Politica
Nomine dei procuratori, ecco la proposta dell'UDC
Redazione
14.03.2024 17:13

Foto: ©Gabriele Putzu
Il partito presenta una sua possibile via per ridare attrattività ai magistrati: “La sorte potrebbe sanare e far molto bene all’imparzialità e alla professionalità della giustizia”.
In seguito alle votazioni dei
nuovi procuratori pubblici, l’UDC ha presentato una mozione al Consiglio
di Stato, firmata da Sergio Morisoli e Tiziano Galeazzi, con la quale propone una sua formula per superare l'attuale sistema. “Tutti abbiamo letto e assistito ciò che è accaduto nell’ultima
tornata di nomina dei Procuratori pubblici. Ognuno ha potuto farsi un’idea di
quanto il sistema, nato con le migliori intenzioni, sia col tempo e le persone
diventato logoro e forse anche pericoloso quanto alle garanzie di parità di
trattamento, di giustizia e di rispetto delle istituzioni”. Il partito non ci
crede più: “Anche la prossima volta sarà il solito lamentio verso il sistema in
essere e il festival delle soluzioni fantasiose per far finta di volerne uscire
alla prossima volta. La prossima volta appunto…”.
La critica del sistema
L’UDC critica il sistema: “Anche se alla fine ci fossero in
lizza per un posto tre o quattro tra migliori potenziali PP o Giudici del
Ticino, alla fine il GC deciderebbe, e lo farebbe comunque politicamente e
partiticamente: chi ha più seggi o chi si allea per averne di più vincerebbe”.
Il partito sostiene che si deve trovare una nuova via da percorrere per “contenere
le possibili perversioni della scelta politica”.
I voti del popolo
È la Costituzione a dare la competenza al Gran Consiglio per
la nomina dei vertici e l’UDC ritiene che sia giusto che rimanga così. “Il
legislativo rappresenta il popolo che vota; non entriamo nei sofismi che la
metà non vota e che il 20% vota scheda senza intestazione per cui occorre
tenere conto anche di loro nelle nomine istituzionali; verrebbe da dire “peggio
per loro” se non sfruttano appieno i loro diritti democratici”.
La proposta UDC
Con questa mozione il partito vuole suggerire una possibile
via che potrebbe ridare attrattività e rappresentatività alle massime cariche
del potere giudiziario. Una via che comprende cinque passaggi:
- - tutti i partiti selezionano e propongono il loro candidato/i a seconda dei posti liberi
- - la commissione di esperti esterni li valuta tutti e scarta chi non è adatto
- - il GC in un primo turno vota di accettarli formalmente tutti, resta escluso solo chi prende 0 voti.
- - il GC in un secondo turno nomina sempre con voto segreto per ogni posto libero chi prosegue la gara, solo i primi 3 passano al sorteggio
- - il GC organizza il sorteggio chi vince è poi nominato definitivamente dal GC
Questa proposta, ricorda, il partito, era già stata formulata in passato, ma ora viene presentata formalmente. Una proposta che si rifà a un metodo con cui veniva eletto il Doge di Venezia, "una potenza mondiale che è durata per circa 700 anni e che garantiva
la pace tra le grandi Famiglie e i Lobbisti", sottolinea l'UDC. "Se funzionava lì… Tra l’altro il
successore di Giuda Iscariota, san Mattia, per completare il numero di 12
apostoli fu tirato a sorte vincendo contro Barsaba. La sorte potrebbe sanare e far molto bene all’imparzialità e alla professionalità della giustizia”.

