Ticino
“Non finanziare l’inganno”, Lugano sensibilizza contro l’accattonaggio molesto
Redazione
27.06.2023 18:42

Foto: © Shutterstock
A Lugano cresce il numero di interventi di polizia per accattonaggio. La Città ha lanciato una campagna di sensibilizzazione in proposito, il cui obiettivo è distinguere chi ha veramente bisogno e chi agisce in modo illegale.
Le statistiche sono
in crescita. Terminata la parentesi pandemica, nel 2022 gli interventi di
polizia a Lugano per accattonaggio sono stati 178, quasi come nel 2019. 138
quelli registrati già quest’anno. E al di là dei numeri, anche qualitativamente
qualcosa è cambiato. “Oggi siamo confrontati con un 95% di queste persone che
hanno il passaporto rumeno”, spiega ai microfoni di Ticinonews il comandante della
PolCom di Lugano Roberto Torrente. Quasi tutti arrivano dall’hinterland
milanese, mentre una esigua minoranza dal comasco e dal Varesotto. Prima si
assisteva alla presenza di donne con bambini, oppure di persone anziane, oggi
invece “il 60% è tra i 18 e i 25 anni e spesso lavora in gruppo. E nel momento
in cui viene chiesta la carità, generano anche un sentimento di insicurezza
nella persona a cui viene domandato di donare del denaro”.
La nuova campagna
Per questo motivo la
città, confrontata più di tutte in Ticino con il fenomeno, ha deciso di
lanciare una nuova campagna di sensibilizzazione che non lascia margini di
interpretazione: “Tira dritto! Non finanziare l’inganno”, recita il flyer che
sarà distribuito sul territorio. Con un appunto importante: “Vuole distinguere
chi fa delle attività illegali da chi invece ha davvero bisogno”, precisa la
municipale Karin Valenzano Rossi. “Noi vogliamo incentivare l’aiuto a chi ha realmente
necessità, mentre disincentivare il finanziamento di comportamenti illeciti”.
Come? Indirizzando i primi verso le associazioni attive sul territorio,
contrastando invece i secondi. Un obiettivo che la città mira sì a raggiungere
attraverso la campagna ai cittadini, ma anche valutando modifiche legislative
affinché le misure di contrasto siano veramente efficaci. Ad esempio “una
collaborazione più stretta, anche con il Cantone ed eventualmente il Ministero
pubblico, per identificare quegli accorgimenti che già oggi possono esser messi
in campo, per arginare eventuali lavoro nero, entrate illegali e fare in modo
che la procedura per comminare dei divieti di entrata possa essere più efficace”.
Riservare gli aiuti a chi davvero ne ha bisogno
In altre parole,
occorrerebbe poter intimare le multe in modo immediato. Come detto, non si
tratta di disincentivare la generosità delle persone, bensì di riservare gli
aiuti a chi davvero ne ha bisogno. Fra Martino Dotta, responsabile del Centro
Sociale Bethlehem che partecipa alla campagna, consiglia di non consegnare mai
del denaro. “Credo che chi abbia effettivamente bisogno, accetti qualsiasi tipo
di aiuto e non chieda semplicemente soldi”, commenta Fra Martino. “Il fatto di
non dare denaro è proprio un modo per verificare, per quanto possibile, se la persona
si trova in difficoltà e se può essere aiutata, indirizzandola eventualmente
anche nelle strutture di accoglienza presenti sul territorio”.

