Ticino
Presidio antifascista a Lugano, «quale ruolo del Municipio e della Polizia cantonale?»
Red. Online
25.02.2026 09:42

L'Mps interpella il Governo cantonale per sapere chi ha chiesto la presenza e l’intervento della polizia cantonale e delle squadre antisommossa, e con quale obiettivo.
Continuano a fioccare gli atti
parlamentari sul presidio antifascista svoltosi sabato a Lugano. Ultimo in
ordine di tempo a muoversi in tal senso l’Mps, che ha presentato un’interpellanza al Consiglio di Stato. «La manifestazione si è
svolta in un clima determinato ma pacifico, tra striscioni, slogan e interventi»,
si legge nell’atto parlamentare. E questo «malgrado il tentativo evidente di
far pressione e cercare lo scontro a tutti i costi». In questa prospettiva «si
è distinto il Municipio di Lugano (e in particolare la sua maggioranza),
dichiarando che la dimostrazione non sarebbe stata tollerata e facendo capo a
un ingente schieramento di forze di polizia comunali e cantonali». Lo sviluppo
del presidio «ha confermato questa logica provocatoria dell’Esecutivo cittadino.
In particolare poiché le motivazioni evocate dal Municipio si sono rivelate
inesistenti: non vi sono state minacce o indizi di possibili scontri, non vi
sono stati turbamenti del traffico, non vi era pericolo per le strutture cittadine, né tantomeno per i
cittadini di Lugano».
«Tentativi di fomentare lo scontro»
Da questo punto visto - scrivono ancora gli interpellanti - «diventa
incomprensibile l’atteggiamento della polizia presente sul posto che, dopo
oltre un'ora dall'inizio della manifestazione, intimava ai presenti di disperdersi
entro 10 minuti, pena l'intervento per disperdere il presidio, ricorrendo anche a gas lacrimogeni e a pallottole di gomma». Tale annuncio «ha avuto diritto
solo a una disapprovazione verbale da parte dei presenti e ha mostrato quanto
fosse solo un tentativo di provocare e suscitare reazioni per fomentare lo
scontro. Un tentativo che deve essere apparso ridicolo persino al comando della
polizia, il quale, dopo 10 minuti, ha
dimenticato l’ultimatum».
Le domande
Si chiede dunque al Municipio chi (e
con quale obiettivo) ha chiesto la presenza e l’intervento della polizia
cantonale e delle squadre antisommossa, e chi ha deciso di chiamare gli agenti romandi, in base a quali valutazioni e a quale accordo. Gli interpellanti vogliono anche sapere chi
ha deciso di comunicare ai partecipanti che, se non si fossero immediatamente
dispersi, avrebbero subìto un intervento massiccio e violento e quali sono stati i criteri che hanno portato a questa decisione. Si domanda infine chi
ha preso la decisione, trascorso il termine ultimatum di 10 minuti, di
rinunciare all’intervento prospettato e quali
sono stati i criteri che hanno portato a questa decisione.

