Ticino
La scuola ticinese, tra obiettivi raggiunti e sfide future
Redazione
26.06.2023 20:01

Foto: Cdt
L’anno scolastico appena concluso è stato segnato dal superamento dei livelli alle medie, la cui sperimentazione partirà a settembre. La campagna di collocamento degli apprendisti intanto procede bene: 838 i contratti firmati a giugno.
Tempo di bilanci per la
scuola ticinese: l’anno appena concluso è stato all’insegna della normalità sul
fronte della pandemia. Per quanto riguarda la crisi ucraina, l’obiettivo di
garantire una regolare integrazione scolastica agli allievi scappati dalla
guerra è stato raggiunto. Ma soprattutto è stata trovata una quadra per il
superamento dei livelli A e B alle scuole medie. E i preparativi per la
sperimentazione – che coinvolgerà sei sedi – sono già iniziati. “C’è stata una
giornata di formazione al DFA di Locarno il 20 giugno” conferma ai microfoni di
Ticinonews Emanuele Berger, direttore della divisione della scuola e
coordinatore del Dipartimento dell’educazione, cultura e sport. “I formatori e
gli esperti hanno già cominciato a dare le prime indicazioni ai docenti e a lavorare
con loro, e li seguiranno anche durante i due anni, in sede, attraverso delle
comunità di apprendimento professionale. Il concetto di comunità e collaborazione
tra docenti è centrale”.
“Andare incontro ai bisogni di tutti gli allievi”
Il coordinamento verrà
svolto sui tre assi della sperimentazione: classi eterogenee, valutazione unica
e codocenza. “La collaborazione tra due insegnanti implica il programmare insieme
e lo stabilire assieme dei criteri di valutazione” prosegue Berger. “Ma può
significare anche insegnare insieme o in alternanza. Vi è poi anche la
differenziazione pedagogica, quindi il diversificare gli strumenti didattici in
aula per andare incontro ai bisogni di tutti gli allievi”.
Formazione professionale la più gettonata
Per quanto riguarda i percorsi
intrapresi dopo la scuola media, anche nello scorso anno la scelta privilegiata
è stata la formazione professionale: quasi 6’700 gli studenti accolti in un
percorso duale scuola-azienda, circa 3’500 quelli inseriti in una scuola
professionale a tempo pieno. “Sicuramente
chi conclude la formazione obbligatoria è interessato e informato sulle possibilità
offerte da un sistema educativo e da una formazione professionale che permette
di abbracciare una professione”, spiega il direttore della divisione della
formazione professionale Paolo Colombo. I dati di quest’anno “testimoniano dell’interesse
verso una formazione professionale, sia nella forma duale, sia in una scuola
tempo pieno”.
La campagna di collocamento entra nel vivo
Sul fronte degli
apprendisti, si guarda fiduciosi al futuro prossimo. A inizio giugno, sono già
stati sottoscritti 838 nuovi contratti nelle aziende, vale a dire il 18% in più
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma la campagna di collocamento
2023 entra solo ora nel vivo e, di conseguenza, bisogna tenere alta la guardia.
“La campagna di collocamento è partita bene nella misura in cui siamo ancora
nella prima fase di sottoscrizione dei contratti di tirocinio”, precisa
Colombo. “Non possiamo abbassare la guardia, poiché il nostro obiettivo è
quello di giungere in autunno con il pieno collocamento dei giovani che
desiderano intraprendere un apprendistato o trovare una soluzione transitoria”.
I posti vacanti, al momento, sono ancora 766.
Carobbio: “Convinta della sperimentazione per il superamento dei livelli”
Per tornare alla questione livelli, la necessità del loro
superamento è stata sollevata da più parti, come ha ricordato anche la
consigliera di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio. “È un progetto in
cui credo molto”, afferma Carobbio. Inoltre occorre avere “anche un altro
approccio per garantire una formazione adeguata ai nostri giovani al termine
della scuola media e offrire loro anche la capacità di affrontare le sfide che
li attendono dopo. Sono convinta che la sperimentazione darà i risultati per
far sì che si arrivi a questo superamento”.
“Si pensi anche a nuove formazioni”
Un altro tema che ha tenuto banco negli scorsi mesi
concerne il ruolo della scuola, che per alcuni dovrebbe andare incontro alle esigenze
dell’economia. La posizione di Carobbio in proposito è molto chiara. “La scuola
deve dare anzitutto le conoscenze generali a tutti giovani e fornire loro i
mezzi per poter scegliere, alla fine delle medie, il percorso seguente da intraprendere”,
continua la consigliera di Stato. Nel frattempo, “penso che si debba pensare anche
a nuove formazioni che rispondano ai bisogni emergenti. Pensiamo, ad esempio, agli
ambiti della sostenibilità o della transizione energetica, che rispondono ai
nuovi bisogni del mondo del lavoro ma soprattutto alle prospettive per i
giovani”.
“La manovra di rientro non deve colpire i settori sensibili”
A settembre non comincerà solamente il nuovo anno
scolastico, ma scoccherà anche l’ora della manovra di rientro, la quale
coinvolgerà anche DECS. “Tutti i dipartimenti devono partecipare con delle misure
di risparmio. Ma questa manovra deve essere equilibrata e non deve andare a
colpire in maniera indiscriminata settori sensibili”. Per avere una formazione
di qualità “dobbiamo avere anche i mezzi per farlo. Rispetto ad altri cantoni in
Ticino si spende meno per l’educazione e la formazione e se vogliamo dare prospettive
ai giovani, dobbiamo avere anche dei percorsi formativi adatti ai bisogni e di
qualità”, termina Carobbio.

