Bellinzona
“I genitori hanno saputo dell’amianto dai media”
Redazione
16.11.2023 21:45

Foto: ©Gabriele Putzu
Il consigliere comunale dell’Unità di Sinistra Michele Egloff ha inoltrato un’interpellanza in cui si critica la modalità di comunicazione adottata dal Municipio. “La mancanza di tempestività intacca il rapporto di fiducia tra i genitori e le autorità competenti”.
Sulla
presenza di amianto nel prefabbricato di via Lavizzari (attuale sede della Girandola
Nord) è mancata una comunicazione tempestiva ai genitori dei bambini che
frequentano il centro extrascolastico. È quanto ritiene il consigliere comunale
Michele Egloff (Unità di Sinistra), che ha inoltrato in proposito un’interpellanza
al Municipio di Bellinzona, lamentando il fatto che “i genitori dei bambini che
usufruiscono dei servizi della Girandola Nord sono venuti a conoscenza
dell’accaduto dai media”. Le misurazioni che permettono di escludere la
presenza di amianto nel centro extrascolastico sono state effettuate lo scorso
14-15 ottobre e la relativa documentazione “è stata resa disponibile agli
utenti della Girandola solo qualche giorno fa”. La mancata comunicazione
tempestiva “intacca il rapporto di fiducia tra i genitori e le autorità
competenti”.
Le modalità di comunicazione
Ricordiamo
che lo scorso 10 novembre il Municipio di Bellinzona aveva informato a mezzo
stampa che durante i lavori di ristrutturazione del prefabbricato di via
Lavizzari era stata riscontrata liberazione accidentale di fibre di amianto. Il
cantiere è attualmente chiuso e sono in corso procedure di verifica da parte
della SUVA e dell’Esecutivo. Nei locali adiacenti al cantiere che accolgono la
sede del centro extrascolastico non viene riscontrata presenza della sostanza.
Le domande
Viene
quindi chiesto al Municipio come giustifichi la mancata comunicazione della
chiusura del cantiere adiacente per presenza di amianto ai genitori dei bambini
che frequentano il centro extrascolastico e a quando risale l’incidente che ha
portato al rilascio della sostanza. “In quella data, il centro era attivo e
frequentato da bambini?” Si domanda poi all’Esecutivo come venga giustificata
la mancata chiusura del centro in attesa delle misurazioni che hanno permesso
di escludere la presenza della sostanza nei locali frequentati dai piccoli.
Cosa succederà adesso?
In
merito ai prossimi passi da compiere, la Città “intende aprire nuovamente il
cantiere di Via Lavizzari dopo le verifiche del caso? Come tutelare la salute
dei bambini frequentanti l’extrascolastico in uno spazio adiacente a un
cantiere che manipola sostanze pericolose?” Vista l’impossibilità di prevenire
completamente un rilascio accidentale di amianto, “il Municipio non ritiene
opportuno trovare al più presto una nuova sede per accogliere
l’extrascolastico?” Infine, si chiede all’Esecutivo se non ritenga opportuno lo
smantellamento immediato della struttura stessa.

