Balneazione
Piscina di Carona, il Comitato: "Si dia finalmente voce ai cittadini"
Redazione
08.05.2025 09:49

I membri del comitato scrivono ai consiglieri comunali di Lugano, esortandoli a dare seguito al risanamento del centro balneare. "Non riconsiderare al più presto la chiusura della piscina, potrebbe voler dire non riaprirla mai più”.
“Dare finalmente voce ai 7'358
cittadini che hanno firmato la petizione ‘No alla chiusura della piscina
di Carona e del suo magnifico parco’, dando seguito al risanamento del
centro balneare e aggregativo senza dover attendere l’esito dei ricorsi”. È
quanto chiede il Comitato Parco Piscina Carona, che in una missiva invita i
consiglieri comunali di Lugano a entrare nel merito della questione in occasione
della seduta del 12 maggio.
La non entrata i materia
I membri del comitato ricordano che
la petizione è stata consegnata il 31 marzo. Lo stesso giorno, più di 200
cittadini si sono riuniti fuori da Palazzo Civico per esortare il Legislativo
ad appoggiare una risoluzione che invitava il Municipio a riconsiderare la decisione
adottata nella sua seduta del 17 ottobre 2024 e garantire, da subito, la
riapertura della piscina di Carona e del suo parco. “Purtroppo,
incomprensibilmente, la risoluzione non è stata presa in considerazione e il Consiglio
comunale non è entrato nel merito della discussione”.
"Il rischio di non avere nessuna prospettiva"
Gli scriventi rammentano altresì che
il risanamento della piscina di Carona e il progetto TCS Glamping sono
due cose “separate e indipendenti. Le tempistiche del progetto TCS,
infatti, “dipendono unicamente dall’evasione dei ricorsi legati alla
richiesta del Municipio di modificare il PR che vuole rendere edificabile un
terreno attualmente classificato come ‘fuori zona’ e situato in un’area
protetta a livello federale”. Non entrare nel merito e non
riconsiderare al più presto la chiusura della piscina, “potrebbe voler dire non
riaprirla mai più”. Infatti, qualora i ricorsi
dovessero venir accolti (oppure se l’iter giuridico dovesse proseguire) “ci
si troverebbe con la piscina chiusa e senza alcuna prospettiva futura”.
Il paragone
Una recente perizia - insiste il comitato - “indica che con
un investimento di 467'500 franchi si potrebbe prolungare la vita della struttura
per diversi anni, in attesa che l’iter del progetto TCS faccia il suo corso”.
Proprio in questi giorni, la commissione edilizia del Consiglio Comunale, per
evitare la chiusura del centro esposizioni, ha invitato ad approvare con
urgenza un investimento da oltre 3,2 milioni di franchi, considerandolo
indispensabile. “Un paragone è doveroso, in quanto con meno di un sesto dell’importo
stanziato per il centro esposizioni (a fondo perso), la piscina di Carona
potrebbe continuare a offrire un servizio pubblico di fondamentale interesse
per tutta la popolazione luganese. Due pesi e due misure ingiustificabili che
penalizzano soprattutto le famiglie, i bambini e i ragazzi della nostra città”.

