Ticino
Preventivo 2024, l'attacco dei contrari
Redazione
23.01.2024 20:56

Partito socialista e UDC hanno deciso, per motivi diversi, di restare fuori dall'accordo di maggioranza. Ticinonews ha raccolto le impressioni di Ivo Durisch e Tiziano Galeazzi.
Oggi è giunta l’attesa fumata bianca dalla
Commissione della gestione per il preventivo 2024 del Cantone. Dopo mesi di
discussioni, PLR, Lega e Centro hanno trovato un'intesa, mentre PS e UDC hanno
deciso, per motivi diversi, di restare fuori dall'accordo di maggioranza. Per
quanto concerne il PS, c’è soddisfazione perché è stato tolto il taglio ai sussidi
cassa malati, “ma siamo preoccupati del fatto che sia stato dato mandato al Consiglio
di Stato di rivedere la formula, che secondo noi è buona e coinvolge negli
aiuti anche il ceto medio”, afferma ai microfoni di Ticinonews il capogruppo
socialista Ivo Durisch. “E secondo me, con la revisione la si vuole escludere”.
La mancata sostituzione dei partenti
Secondo il Partito socialista, un
altro aspetto negativo, in ciò che si è votato nel rapporto per
il preventivo 2024 “è quello di non sostituire il 20% dei partenti degli ausiliari.
Ausiliari che erano stati risparmiati nel 2023, proprio perché sono dei
contratti anche a termine e i partenti sono tanti". Sono 857 le persone che oggi
rischiano, "almeno al 20%, di non vedersi confermato il loro mandato. Un mandato
che è comunque a beneficio dei cittadini per garantire i servizi”, ricorda
Durisch.
Galeazzi: “Non abbiamo sentito niente sui tagli”
“Il
titanic è partito, ma noi rimaniamo sul nostro canotto, con il nostro
preventivo, chiaro e pulito per il rigore finanziario”, precisa il
granconsigliere democentrista Tiziano Galeazzi. “Non abbiamo sentito niente sui
tagli, ma solo degli aggiustamenti, dei cerotti, e non è così che si gestisce
la spesa pubblica, soprattutto con i soldi dei cittadini”.
Leoni: “Un preventivo rimasto orfano”
Intervenuto
nel corso di Ticinonews, il giornalista Andrea Leoni ha fornito una sua lettura
sull’accordo raggiunto oggi. Da una parte “è un accordo di carta
pesta, dall'altra è l'unico possibile che
arriverà, credo, a meta”, il commento di Leoni.
Il preventivo “è rimasto orfano perché il Parlamento
non ha seguito il Governo su quelle che erano le
misure più importanti, ovvero il taglio dei
sussidi di cassa malati che, come abbiamo visto, è
saltato, e secondo me alla fine salterà anche il contributo di solidarietà ai dipendenti”.
Di conseguenza, “la storia è partita male e finirà peggio se la
guardiamo da un punto di vista del risultato
finanziario. Questo dà un grosso monito per il prossimo preventivo, che dev'essere fatto in un'altra maniera”.
L'intervento completo andato in onda ieri sera:

