Ticino
Mancano docenti di educazione fisica, matematica e tedesco
Keystone-ats
19.12.2023 06:07

Foto: Demaldi
L’appello è stato lanciato ieri dal DECS. Piatti (DFA): “Verrà aperto un master apposito per i docenti delle scuole elementari che vorranno insegnare educazione fisica”.
Si è aggiunta
un’altra materia a quelle sorvegliate speciali nella scuola ticinese. Oltre a
matematica e tedesco ora mancano anche docenti di educazione fisica. Un’erosione
degli ultimi due anni che interessa in particolare la scuola elementare, motivo
per cui, per evitare situazioni spiacevoli come avviene in altri cantoni, è
stato aperto un master apposito. “La formazione è rivolta a docenti di scuola
elementare che sono interessati ad ottenere un’abilitazione per l’insegnamento
dell’educazione fisica”, spiega ai microfoni di Ticinonews il direttore del DFA/ASP
Alberto Piatti. Tale abilitazione “consente di insegnare questa disciplina sia
alle elementari sia alle scuole medie”.
“È importante offrire scenari di sviluppo”
La penuria vuole
essere colmata sfruttando anche la mobilità professionale, per permettere a chi
già insegna di ampliare le proprie prospettive. “Come DFA riteniamo che sia
importante offrire scenari di sviluppo, crescita e carriera ai docenti attivi nelle
scuole, dove abbiamo carriere che possono durare anche più di 40 anni”,
prosegue Piatti. Per questo motivo “andiamo nella direzione di formazioni che permettono
a insegnanti già in servizio di ottenere un titolo supplementare o di cambiare
ordine scolastico”.
Matematica e tedesco
Per ovviare invece
alla carenza di docenti di matematica, in particolare alle scuole medie, verrà
riproposto il master già attivo da due anni che permette l’abilitazione a chi
non ha studiato prettamente la materia ma giunge comunque da profili
scientifici, così come il master in pedagogia specializzata e didattica
inclusiva. La richiesta in tal senso rimane alta, motivo per cui la formazione
diventerà annuale. Resta invece il grande scoglio del tedesco, in particolare
al liceo. “Il problema che vediamo all’orizzonte riguarda le scuole superiori,
dove l’unico titolo possibile è quello di persone che arrivano con una formazione
completa in germanistica fino a livello master, le quali seguono poi l’abilitazione
da noi per un anno”, afferma Piatti. Questi profili “sono estremamente rari, ma
molto importanti per il nostro sistema”.
Formazione e opportunità
Come per i docenti
si guarda al fabbisogno della scuola ticinese, così i 40 percorsi formativi
della SUPSI, che l’anno scorso hanno interessato circa 3mila persone con 1’500
matricole, sono volti alla realtà lavorativa del nostro cantone. “In un periodo
in cui si parla spesso di fuga di cervelli, noi ogni anno laureiamo circa 1’000
nuovi professionisti, che si inseriscono in ragione dell’80% nel mercato del lavoro
locale”, ci dice il direttore generale della SUPSI Franco Gervasoni. “Ci sono quindi
tante opportunità qualificate per lavorare in Ticino e questo penso sia un
messaggio importante”.
Carobbio: “Occorre investire nel settore scolastico”
Il dialogo incessante
tra DECS e SUPSI permette di monitorare da vicino le necessità formative del nostro
cantone a 360°. Rimane tuttavia l’ombra sugli eventuali tagli, vista la
situazione finanziaria. “Mi auguro che all’orizzonte si prospetti la necessità
di continuare a investire nella scuola”, commenta la direttrice del DECS Marina
Carobbio. “Ricordo che nonostante in Ticino si investano meno risorse nell’educazione
e nella formazione rispetto ad altri cantoni, abbiamo una scuola di alta
qualità e questo grazie al grande lavoro che fanno quotidianamente i docenti”.
Per far sì che anche in futuro si continui sulla stessa strada “occorre
investire nel settore scolastico e garantire delle buone condizioni di lavoro per
mantenere attrattiva questa importante professione”.

