Crisi energetica
“Preoccupati, ma non servono isterismi”
Teleticino
24.08.2022 20:08

Foto: © Shutterstock
Il Canton Ticino si prepara ad un’eventuale penuria di energetica che potrebbe arrivare questo inverno. Gobbi: “È importante essere pronti”. Pedevilla “Tante piccole misure creeranno un risparmio globale collettivo”.
Il Consiglio di
Stato non ha perso tempo e già lo scorso luglio ha predisposto un’organizzazione
cantonale ad hoc al fine di monitorare la situazione energetica ed elaborare
possibili scenari. Il governo ticinese potrà anche avvalersi di uno Stato
maggiore cantonale di condotta per il coordinamento della crisi e il supporto
delle strutture e dei servizi attivi su tutto il territorio.
“Non servono isterismi”
“Direi che non
dobbiamo fare isterismi su questa crisi perché fintanto che non arriveremo in
prossimità della situazione la preoccupazione resterà, ma non deve diventare
una vera paura”, ha spiegato ai microfoni di Ticinonews il direttore del Dipartimento
delle Istituzioni Norman Gobbi. “È importante essere pronti ed è per questo che
già prima dell’estate abbiamo istituito i vari gruppi che si sono occupati di
analizzare la situazione dal punto di vista dell’approvvigionamento e delle misure
di accompagnamento. Reale è la preoccupazione inerente all’aumento dei costi e
al loro impatto sulle economie domestiche e sulle industrie”, ha detto il
consigliere di Stato.
Il ruolo che potrebbe avere il Canton Ticino
“Le decisioni
spetteranno soprattutto alla Confederazione, ma dovremo capire se esistono
margini di intervento da parte del Cantone a sostegno di uno o dell’altro
settore”, ha affermato Gobbi. Il motivo del ruolo centrale che giocherebbe il Consiglio
federale lo ha spiegato Ryan Pedevilla, Capo della sezione del militare e della
protezione della popolazione. “Le indicazioni verrebbero date a livello
federale perché non si possono avere soluzioni a macchia di leopardo. A noi
starebbe il compito di controllare quelle che sono le misure che la Confederazione
vuole applicare e fare in modo che vengano eseguite”.
Il compito dello Stato maggiore cantonale di condotta
“Il Consiglio di
Stato ci ha assegnato il compito di creare un gruppo che fosse capace di eseguire
un’attività di monitoraggio e di capire quali persone contattare, quali sono
gli organi competenti e i rappresentati delle strutture sociali e economiche”,
ha raccontato Pedevilla. “Insieme al comandante della Polizia cantonale e tutti
gli esperti abbiamo fatto una valutazione di base di quelle che sono le persone
che siederanno inizialmente al tavolo inizialmente e poi, in base al bisogno, l’organigramma
cambierà. Possiamo pensare a chi gioca un ruolo centrale in questo ambito e
andrà contatto regolarmente per coordinare tutte le attività”.
L’autonomia di scelta del Canton Ticino
“Possiamo
prendere d’esempio quanto successo durante la pandemia di coronavirus”, ha
spiegato il Capo della sezione del militare e della protezione della
popolazione. “Il Ticino era stato toccato in maniera importante ad inizio 2020
e si è mosso in autonomia. Nel caso di un’interruzione di energia elettrica verranno
adottate delle misure immediate per garantire i servizi di base della società. Quando
la Confederazione riuscirà a riprendere il controllo della situazione arriverà
lo Stato maggiore federale di condotta e sarà lui a dare tutte le indicazioni. Sarebbe
sbagliato pensare di agire in autonomia perché l’elettricità e tutti i mezzi
messi a disposizione per l’approvvigionamento economico del Paese devono essere
garantiti a livello federale e non cantonale.”
“Ognuno deve pensare a cosa rinunciare”
“Tutti dovranno
fare il proprio ragionamento e pensare, se sarà necessario, a cosa rinunciare e
come contribuire per la sostenibilità del sistema”, ha terminato Gobbi.

