Bellinzona
“È stata una presenza costante per più di un secolo”
Chiara Bernasconi
30.08.2022 15:32

Così il pastore della Chiesa evangelica riformata di Bellinzona ricorda il cedro secolare che viene abbattuto in queste ore a causa di un’aggressione provocata da un fungo parassita.
Ha osservato per più di un secolo il via vai dei
bellinzonesi e dei fedeli della comunità evangelica riformata della Capitale. Stiamo
parlando del cedro storico della Chiesa evangelica riformata, il quale è abbattuto in queste ore. Il motivo? Un’aggressione
provocata alla pianta dall’armillaria mellea, un fungo parassita.
“Nonostante gli sforzi non siamo riusciti a salvarlo”
"L’aggressione da parte del fungo è cominciata già qualche anno fa. Il cedro si è quindi seccato, la sua corteccia si è ricoperta di resina e non ha più generato aghi nuovi”, racconta a Ticinonews il pastore Stefano D’Archino.
Nella comunità “tutti si sono chiesti se non c’era modo di salvare la pianta.
Abbiamo consultato più esperti e chiesto vari interventi per cercare di mantenere
il cedro in vita, ma purtroppo non c’è stato niente da fare. Nonostante gli
sforzi non siamo riusciti a salvarlo”, continua D'Archino. Per motivi di sicurezza si è infatti dovuto
procedere all’abbattimento della pianta. Sebbene il taglio “dispiaccia a molti, nessuno si è opposto”. Trattandosi di un albero storico "è stato necessario consultare diversi esperti e ottenere l’approvazione da parte delle autorità cittadine”. Questa mattina una ditta specializzata ha tagliato i rami ed entro stasera l'abbattimento dell'albero sarà finito. Domani si procederà invece a rimuovere le radici della pianta.
"L’albero non finirà in discarica”
D’Archino ci spiega che l’albero è stato sempre presente nel giardino della chiesa: “È stato una presenza costante durante tutte le attività svolte all’aperto“. Il desiderio della comunità è dunque quello di ripiantare un
altro albero protetto. Tuttavia, "questa scelta è stata dettata anche dalla legge, la quale ci
obbliga a sostituire l’albero con un altro esemplare protetto”, ci dice D’Archino. E adesso cosa succederà al cedro? La Chiesa vuole tenere alcuni pezzi dell'albero come ricordo ma anche “per costruire un tavolo per la
chiesa”. Tuttavia, sarà necessario vedere “se il fungo non ha causato troppi
danni alla pianta”. Ciò che è certo è che, “l’albero non finirà in discarica”.

