Crisi energetica
Energia, "almeno due anni per trovare un nuovo equilibrio"
Redazione
24.11.2022 09:23

Paolo Rossi, ex direttore Aet, guarda con preoccupazione all'inverno 2023/2024, soprattutto per quanto riguarda le scorte: "Occorre risparmiare ora per essere meglio preparati l'anno prossimo".
Gli occhi sono puntati sull’inverno
in vista di una possibile penuria energetica. Il Consiglio federale ha posto in
consultazione proprio in questi giorni alcune misure per far fronte a possibili
blackout, che vanno da appelli urgenti fino a contingentamenti. Scenari, va
detto, che entrerebbero in vigore solo in caso di grave penuria energetica.
Secondo Werner Luginbühl, presidente della Commissione federale dell'energia
elettrica (Elcom), lo spettro di una carenza di elettricità si è attenuato
rispetto alle previsioni di quest’estate. Le interruzioni di corrente sono
diventate "piuttosto improbabili", anche se non possono essere
escluse del tutto, ha affermato in un’intervista all’agenzia di stampa finanziaria Awp. Il
vero problema, però, non sono tanto i prossimi mesi, ma piuttosto l’inverno
2023-2024, mette in guardia Paolo Rossi, ex direttore di Aet, ai microfoni di
Ticinonews.
“Ci vorranno almeno due anni per un nuovo equilibrio”
Secondo Rossi occorre
agire già in questo momento per evitare spiacevoli situazioni in futuro. “Questo
inverno non sarà il più problematico. Semmai è il prossimo che porrà dei
grattacapi. Anche se la guerra in Ucraina dovesse cessare la prossima
primavera, non credo che l’approvvigionamento di energia sarà ripristinato.
Prima che raggiungiamo un nuovo equilibrio passeranno almeno due anni”.
Il problema delle riserve
Il ritmo delle
forniture di gas dalla Russia verso l'Ue si è ridotto gradualmente nel corso
degli ultimi mesi, fino a subire uno stop a inizio autunno con i problemi al
gasdotto Nordstream 1. Un crollo che ha lasciato un buco rispetto al
fabbisogno, colmato in parte da quantità di gas liquefatto (Gnl) con costi
logistici molto più alti. Ma il tutto si è svolto quando, a primavera, le
scorte di gas "erano sopra il 50%", rimarca Rossi. "Per questo
inverno abbiamo dovuto riempire una parte minoritaria delle scorte, riuscendoci
in parte. Ma cosa succederà alla fine di questa stagione? Determinante sarà
quanta acqua avremo nei bacini idrici e quanto gas avremo nelle riserve per
prepararci all'inverno 2023/2024".
"Più risparmiamo, meglio saremo preparati"
Per prepararsi al
meglio per il prossimo anno, secondo Rossi, bisogna agire già nel presente. "Non
possiamo mettere in atto misure di risparmio quando siamo già in una situazione
di pericolo o di emergenza. Sarebbe utile farlo subito". Oltre al
risparmio individuale, Rossi pensa soprattutto a quelle misure che non vanno a
incidere sul comfort del cittadino, come spegnere le insegne luminose o le
vetrine dei negozi durante la notte. “Serve un’azione concreta, con l’appoggio
di Comuni e Cantoni”. Un maggiore risparmio inciderebbe anche sui costi:
"Più le riserve sono alte, meno il costo dell'elettricità sarà elevato. La
domanda sarà meno esasperata e l'offerta terrà prezzi più bassi". Il
messaggio è dunque chiaro: "Più fieno mettiamo in cascina, più saremo
preparati l'anno prossimo".

