Lugano
Lettera "pro-pal" dei docenti di Viganello, il Municipio: "La scuola deve restare imparziale"
Redazione
23.12.2025 14:44

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il Municipio di Lugano, rispondendo a un'interrogazione sul tema, precisa di aver agito non per limitare la libertà di espressione degli insegnanti quali cittadini, "ma per chiarire i margini entro cui un collegio docente può pronunciarsi pubblicamente su determinati temi".
Il Municipio di Lugano è
tornato sulla lettera in favore del popolo palestinese diffusa dai docenti delle
Scuola Media di Viganello lo scorso 29 settembre. Lettera a seguito della quale
l’Esecutivo ha manifestato "delle riserve". Tale presa di
posizione – scrive oggi il Municipio rispondendo a un’interrogazione di
esponenti di diversi partiti – “non intendeva tanto contestare i contenuti
espressi, quanto rilevare l’inopportunità che il collegio docenti intervenga,
nell’ambito delle attività scolastiche e istituzionali, su temi di politica
internazionale complessi e potenzialmente divisivi”. Le scuole “devono infatti
preservare un ruolo imparziale e neutrale, promuovendo dialogo e rispetto
reciproco, senza schierarsi su questioni che possono generare incomprensioni
all’interno della comunità”.
"Chiarire i margini entro cui un collegio docente può pronunciarsi"
Il Municipio precisa anche di
aver interpellato il Consiglio di Stato (con una lettera inviata al DECS, ndr) non
per limitare la libertà di opinione o di espressione degli insegnanti quali
cittadini, "ma per chiarire i margini entro cui un collegio docente può
pronunciarsi pubblicamente a nome dell’istituzione scolastica su temi che non
rientrano nella sfera delle competenze dell’autorità scolastica e che
presentano una forte rilevanza geopolitica e diplomatica”.
"Comunicazione opportuna"
In conclusione, alla domanda
se – tenuto conto anche dei molti pareri critici apparsi nelle scorse settimane
– il Municipio resta convinto che la sua lettera sia stata appropriata, l’Esecutivo
risponde di ritenere che la comunicazione del 9 ottobre “sia stata opportuna
rispetto agli obiettivi perseguiti, pur riconoscendo che il tema è complesso e
sensibile, e che il tono della comunicazione ha potuto generare, in parte del
gruppo di docenti, la percezione di un giudizio sulle intenzioni o sui valori
etici che animavano la loro lettera”.

