Ticino
Mensa di Davesco-Soragno, “al momento nessun potenziamento necessario”
Redazione
06.10.2023 15:51

Foto: ©Gabriele Putzu
Il Municipio di Lugano risponde a un’interrogazione del consigliere comunale Edoardo Cappelletti che chiedeva lumi su una presunta inadeguatezza del servizio. “Non abbiamo da motivare nessuna insufficiente offerta”.
Al momento non si rende necessario nessun potenziamento del
servizio mensa di Davesco-Soragno. Lo scrive il Municipio di Lugano in risposta
al consigliere comunale Edoardo Cappelletti (PC), che il 12 settembre aveva
inoltrato un’interrogazione (cofirmata da altri membri del Legislativo), nella quale veniva
sottolineato come il servizio mensa e di trasporto non riuscissero a rispondere
pienamente alle necessità della cittadinanza. Nella sua risposta
l’Esecutivo precisa anche che, qualora l'attuale pulmino dovesse rivelarsi
insufficiente e si dovesse notare un aumento dei bambini stabile nel tempo, “provvederemo
a introdurre un pulmino aggiuntivo (il cui costo si aggira sui 180 franchi al giorno)”.
Nel mentre, qualora i numeri dovessero salire, ma in modo poco regolare, “cercheremo
di riorganizzare il trasporto grazie al coinvolgimento di un autista che svolge
già un trasporto nei dintorni”.
Le condizioni per accedere al servizio
Ricordiamo
che il servizio extrascolastico avrebbe lamentato un incremento notevole di
bambini provenienti da Cadro nella mensa scolastica di Davesco-Soragno e
avrebbe invitato i genitori alla collaborazione per ‘‘limitare la presenza in
mensa dei propri figli alle strette necessità lavorative, essendo il servizio
concepito essenzialmente per favorire la conciliabilità lavoro-famiglia”.
Tale
invito, precisa ancora il Municipio, “non è una limitazione aggiuntiva, bensì
una condizione già in essere per accedere al servizio e rimane valida per tutto
l'anno”. Le attività extrascolastiche della Città sono infatti aperte alle
famiglie dei bambini residenti nella zona, che frequentano l'Istituto
scolastico comunale di Lugano e che hanno i seguenti requisiti: famiglia
monoparentale in cui il genitore esplica un'attività lavorativa con orario di
lavoro che non consente di accudire i figli negli orari extrascolastici; famiglia
in cui i genitori per gravi motivi non sono in grado di accudire
temporaneamente i loro figli; famiglia in cui entrambi i genitori
contribuiscono con il lavoro al sostentamento del nucleo familiare e il cui
orario di lavoro non consente di accudire i figli negli orari extrascolastici.
“Nessun controllo mirato”
Tuttavia, andare a riesaminare tutte le iscrizioni per
capire quali sono le necessità lavorative dei genitori “è una procedura
dispendiosa a livello di tempo e anche poco piacevole per le famiglie”. Per
questo motivo, l’Esecutivo preferisce affidarsi “al buon senso e alla
responsabilità delle famiglie” nel limitare volontariamente la presenza dei
propri figli alle esigenze lavorative, evitando così “eventuali costi
aggiuntivi a carico della cittadinanza. Qualora dovessimo riscontrare delle
presenze nei nostri servizi non in linea con gli orari e il grado di
occupazione dichiarato al momento dell'iscrizione, potremmo richiedere ai
genitori ulteriori spiegazioni sulla necessità di far capo al servizio”.
“Nessuna offerta insufficiente”
Cappelletti chiedeva anche di motivare l’insufficiente
offerta messa a disposizione dal servizio. Sulla questione, il Municipio
precisa che il numero degli iscritti nelle strutture è sempre molto variabile
di anno in anno e poco prevedibile, dal momento che difficilmente si possono
prevedere quanti bambini di prima elementare o quanti nuovi iscritti in
generale frequenteranno i servizi. Tuttavia “non abbiamo da motivare nessuna
insufficiente offerta del servizio, dal momento che sta funzionando normalmente
come gli scorsi anni”.

