Ticino
Lugano, una bolletta salata per i proprietari fondiari
Redazione
22.08.2023 06:06

Foto: ©Gabriele Putzu
C’è posta per 22'830 proprietari di case a Lugano. La Città ha infatti inviato loro la fattura dei contributi LÀLIA per finanziare le canalizzazioni comunali. Bollette a parecchi zero che stanno facendo discutere anche per le modalità di pagamento.
Da giovedì scorso lo sportello di Sacha Trentin, custode di
Palazzo Civico, è un viavai di persone. Solo ieri mattina una 30ina di
cittadini è entrata in Municipio per chiedere chiarimenti su una raccomandata
ricevuta pochi giorni fa. Il mittente è la Città di Lugano, i destinatari
22’830 proprietari di case, il contenuto una bolletta decisamente salata. Si
tratta dei contributi LALIA, ovvero i contributi per finanziare l’esecuzione
delle opere di costruzione della rete delle canalizzazioni comunali. Facciamo subito
chiarezza: a stabilirlo è una legge federale e si paga in tutti i comuni, ma
naturalmente la notizia a Lugano fa più scalpore perché riguarda oltre 52'500
mappali.
Le cifre
Dai proprietari la Città dovrà incassare 118 milioni di
franchi calcolati in base al valore di stima dell’immobile con un’aliquota
dell’1.353%. Per fare un esempio, se un immobile è stimato un milione, si riceverà
una bolletta da 13'530 franchi. Un’autentica “stangata”, ma è la prima volta
nella storia della Lugano aggregata che queste fatture vengono emesse. “Sono dei
contributi dovuti per i lavori fatti in precedenza e per quanto preventivato
per i prossimi anni”, afferma ai microfoni di Ticinonews il sindaco Michele Foletti.
Tali contributi “vanno a sanare quanto già è stato realizzato e a finanziare una
parte di quello che verrà realizzato nei prossimi anni”. Occorre precisare che
in alcuni quartieri i contributi erano già stati prelevati prima
dell’aggregazione e di questo si tiene conto. “Abbiamo dovuto fare un calcolo
per ogni immobile per capire quanti contributi erano già stati pagati e poi
dedurli da quelli che sono dovuti adesso. Ci saranno cittadini proprietari che
riceveranno dei soldi indietro, cittadini ai quali è stato conguagliato quanto già pagato, mentre in altri comuni dove non era mai stato versato niente dovranno pagare
tutto”.
“Il Parlamento ha dormito”
Molti malumori sono sorti anche sulle modalità di pagamento,
che sono due: rata unica o il pagamento in dieci rate. In quest'ultimo caso,
calcolando gli interessi, alla fine si pagherà complessivamente il 23,3% in più
del dovuto. Proprio oggi il Centro e il Movimento Ticino&Lavoro hanno inoltrato un’interpellanza alla Città per
chiedere una modifica delle modalità di pagamento. Foletti però respinge ogni
critica, visto che la Città ha le mani legate. “Noi speravamo che il Gran
Consiglio decidesse sulla nuova legge, che giace in Parlamento dal febbraio
2020 e che avrebbe risolto questo problema introducendo un nuovo sistema di calcolo
sull’interesse”, precisa il sindaco. Il Gran Consiglio però “ha dormito e
quindi noi siamo dovuti uscire con la legge attuale: il 5% è un interesse
altissimo, ma non siamo noi a poterlo scegliere”. Per saperne di più, da ieri
fino al 20 settembre la Città dà la possibilità alla popolazione di consultare
gli atti su appuntamento.
E gli inquilini?
Passiamo ora al capitolo inquilini, visto che alcuni
proprietari hanno già messo le mani avanti dicendo di dover trasferire una
parte di questi contributi sugli affittuari. A tal proposito, la Segretaria
generale all’ASI Céline Dellagana-Rabufetti ha chiarito che “i contributi
possono essere posti a carico della parte inquilina: il locatore deve però
chiedere una modifica della pigione netta attualmente in uso attraverso la
modifica unilaterale (art. 269d CO), che deve essere richiesta tramite il
formulario ufficiale. In ogni caso, vale il principio che il locatore non può
avere un reddito eccessivo e l’inquilino ha diritto di contestazione”.

