Media
Ecco chi sono i nuovi giornalisti e operatori dei media ticinesi
Redazione
16.12.2022 17:53

È giunta al termine l’edizione 2022 del Corso di giornalismo della Svizzera italiana. Consegnati oggi 21 diplomi per giornalisti e 11 certificati per operatori dei media.
Si è conclusa con la cerimonia di premiazione
tenutasi questa mattina nell’Aula del Gran Consiglio a Bellinzona l’edizione
del Corso di giornalismo della Svizzera italiana 2022. Diretto dal giornalista
Aldo Sofia, il Corso quest’anno ha visto la partecipazione di 21 giornalisti e 11
operatori dei media provenienti da diverse testate del nostro Cantone.
Lo scopo del corso
L’edizione è stata segnata da un ricco
programma, sia teorico sia pratico, orientato a trasmettere i fondamentali del
giornalismo e al contempo a fornire strumenti ed esperienze sul campo per mettere
i giovani professionisti nella condizione di affrontare al meglio le nuove
sfide e le nuove sollecitazioni di un mondo professionale sempre più complesso
e in costante evoluzione.
Ringraziamenti ad Aldo Sofia
Un ringraziamento speciale da parte della
Commissione e della Presidente è andato ad Aldo Sofia che ne ha assunto la
direzione nel 2017 mantenendola per tre edizioni. A lui - insieme al precedente
presidente Gianni Gaggini - il merito di aver aperto, in sintonia con i tempi, “i
nuovi sviluppi” e “le nuove esigenze del mestiere”, l’iscrizione e la frequenza
anche agli operatori dei media. Una scelta che ha saputo “intercettare
un’esigenza concreta da parte del settore rafforzando l’offerta del Corso di
giornalismo che resta un’occasione unica di formazione nel nostro Cantone”.
L’avvicendamento
Ad Aldo Sofia, che con questa edizione saluta
il Corso, succederà il giornalista Roberto Antonini, che ha vinto il concorso
quale direttore indetto dalla Commissione questa primavera. Classe 1957, a
lungo responsabile dell’approfondimento culturale della Rete Due della RSI, studi
in Storia e Antropologia a Parigi, giornalista dal 1984, Antonini è stato
inviato in Africa e Medio Oriente, ed è stato corrispondente dagli Stati Uniti
per la radio Svizzera Romanda dal 1995 al 2001. Ha ricoperto poi la carica di
Capo dell’Informazione della Radio Svizzera fino al 2007. Tra i premi
conferitigli per la sua attività giornalistica, il Prix Suisse, il “Grand Prix
du Journalisme des Radios Publiques de Langue Française” e il premio
dell’Associazione Ticinese di Giornalismo. Da poco in pensione, Antonini abbraccia
questa nuova sfida con l’appoggio della Commissione che vede in lui la figura “adeguata”
a prendere in mano le redini del Corso e a traghettarlo verso nuovi orizzonti.
I premiati
La Cerimonia di oggi è stata anche l’occasione
per annunciare e consegnare due premi importanti: il Premio Renato Porrini e il
Premio Erminio Ferrari, che mettono in luce tre lavori “particolarmente
meritevoli” presentati agli esami.
“Violenza al femminile”
Il Premio Renato Porrini viene assegnato per
ogni edizione al lavoro di diploma che meglio tiene conto della responsabilità
sociale insita nella pratica giornalistica. La giuria, composta da Barbara
Sostaric, Peter Schiesser e Fabio Dozio, ha valutato come da regolamento i
servizi e gli articoli segnalati dalla Commissione d’esame del Corso. Il lavoro
ritenuto più meritevole dal profilo della qualità giornalistica è “Violenza al
femminile”, realizzato da Federica Ciommiento, giornalista de laRegione.
Il tema, ha spiegato la giuria, è interessante, e merita di essere “salutata
positivamente” la scelta di considerare la violenza domestica non solo dal
punto di vista maschile, ma anche femminile. Dal lavoro risulta in modo chiaro
che si tratta quasi sempre di rapporti in cui ognuno è, contemporaneamente, “vittima
e carnefice”. La testimonianza raccolta è quella di una donna che arriva ad
aggredire il compagno, dal quale non riesce a distaccarsi. Un legame forte che
unisce due sofferenze. Il servizio “è ben costruito”, intercalando la
testimonianza con la voce di esperti che intervengono “in modo conciso ma
efficace”. Buona la sonorizzazione e il ritmo complessivo.
Un 'ex equo'
Vincono ‘ex equo’ il ‘premio Ferrari’ della Commissione esami i
lavori finali dei giornalisti e registi RSI Philippe Blanc e Marco Tagliabue, quest’ultimo
con il podcast in tre puntate dal titolo “Ti sparo in mezzo agli occhi”, che
racconta la sua esperienza personale di giornalista minacciato da una famiglia
n’dranghetista che operava nel Nord Italia (con addentellati anche in Svizzera). Philippe Blanc vince invece con il lavoro dal
titolo “Il cacciatore di Balene”, un’inchiesta televisiva realizzata in
particolare in Islanda e che denuncia la caccia illegale di balene, il grande
cetaceo minacciato di estinzione e per questo tutelato da norme che dovrebbero
impedirne la strage. La motivazione del Premio dedicato al compianto collega
Erminio Ferrari si basa sulla convinzione che nei due casi vengono espresse la
qualità e il rigore sempre promossi dal giornalista e scrittore per molti anni
responsabile della redazione esteri della Regione Ticino.
Sguardo già rivolto alla prossima edizione
Conclusasi l’edizione 2022 del Corso di
giornalismo, si inizia a guardare alla prossima, sotto la direzione di Roberto
Antonini, che partirà a settembre 2023. Informazioni e dettagli verranno
annunciati all’inizio dell’anno prossimo.

