolte analisi
comparative relative alla preparazione degli allievi, ai risultati nelle
diverse discipline, ai tassi di insufficienza e di bocciatura, e all'evoluzione
dei loro percorsi scolastici. «Risulta che i dati relativi agli effetti
dell'abolizione dei livelli sui percorsi liceali non siano stati oggetto di
specifiche estrapolazioni», scrive Sergi, domandando al Governo se può
confermare questa circostanza. In caso affermativo, «per quali ragioni non si è
proceduto alla loro elaborazione? Vi sono motivazioni metodologiche, esigenze
di ulteriori verifiche o altre considerazioni che hanno portato a questa
scelta?»
Di seguito gli ulteriori interrogativi posti:
Il Consiglio di Stato intende rendere disponibili i dati relativi agli effetti dell'abolizione dei livelli e promuovere una valutazione documentata delle conseguenze della sperimentazione sugli studi liceali? In caso affermativo, secondo quali modalità e con quali tempistiche?
Quali erano gli obiettivi dichiarati della revisione della griglia oraria liceale introdotta in concomitanza con l'inserimento dell'informatica nel piano degli studi? In particolare, la riduzione del tasso di insuccesso scolastico figurava esplicitamente tra le finalità dell'intervento? Quali risultati si prevedeva di ottenere attraverso una diversa distribuzione delle materie scientifiche nel corso del quadriennio?
Quali effetti ha prodotto la revisione della griglia oraria sugli esiti scolastici? Sono disponibili dati comparativi relativi ai tassi di bocciatura, alle insufficienze nelle diverse discipline e alle ripetenze, prima e dopo l'introduzione delle modifiche? Il Consiglio di Stato può fornire tali dati, distinti per anno scolastico e disciplina?
La diversa distribuzione delle materie scientifiche nel corso del quadriennio ha prodotto una riduzione delle insufficienze e degli insuccessi in queste discipline? Si sono registrati miglioramenti nei risultati complessivi degli studenti, oppure eventuali difficoltà sono state semplicemente distribuite in modo diverso lungo il percorso liceale?
È confermato che, dopo l'introduzione della nuova griglia oraria, il tasso di bocciatura in prima liceo è rimasto sostanzialmente invariato? In caso affermativo, come valuta il Consiglio di Stato questo risultato alla luce degli obiettivi perseguiti con la revisione? Qual è stata inoltre l'evoluzione dei tassi di bocciatura negli anni successivi?
È stata realizzata, o è prevista, una valutazione complessiva e sistematica degli effetti della sperimentazione dell'abolizione dei livelli e della revisione della griglia oraria liceale? In caso affermativo, quando saranno disponibili i risultati? In caso contrario, per quali ragioni non si è finora proceduto a una simile valutazione?
Considerata l'elaborazione del nuovo Piano degli studi liceali, la cui entrata in vigore è prevista per l'anno scolastico 2028/2029, il Consiglio di Stato non ritiene opportuno procedere, prima della definizione delle nuove scelte organizzative e curricolari, a una valutazione documentata degli interventi precedenti, rendendone pubblici i risultati e permettendo al corpo insegnante di discuterli?

