Mondiali in Qatar
“Le migliaia di morti non possono essere ignorate neppure in Ticino”
Thomas Schürch
06.10.2022 14:51

Foto: Immagine Shutterstock
I granconsiglieri Mps-Pop-Indipedenti chiedono al Governo come intenda muoversi per invitare i comuni ticinesi ad astenersi dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore dei Mondiali in Qatar.
“Il Governo e i comuni ticinesi non possono restare
indifferenti alle sistematiche violazioni dei diritti delle persone sfruttate
dal Qatar per l’organizzazione dei mondiali di calcio”. È il messaggio, chiaro
e netto, espresso dai deputati Mps-Pop-Indipendenti in un’interpellanza
inoltrata al Consiglio di Stato con la quale chiedono all’Esecutivo cantonale cosa
intende fare per sensibilizzare e invitare le città ad astenersi
dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore del campionato in Qatar.
Dall’assegnazione del torneo ad oggi sono passati dieci anni durante i quali “il
paese qatariota ha costruito le infrastrutture necessarie ad ospitare le
partite”, si legge nell’atto parlamentare. “Un business da sempre enorme quello
dei Mondiali, ma l’edizione 2022 sarà ricordata probabilmente più per le
polemiche legate al sangue versato dallo sfruttamento fino alla morte di
lavoratrici e lavoratori migranti per la costruzione degli impianti sportivi e
per lo schiaffo all’ambiente e alle lotte contro il riscaldamento climatico”.
Critiche alla Fifa
La Fifa da anni porta avanti campagne e politiche per
combattere razzismo e disuguaglianze di genere e la scelta di aggiudicare il
torneo al paese qatariota “è la prova lampante di quanto queste politiche siano
di facciata e che a contare, in fin dei conti, sono sempre i soldi”, prosegue l’interpellanza.
Il Qatar “è da sempre conosciuto come uno dei paesi che più vìola i diritti
delle persone LGBTQ+ e dei migranti, che discrimina ed esclude le donne dagli
sport e dagli eventi sportivi, che permette e agevola lo sfruttamento di
lavoratrici e lavoratori migrati”. Si calcola che nei cantieri per la
costruzione degli stadi siano morti, dal 2010 al 2019, 15’021 operai, “costretti
a lavorare in condizioni climatiche estreme con temperature che raggiungono e
superano i 45° gradi, e con turni massacranti superiori alle 12 ore”.
Lavoratori “spesso non pagati o sottopagati, che vivevano in baraccopoli
situate ai confini delle ricche città qatariote e non potevano lasciare il
paese, né tantomeno cambiare lavoro, perché i padroni gli avevano sequestrato i
passaporti”. Tutto questo "con il beneplacito della Fifa”.
Questione climatica
Mps-Pop-Indipendenti affrontano anche la questione del
riscaldamento climatico e della lotta per l’ambiente. Essendo il Qatar un paese
caratterizzato da alte temperature, i Mondiali sono stati programmati nella
stagione invernale e non in quella estiva. Secondo le informazioni pubblicate,
sette stadi su otto sono dotati di un impianto di aria condizionata non solo
sulle tribune ma anche in campo. “Appare chiaro a chiunque l’assurdità di un
tale sistema a fronte dell’ormai innegabile riscaldamento climatico, ma alla Fifa,
malgrado pubblicamente si vanti di avere un programma volto a rendere il calcio
resiliente al clima e mitigare il nostro impatto sul cambiamento climatico,
nessuno sembra preoccuparsene”.
Chi si sta muovendo
Diverse sono le iniziative e le prese di posizione di città,
formazioni nazionali e realtà sportive popolari contro i mondiali in Qatar: la
Danimarca, partecipante del torneo, ha deciso di oscurare il logo della
nazionale e quello dello sponsor principale sulle magliette da gioco "come segno
di protesta e di rispetto per le migliaia di lavoratori morti". Parigi,
Marsiglia, Bordeaux e altre cinque grandi città francesi boicotteranno a modo loro la
manifestazione, non installando schermi giganti e "fan-zone" nelle strade e nelle
pubbliche piazze, in segno di protesta contro le violazioni dei diritti umani e
delle regole ambientali. “Anche in Svizzera le città di Losanna e Neuchâtel
hanno annunciato che non si faranno promotrici dell’installazione di
maxischermi o di "fan-zone" apposite, mentre a Ginevra è stata lanciata una
petizione”.
Per quanto riguarda il Ticino, solo a Chiasso per il
momento è certo che sarà allestita una “fan-zone” in un capannone, mentre la
città di Lugano ha annunciato che metterà a disposizione di chi si aggiudicherà
il concorso un maxischermo al Centro esposizioni Conza. Nello
spirito della Costituzione “è un nostro obbligo morale degli enti pubblici
astenersi dall’organizzare qualsiasi iniziativa a favore dei campionati
mondiali di calcio questo inverno, in particolare rinunciando all’istallazione
di maxischermi nelle proprie piazze o in strutture pubbliche per seguire le
partite”. La vita e la dignità delle persone
morte sui cantieri, delle persone sfruttate, maltrattate e sequestrate e il
forte impatto climatico del torneo “devono portarci a prendere posizione con
decisione e spingerci verso il boicottaggio di questo torneo”, concludono gli
interpellanti.

