Crisi energetica
“La gente spreca meno energia, ma il peggio non è passato”
Redazione
23.12.2022 19:41

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti - Ticinonews
Da mesi si parla dello spauracchio di una possibile penuria energetica durante la stagione fredda. Ora ci siamo, è arrivato l’inverno, ma qual è la situazione? E cosa ci aspetta da gennaio in poi? Ticinonews lo ha chiesto a Marco Bigatto, direttore delle AIL.
Una delle parole del 2022 è sicuramente penuria. La
situazione internazionale, con la guerra in Ucraina, ha fatto a lungo parlare
della crisi energetica e della possibile penuria di energia per l’inverno
2022/2023. Le temperature registrate nei mesi di ottobre e novembre, però, sembra
stiano aiutando a ridurre i consumi e rimandare le preoccupazioni. Certo, la
situazione è tesa, ma l’approvvigionamento energetico è garantito. È la quieta
prima della tempesta? Ticinonews ne ha parlato con Marco Bigatto, direttore
delle AIL. “È un discorso molto articolato e complesso. Non abbiamo la
risposta, probabilmente non ce l’ha nessuno. Iniziamo dal gas, abbiamo visto
che fino al 2021 costava 2 centesimi al chilowattora, lo scorso mese di agosto
siamo arrivati a 30 centesimi e ora siamo scesi a 8”, ha risposto Bigatto. “Questo
è dovuto al fatto che gli impianti di stoccaggio europei sono stati riempiti in
tempi più rapidi del previsto, un fatto che ha aiutato a calmierare i prezzi.
Non solo, a giocare a favore sono anche state le temperature miti registrare a
ottobre e novembre”, ha spiegato.
Questo prezzo in diminuzione che effetto ha sui consumatori
finali?
“È una buona notizia, un’ottima notizia. Il beneficio per i
consumatori non è immediato perché le aziende di distribuzione calcolano le
tariffe in base a un valore medio degli acquisti negli ultimi 3-4 anni. I dati
registrati nelle ultime settimane si ripercuoteranno sui prezzi del 2024 e del
2025, le tariffe per il prossimo anno sono già state fissate”.
Perché il prezzo dell’elettricità continua a salire e scendere?
“Alla base di questa variazione c’è il gas perché questo è
alla base di una grande fetta della produzione di elettricità in Europa. Dietro
al prezzo dell’elettricità ci sono i meccanismi di mercato delle borse, tra
questi l’ordine di merito che mette in cima le centrali che producono a costi
variabili e qui, a determinare il prezzo di mercato di quell’ora, è il costo
del chilowattora più caro messo in rete. Per questo le oscillazioni del prezzo
del gas di ripercuotono su quello dell’elettricità. Quest’ultima la si può
acquistare in base a vari prodotti borsistici, chi ha scelto di farlo mediante
gli spot, ovvero il prezzo del giorno, nelle ultime bollette avrà una
fatturazione inferiore”.
Come ha reagito la popolazione agli appelli delle autorità
di ridurre i consumi?
“A livello dei consumi di gas abbiamo osservato una
riduzione dei consumi del 40% nel mese di ottobre. Ad essere onesti il dato va
contestualizzato, perché quest’anno si sono registrate temperature superiori
alla media. Neutralizzando questa variante il calo è stato dell’11% in ottobre
e novembre e dell’8% nel mese di dicembre. Mentre per quanto riguarda l’elettricità,
in media, durante questi tre mesi la riduzione è stata dell’8%. Va sottolineato
che i consumatori hanno tagliato gli sprechi, ma nessuno ha rinunciato al
comfort”.
Cosa ci dobbiamo aspettare per il 2023?
“C’è una certa preoccupazione, ma se la situazione resta così,
ovvero con temperature miti e senza guasti alle centrali atomiche, dovremmo riuscire
a superare questo inverno. A preoccupare è l’inverno 2023/2024 perché gli stoccaggi di
gas in Italia, Germania e Francia a partire dalla primavera saranno ai mini e
bisognerà ricostruire la riserva energetica senza l’apporto del gas russo.
Questo non sarà facile ed è la causa della preoccupazione che c’è per la
prossima stagione fredda”.

