Crisi energetica
Giocare d'anticipo per evitare blackout
Teleticino
17.08.2022 06:00

Il direttore di AET Roberto Pronini spiega che la situazione è tesa e che serve una riduzione drastica dei consumi. Altrimenti il rischio è di dover passare a dei blackout programmati.
Il tema dell’energia continua a essere di stretta attualità
e preoccupa tutta l’Europa. Alle tensioni tra l'Ue e la Russia per effetto
della guerra in Ucraina, si è aggiunta la crisi idrica, con i fiumi ai minimi
storici e la navigazione, come nel caso del Reno in Germania, seriamente a
rischio, con ripercussioni sui prezzi del gas, del carbone e dell'energia
elettrica. Ieri il prezzo del gas è schizzato alle stelle, ben oltre i
200 euro in Europa, con Gazprom che ha avvertito che da qui all’inverno
potrebbe sfondare quota 300. Di riflesso cresce anche il costo dell’energia
elettrica. I prezzi hanno superato la soglia dei 540 euro (526,18 franchi al
cambio attuale) al megawattora (MWh) sulla piazza di Lipsia, dove ha sede la
Borsa europea dell'energia (Eex).
Una situazione tesa
Il direttore di AET Roberto Pronini, raggiunto dai colleghi
di Ticinonews, spiega che la situazione è tesa e che serve una riduzione drastica
dei consumi. Altrimenti il rischio è di dover passare a dei blackout
programmati. “L'energia sui mercati all'ingrosso è salita di molto rispetto
all'anno scorso, fino a 5 a 6 volte. Ci sono dei piani in caso di emergenza
preparati dal Consiglio federale. Pensavamo tutti che fosse un esercizio a
secco. Purtroppo, vediamo che la situazione è molto tesa e non c'è molta
energia libera sul mercato per i prossimi mesi”.
Uno scenario difficile da immaginare
Per chi opera nel settore c’è preoccupazione: uno scenario
del genere non era immaginabile. “Abbiamo centrali nucleari fuori servizio per
oltre la metà in Francia, abbiamo una guerra in corso che limita l'esportazione
del gas dalla Russia verso l'Europa. E una siccità che da 30 anni non vedevamo così
spinta in estate, senza aver avuto scioglimento di neve in primavera. Di regola
capitano uno o due eventi, ma non così tanti insieme, molti dei quali non
possiamo neanche influenzare: meteorologia e guerra non lo sono. Nel 2003 abbiamo
avuto un blackout a fine settembre, con tutta la Svizzera che è stata senza
corrente per più di 10 ore. Ma avere un blackout per più giorni o più mesi è
uno scenario che nessuno pensava, neanche i maggiori specialisti del rischio
Ridurre i consumi
Occorre dunque intervenire con tempestività. Come? Si sta
cercando di ridurre i consumi per mantenere più acqua possibile nelle dighe.
Una riserva che verrà usata in inverno. Una volta esaurita, però, bisognerà
acquistare all’estero. E se non sarà possibile, occorreranno misure drastiche. “Prima
ci sarà una sensibilizzazione da parte Consiglio federale a ridurre gli
sprechi. Poi bisognerà chiudere scale mobili, piscine, saune. Si cercherà
inoltre di far cambiare vettore energetico a chi può cambiarlo: dal gas alla
nafta. L’ultima ratio saranno gli sganci programmati. Speriamo di non arrivare
lì”.
Ognuno può fare la sua parte
Per non arrivare a tanto,
ognuno può contribuire. Pronini a tal proposito cita diverse misure: “Si può abbassare
a un grado la temperatura dei locali, ciò che corrisponde a ridurre del 6% i
consumi energetici; spegnere tutti gli apparecchi in stand-by; non lasciare
aperte le finestre quando c'è il sole e abbassare le tapparelle. Ogni goccia
aiuta a ridurre il consumo”. La speranza del direttore di AET è che un aiuto
possa arrivare dall’alto, dal cielo con un po’ di pioggia.

