Lugano
Le manifestazioni dividono il Municipio, Ghisletta: «Non vedo ragioni per vietare il presidio antifascista»
Red. Online
18.02.2026 20:04

Secondo il Capodicastero immobili, mostrando i muscoli l'Esecutivo ha voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte. La municipale Valenzano Rossi replica: «Sussistono i medesimi rischi di scontri tra le due fazioni».
Una città divisa, sia in strada
che in Municipio. Dopo aver negato l'autorizzazione alla manifestazione per la
remigrazione, l'esecutivo di Lugano riserva la stessa sorte al contropresidio
antifascista. Le motivazioni sono le stesse, come ci dice la Capodicastero
sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano Rossi. «Anche alla
contromanifestazione è stato negato l’utilizzo accresciuto del suolo pubblico, perché
sussistono i medesimi rischi di possibili scontri tra le due fazioni». La municipale
sottolinea anche che «non ci siamo in nessun caso chinati sui motivi ideologici
che spingono l’una o l’altra parte». Decisione che non ha fatto l’unanimità
all’interno dell’Esecutivo di Lugano: 4 contro 3. E tra i contrari, il Capodicastero immobili Raoul Ghisletta, secondo cui il Municipio, mostrando i
muscoli, ha voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte. «Sarebbe la 23esima
manifestazione non autorizzata svoltasi senza eccessivi problemi»,
rileva Ghisletta. «Non si vede la ragione per vietarla. E non convince nemmeno
questa idea della destra di mettere sullo stesso piano chi propaga idee
antidemocratiche e chi si indigna per questo fatto».
Diritto di espressione e remigrazione
Tema centrale il rischio di
scontri, su cui i due municipali hanno idee differenti. «Dalle informazioni a nostra disposizione ravvediamo
un possibile rischio di incidenti tra i due fronti opposti», afferma Valenzano
Rossi. «Io non ne so nulla, ma non sono il responsabile della polizia e non ho
accesso ai documenti», replica Ghisletta. E sul diritto di espressione,
Valenzano Rossi ne sottolinea i limiti. «Deve essere garantito a tutti. I
limiti del suo esercizio sono l’ordine pubblico e la sicurezza: quando
sussistono dei rischi concreti, può essere limitato». Ghisletta ribadisce invece
le preoccupazioni emerse attorno alla manifestazione indetta dal Fronte
Nazionale Elvetico: «Lugano ha il 40% di stranieri. Se cominciamo a dire che bisogna
mandarne via alcuni, non so con quali criteri, questo discorso va a
turbare la situazione della popolazione», commenta il municipale socialista.
L'auspicio
E se il presidio antifascista
dovesse svolgersi? La Capodicastero sicurezza e spazi urbani ci spiega come
agiranno le autorità. «Ci sarà un dispositivo di polizia e gli agenti
decideranno come intervenire per evitare che ci sia un abuso dell’utilizzo del
suolo pubblico, e soprattutto che vi siano dei rischi di scontri tra fazioni
opposte. A me piacerebbe invece sottolineare come sia necessario abbassare i
toni e non inasprirli», conclude Valenzano Rossi.

