Lugano
Pane di Sant'Antonio, è polemica sul cambio del nome
Redazione
17.01.2024 08:58

La scelta del Municipio di non fare più riferimento al santo ha sollevato diverse perplessità. Il vicesindaco Badaracco: “L'intento non è quello di abolire l'aspetto religioso, ma di ricordare la matrice storica con nuove iniziative”.
Da anni, escluso lo scorso,
Lugano porta avanti, in occasione del 17 gennaio, giorno dedicato all’abate sant’Antonio,
la tradizionale distribuzione del pane. Una distribuzione che avverrà anche
oggi, ma senza menzionare il santo. Una scelta che ha stupito, non certo in
positivo, don Emanuele di Marco. “Tutto parte da un post in cui semplicemente esprimevo
una mia emozione”, afferma don Emanuele ai microfoni di Ticinonews. “Sul sito
della città effettivamente sant’Antonio non era citato da nessuna parte e io
facevo notare che è peccato, con tutte le iniziative che ci sono, parlare solo
di pane senza esplicitarne l’origine”.
Le origini della tradizione
Una scelta che ha
sollevato non poche polemiche e lamentele da parte di diversi cittadini, e
anche un’interpellanza del Centro al Municipio. Municipio che, dal canto suo,
afferma che l’intenzione non era quella di eliminare l’aspetto religioso della
distribuzione, piuttosto di rilanciare l’iniziativa richiamando la sua matrice
storica, legata a un altro sacerdote. “Il nostro intento era di rinnovare questa
tradizione per farne capire il significato, ma soprattutto di far conoscere come
è nata - spiega il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco - ovvero da questo
canonico, Somazzi, il quale aveva detto che il giorno della sua morte, il 14
gennaio, doveva essere distribuito il pane ai più bisognosi”.
Badaracco: “Vogliamo che la storia venga conosciuta maggiormente”
14 gennaio che,
probabilmente per la vicinanza al giorno di sant’Antonio, è stato poi
inglobato. La volontà è dunque quella di immettere questa tradizione in un
nuovo circuito. “Vogliamo che venga conosciuta maggiormente e che questa consegna,
la quale negli ultimi anni era diventata semplicemente andare a prendere il pane
per portarlo a casa, diventi qualcosa di più profondo”, prosegue Badracco. Per
questo motivo, ogni anno la Città girerà le strutture caritatevoli di
solidarietà per fare conoscere la storia. Inoltre,“viene fatto un lavoro sul
territorio con le scuole comunali, sulla povertà e sugli sprechi alimentari”.
In ogni caso, “per me non è un problema chiamarlo pane di sant’Antonio”.
Don Emanuele: “Lo chiameremo pane di sant’Antonio”
Un non problema,
dunque, fermo restando che il nome nel nuovo progetto non è al momento
specificato. Le iniziative invece portate avanti dalla parrocchia di Lugano, in
particolare quella dedicata al santo, si terranno come di consueto, anzi, con
qualche informazione in più. “Ho preparato un dépliant proprio per spiegare in
modo semplice e anche attuale una figura che ha qualcosa da dire anche a noi”,
riprende don Emanuele. “Lo chiameremo pane di sant’Antonio, sapendo che di per
sé si inserisce in qualcosa di più grande che il Municipio sta portando avanti”.

