Ticino
Misure meno drastiche a Lugano Marittima: sì alle bottiglie in pet
Gianluca Albisetti
27.06.2026 19:16

Foto: © Città di Lugano
Il Municipio allenta le disposizioni e dà il via libera alle bevande in PET acquistate all’esterno - «Un primo passo», dice la Gioventù comunista, mentre gli esercenti parlano di meno entrate in queste settimane
Se in questi giorni vi è capitato di andare a Lugano
Marittima avrete sicuramente visto un cartello, piuttosto chiaro, su cosa
potete portare all’interno dello spazio sulla foce e cosa no. L’11 giugno il
Municipio aveva infatti annunciato delle misure di sicurezza dopo alcuni
episodi di risse. Una su tutte: il divieto di introdurre bottiglie di vetro,
lattine e – più in generale – bevande acquistate all’esterno. Ma ora,
dopo settimane di monitoraggio, qualcosa sta cambiando. «In questi giorni
di gran caldo – e con la necessità espressa da alcuni di avere almeno una
bottiglietta d’acqua – abbiamo deciso di consentire l’introduzione delle bottiglie in PET», ci spiega il vicesindaco Roberto Badaracco. Una
decisione accolta con favore dalla Gioventù comunista, che pochi giorni fa
aveva lanciato una petizione in favore dell’accessibilità dello spazio. Adam
Barbato-Shoufani è il coordinatore e, secondo lui, l'Esecutivo ha «percepito
il dissenso dei cittadini, portato anche grazie alla stessa petizione». Il
testo ha raccolto 1.400 sottoscrizioni.
Verso un ritorno alla normalità?
Il bilancio delle misure, ad oggi, è positivo, e secondo
Badaracco non si esclude che nel breve futuro si possa tornare allo status quo. «Vetro e lattine restano vietati ora come ora, ma vediamo come si sviluppa il
fenomeno. Può darsi – ci dice ancora – che questo segnale abbia risvegliato,
diciamo cosi, le coscienze e che quindi le persone si siano maggiormente responsabilizzate.
Io penso che pian piano si potrà tornare a come era prima».
Al «LuMa» meno presenze: colpa delle misure del Municipio?
Il sentimento di alcuni esercenti attivi nelle tipiche
casette di legno non è dei migliori: dalle circa 3mila presenze registrate
nelle giornate di punta prima dell'introduzione delle misure, si sarebbe
passati a poco più di mille, secondo quanto raccontatoci da alcuni lavoratori.
Resta però da capire quanto questo calo sia effettivamente riconducibile alle
nuove disposizioni e quanto, invece, sia il risultato di una combinazione di
fattori, come il gran caldo e la concomitanza con i Mondiali di calcio.

